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di Cristina Faloci —
20 ottobre 2009 —
La vedevo ogni giorno, regolarmente, mentre andavo al lavoro. Immancabile presenza a quell’angolo di strada col semaforo che era diventato la sua base. Faceva avanti e indietro tra le auto con il suo passo leggero e frettoloso in quell’area senza nome prima di largo Valtournanche, direzione Salaria, all’incrocio tra i Prati Fiscali e via Cavriglia...
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di Antonio Carbone —
23 febbraio 2009 —
Ci arrivo da via Latina. La stessa strada su cui stava passeggiando la giovane coppia la sera di San Valentino. Sembra una domenica come le altre, forse solo più fredda. Una patina di fragile gelo ricopre ancora la vegetazione. Ad accogliermi da dietro la staccionata, ritrovo come al solito Furia, la cavalla bianca. Più avanti nell’ovile adiacente al casale da poche ore sono nati due agnellini, mi racconta la donna con cui mi intrattengo a parlare per qualche minuto...
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di Antonio Carbone —
21 aprile 2008 —
Una strana atmosfera si percepisce in questi giorni per le strade di Roma. Un’aria mesta e incerta, infatti, la rende simile a quelle città in cui, durante una guerra civile, si arriva a una tregua. Penso a Beirut negli anni Ottanta. E del resto seppur caratterizzata questa volta da toni più pacati, vogliamo negare alla campagna elettorale appena conclusasi l’aspetto di un conflitto? E’ come se i due opposti schieramenti principali, dopo settimane in cui si sono affrontati in campo aperto, si fossero ritirati per lasciar spazio alla diplomazia con l’obiettivo di stringere nuove alleanze e assicurarsi lo scontro finale...
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di Aurelia Pop —
7 aprile 2008 —
Alla stazione Nuovo Salario tutti si spingono arrabbiati per salire sul trenino eternamente in ritardo. Guardo distaccata tutto questo movimento che mi gira intorno e lo sopporto assaporando già il cappuccino che non bevo da una settimana. Cosi mi faccio portare indietro dai miei pensieri fino ad Oradea, la mia città natale, che ho lasciato solo ieri...
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di Antonio Carbone —
3 marzo 2008
Ma dove sono finite le tende, i giacigli e i rifugi di cartone? Forse, frugando tra i cespugli, le bitte e le cime, sarà possibile trovare ancora qualche scarpa spaiata o il lembo di una coperta militare. Per il resto non è rimasto più niente. Si intravede solo un igloo sulla sponda opposta. E che fine ha fatto la giovane coppia di romeni, con la loro figlia Roberta di quattro mesi, che fino a poche settimane fa era accampata sotto ponte Umberto I? E nel frattempo lei, che era incinta, avrà partorito? Nel frattempo invece qui la perdita è aumentata e il muraglione, ricoperto di muschio, cambia colore a seconda di come ci...
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di Aurelia Pop —
28 febbraio 2008 —
Come mi sembra lungo questo inverno romano. Da quando vivo qui proprio non riesco ad abituarmici. Sarà per colpa di questa umidità o perché ho da sempre la convinzione che Roma sia solare. Ed ora che è febbraio, proprio quando credevo che l’influenza mi avesse dimenticato, eccola che mi bussa alla porta e mi porta in regalo anche la tosse...
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di Aurelia Pop —
11 febbraio 2008 —
Guardo nel frigorifero e nella dispensa. Non c’è niente da fare, praticamente non c’è più nulla. Proprio questa domenica che ho degli invitati a cena. Mi vesto ed esco di corsa. Alle 11 arrivo al GS di via Prati Fiscali. Ci sono un sacco di cose, di tutti i tipi, tutte buone a guardarsi. Che cosa scelgo? Entro nel panico. Da noi, in Romania ai tempi di Ceausescu, non c’erano questi grandi supermercati con tutto questo ben di Dio; c’erano gli alimentara, piccoli spacci senza nome e numerati come gli ospedali, le scuole e tutto il resto...
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di Corneliu Horia Cicortas —
3 dicembre 2007
Era il dicembre del 1990. Ad un anno dalla caduta della Cortina di Ferro – evento che, per noi romeni, si traduceva nella caduta del regime dittatoriale comunista e nel ritorno alla libertà perduta in seguito all’occupazione sovietica – ero venuto in Italia insieme a mia madre e a mio fratello, per una visita di famiglia. Era il mio primo viaggio nell’Europa occidentale, cioè in quel che noi chiamavamo il “mondo libero” o semplicemente il dincolo (termine che, letteralmente, vuol dire “al di là”)...
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di Federico Pace e Antonio Carbone —
5 novembre 2007 —
Questi sono giorni tesi e incerti. Martedì 30 ottobre una donna, Giovanna Reggiani, è stata aggredita e uccisa a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Tor di Quinto. Accusato dell’accaduto è un romeno che si chiama Nicolae Mailat. I nuovi migranti mostrano alle volte un volto truce. I nuovi migranti sembrano incontrollabili...
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di Antonio Carbone —
2 maggio 2007 —
In una ipotetica classifica delle zone a rischio della città, la stazione Termini probabilmente non occuperebbe uno degli ultimi posti. Anche se non è priva di insidie. Presenta una sua popolazione stanziale all’interno della quale è difficile distinguere chi ha bisogno d’aiuto da chi invece simula una necessità...