-
di Matteo Sarlo —
20 aprile 2010
Esco dal cinema. Siamo in due. Passeggiamo per le vie della città. Non c’è nessuno davanti al Fiamma. Tra piazza Esedra e via Veneto c’è solo il silenzio asfaltato della notte. Facciamo per attraversare, e raggiungere l’altra sponda. Una macchina sbuca da sinistra e ci sfiora. E poi scompare ancora. Non ho fatto a tempo a vedere chi fosse.
Li diresti dei biscotti di metallo nel traffico...
-
di Federico Pace —
12 settembre 2008 —
Una coppia di turisti francesi guarda attraverso la griglia che s’apre sul recinto verde. Si direbbe che stiano parlando degli alberi e delle radici nel mezzo dei lavori in corso. Anche loro sembrano sorpresi dalla vegetale immobilità e da quella specie di piedistallo di terra che gli operai e le gru hanno scavato intorno per non intaccare le radici...
-
di Federico Pace —
26 maggio 2008 —
Un incrocio non è solo due strade che si intersecano. E’ anche una soglia. Un nodo d’angoli. Un dedalo di vetture. Un carambolare di destini. Uno spazio dove le regole da rispettare, se si vuole essere abitanti di questo spazio urbano, sono sancite dall’accendersi e spegnersi di luci colorate. Ogni città ne è piena...
-
di Federico Pace —
3 aprile 2008 —
Sono arrivato a Piazza del Popolo dal Lungotevere. Sono poi salito verso il Pincio seguendo viale Gabriele D’Annunzio. E’ una specie di serpentina che rende meno ardua la salita. Ma il caldo si sente lo stesso. C’è un cielo bianco e un’umidità insistente. Ai bordi della strada le vetture paiono parcheggiate da un tempo infinito...
-
di Luigi Mastropaolo —
1 aprile 2008
Chissà cosa è preferibile: se l’insidia dei Suv e delle Smart o quella che proviene dai possessori di auto di grossa cilindrata. Per non parlare dei motorini che sgusciano da ogni anfratto. Sembra la trama di un film di Sergio Leone. Eppure non siamo nell’Utah e nemmeno immersi tra le guglie della Monument Valley, ma su via Nomentana, sul Lungotevere, a piazza Venezia, tra mandrie di automobili, foreste di semafori e praterie di strisce pedonali...
-
di Federico Pace —
25 febbraio 2008 —
In questo ultimo lunedì di febbraio si celebra il tempo lento. Qualche iniziativa c’è anche a Roma. Qualche camminata per il centro o dei piccoli convegni a teatro. Rallentare, si dice, per vedere meglio le cose intorno. Per le strade i bus caracollano e quasi non si tengono in piedi per quanto non riescono a prendere velocità...
-
di Federico Pace —
17 settembre 2007 —
C’è una specie di lungo serpente fatto di acciaio e fumi tossici che attraversa la città. Un’infinita fila grigiometallizata che, senza requie, snoda il suo corpo pesante e ingombrante tra le strette vie urbane. Un animale che si muove ad un ritmo lento, sbuffa e lascia i suoi detriti. Dal mattino fino a tarda sera. Un metallico rettile che porta dentro di sé uomini stanchi e donne solitarie. A Roma le automobili sono quasi due milioni...
-
di Federico Pace —
30 maggio 2007 —
Nel bel mezzo di largo Argentina, proprio davanti a una nota libreria, sta da qualche tempo una nuova pensilina. La ricopre un lungo tetto di cristallo che si imbrunisce con i raggi del sole. Dentro, lì sotto, se ci getti lo sguardo, ci puoi vedere le facce di chi ha provato a sedersi e aspetta. Ci vedi volti di colombi accigliati che stanno disposti in fila...
-
di Antonio Carbone —
23 maggio 2007 —
Ci siamo conosciuti qualche settimana fa. A un raduno di cicloamatori organizzato dall’associazione BiciRoma a piazza San Cosimato. A incuriosirmi è stato il suo abbigliamento, soprattutto il gilet di lana sulla camicia. Niente a che vedere con le tenute ipertecniche di chi di solito va in bicicletta, a prescindere dall’età. Non appena mi sono avvicinato è stato lui a rivolgermi la parola chiedendomi se fossi anch’io un fuoristradista...
-
di Federico Pace —
25 aprile 2007 —
Per mettere in atto il progetto del filobus, che da qui a un anno dovrebbe attraversare via Laurentina, il Comune prevede di spazzare via un buon numero di pini. Da quindici a sessanta. Visti da vicino, i tronchi anneriti dallo smog di questi alberi, magri e antichi, fanno pensare alla pelle screziata di un animale preistorico. Nello spartitraffico ci sono cespugli di oleandri ingrigiti, cartacce e vuote bottiglie di plastica...