Villa Borghese e il canto del gallo

Villa Borghese 2-006

di ANTONIO CARBONE

Certe mattine mi affretto a raggiungere Villa Borghese, per poi fare due passi lungo la strada che costeggia lo zoo, solo per il piacere di riascoltare il canto del gallo. Ho sempre guardato con sospetto quelli che non lo sopportano. Certo, non sempre è una cosa piacevole dormire ad esempio in una casa nelle cui vicinanze c’è un gallo ma non per questo si può arrivare a detestarlo. Il sospetto è che dietro a questo fastidio si nasconda qualcosa di più profondo. Come dire, il non voler fare i conti con ciò a cui quel canto così straziante allude. Rimanda.

C’è un documentario di Giuseppe Bertolucci sui poeti che è possibile vedere anche su Youtube. I primi poeti che si vedono nelle sequenze iniziali sono facilmente riconoscibili. Si tratta di Eugenio Montale, Alfonso Gatto, Sandro Penna… Poi però dopo quest’ultimo e prima di Giuseppe Ungaretti ci si imbatte in un poeta a cui tutt’ora non sono riuscito a dare un nome. Ma a questo punto ha poca importanza. Quello che veramente interessa è ciò che dice. La cinepresa lo segue in un contesto rurale, una casa di campagna, e lui parla appunto del gallo: Non è vero che i galli cantano all’alba, dice. I galli cantano alle due, alle tre, alle quattro. Poco prima dell’alba. E questo canto di notte, se tu sei in dormiveglia, è come un saluto che ti viene da lontano, tanto che io certe volte sollevo la testa e gli dico: Grazie, grazie. Seguita a cantare.

Una volta durante un viaggio in Marocco, in un villaggio dell’Alto Atlante, mi è capitato di dormire all’aperto, sulla terrazza di una casa. Nel corso della notte, durante la quale non caddi mai in un sonno profondo, mi capitò di sentire più volte il canto di un gallo. Proprio come dice il poeta nel documentario: alle due, alle tre, alle quattro. Poco prima dell’alba. E ogni volta, nel silenzio della notte, sotto il cielo stellato, in quel canto sembrava riecheggiare dentro di me una lontananza.

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  ANTONIO CARBONE, tra gli ultimi lavori fatti, ha curato per la trasmissione di Raitre, Un giorno in Pretura, la realizzazione di diverse puntate tra cui quelle relative al processo per la morte di Stefano Cucchi, lo scandalo di Calciopoli, e per l’irruzione della polizia all’interno della Diaz nel luglio del 2001. E Per RaiStoria i documentari su Giuseppe Fava, Peppino Impastato e Mauro Rostagno.