Villa Mirafioriori e la notte sulla Nomentana

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di MATTEO SARLO

Tra via Nomentana e via XXI aprile si nasconde la sede di Filosofia di Roma: Villa Mirafiori. Io vengo qui da settembre dell’anno scorso. Sotto le scarpe non c’è l’asfalto, ma una ghiaia sassosa su cui è facile scivolare. Si prosegue e si è sotto l’ombra di sequoie, pini e cedri. Ogni tanto a distanza di una decina di metri si vedono arrampicate sul terreno delle panchine. Ciuffi d’erba cominciano a spuntare dalla ghiaia. L’edificio della facoltà sembra quello dove vanno gli anziani per le cure termali.

Questa è un’isola con propri abitanti,  propri rituali,  tutto quel corredo di atteggiamenti, di posizioni studiate, di sigarette accese, di ragazze in cerchio attente che le parole pronunciate rimangano all’interno della simbolica forma geometrica. Si sentono in giro citazioni sparse. Commenti di saggi che paiono, qualche volta bisogna ammetterlo, cantine chiuse. Dicono che ci iscriviamo qui sapendo poco o nulla. Forse hanno anche ragione, ma io ricordo qualcos’altro. Ricordo alunni spaventati pure avendo studiato il giorno prima, e quello prima ancora, solo per il timore di non essere all’altezza di un’ interrogazione in piena regola.  Ricordo ore e ore di approfondimenti, di discussioni, di tempo speso a capire la vera modernità di ciò che è conservato nei libri. Brain storm la chiamava una mia professoressa: tempesta di cervelli. Un mio amico ha perso un anno. Non so sia stato giusto. E’ solo quello che è accaduto.