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di Antonio Carbone —
17 agosto 2009
400, 500, 600… a quanti chilometri, come minimo, bisogna trovarsi lontano da casa per essere considerato uno straniero? Avendone fatto, in passato, qualche centinaio anch’io, per ragioni di lavoro, ogni tanto mi capita di pormi questa domanda. Come adesso che mi trovo sulla spiaggia, a poco più di 100 chilometri da Roma, e non posso fare a meno di soffermarmi sui volti della fitta schiera di venditori che mi sfila davanti a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro.
Per raggiungere questa località di buon ora, stamattina, ho preso il treno regionale che va a Pisa...
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di Federico Pace —
8 febbraio 2009 —
Ci sono giorni che entro in uno dei tanti locali sparsi per Roma e mi prendo un kebab. Quelli da mangiare in piedi. Oggi è uno di quei giorni. Tutta questa pioggia mette un’uggia che non so. All’egiziano che lo prepara con carne di manzo, chiedo di mettermi un po’ di crema di ceci, yogurt e salsa piccante. La prima volta che l’ho mangiato, un kebab, è stato a Londra...
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di Antonio Carbone —
2 settembre 2008
Non si è fatto ancora in tempo a togliere la sabbia dalle scarpe che già si è alle prese con i soliti problemi di ogni settembre. Tra i tanti quello dell’aumento del prezzo dei libri scolastici. Ogni anno si ripete il supplizio. Gli editori dichiarano che l’aumento è ben al di sotto dell’inflazione, le associazioni dei consumatori invece lo valutano intorno al 40%...
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di Federico Pace —
30 giugno 2008 —
Ci sono le giovani coppie, quelli che si conoscono appena da due giorni e non sanno ancora neppure il nome del fratello dell’altro. Ci sono le famiglie accaldate. Ci sono i nuovi italiani. Molti arrivano in auto, ma tanti altri vengono a piedi. Scendono tutti lungo la Colombo. Camminano sul filo del marciapiede. Tra la polvere, le pompe di benzina e le macchine...
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di Federico Pace —
20 marzo 2008 —
A un ragazzetto di quindici anni, con un cappellino e un giubbotto, neri e griffati, chiedo se sa dove sia il nuovo McDonald’s che ha aperto questa mattina su Via Ostiense. Mi fa subito di sì con la testa. Si ferma un attimo, guarda un po' più in là e poi mi dice “Sta vicino alla metro. Lo trovi subito”. Indica, guarda e sorride...
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di Aurelia Pop —
28 febbraio 2008 —
Come mi sembra lungo questo inverno romano. Da quando vivo qui proprio non riesco ad abituarmici. Sarà per colpa di questa umidità o perché ho da sempre la convinzione che Roma sia solare. Ed ora che è febbraio, proprio quando credevo che l’influenza mi avesse dimenticato, eccola che mi bussa alla porta e mi porta in regalo anche la tosse...
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di Aurelia Pop —
11 febbraio 2008 —
Guardo nel frigorifero e nella dispensa. Non c’è niente da fare, praticamente non c’è più nulla. Proprio questa domenica che ho degli invitati a cena. Mi vesto ed esco di corsa. Alle 11 arrivo al GS di via Prati Fiscali. Ci sono un sacco di cose, di tutti i tipi, tutte buone a guardarsi. Che cosa scelgo? Entro nel panico. Da noi, in Romania ai tempi di Ceausescu, non c’erano questi grandi supermercati con tutto questo ben di Dio; c’erano gli alimentara, piccoli spacci senza nome e numerati come gli ospedali, le scuole e tutto il resto...
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di Antonio Carbone —
10 luglio 2007 —
Entro ferragosto il 75% dei 400 negozi cinesi dell'Esquilino, cioè circa 300, cambierà le insegne mettendo in alto la scritta in italiano e sotto quella in cinese. Basterà questo particolare a tranquillizzare quelli che si sentono assediati dalla loro presenza? Come ricordava il sindaco di Roma, in occasione dell’accordo tra il Campidoglio e la Comunità cinese, su 23000 attività commerciali presenti nel quartiere quelle cinesi rappresentano solo il 2,6%...
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di Federico Pace —
11 aprile 2007 —
Si parte sempre da una fine. Questa volta si parte dal venerdì sera. La settimana lavorativa ha esaurito la sua forza e ciascuno precipita verso il supermercato. Per lo più si tratta della spesa di un solo pasto. O solo qualcosa di poco di più. Una cena e una colazione. Pochi si servono del carrello. La gran parte sceglie uno di quei cestini di plastica verde...