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di Matteo Sarlo —
6 marzo 2010 —
È fredda la sera a Roma. Il meteo annota una temperatura minima di zero gradi. Sul motorino l’aria taglia la bocca. Il pensiero di raggiungere lo stadio Olimpico dentro il casco. Qui devi venire per vedere una partita di calcio se sei a Roma. Stasera si gioca Roma-Milan. La via per lo stadio è piena di colori e clacson. Il lungo Tevere, prima della partita, è un groviglio di possibili spettatori...
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di Matteo Sarlo —
26 gennaio 2010 —
Mi trovo dentro la sala d’attesa del cinema Warner Village Parco de’ Medici. Più di tre chilometri dal centro di Roma, zona Magliana Vecchia. Qui ci sono 18 sale. Negozi di intimo nella stradicciola appena fuori il cinema. Negozi di macchinette d’epoca in miniatura. Piste da bowling. Le mani delle ragazze che vedo, cadono quasi sempre dentro altrettante mani di ragazzi...
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di Federico Pace —
19 gennaio 2010
Sui muri di Roma è riapparso il volto di Bettino Craxi. I cartelloni li ho visti su viale Castro Pretorio. Nell'immagine sta, impaziente, sotto braccio a un Nenni invecchiato. All'alba di oggi sembra esserci stata una certa ironia nella mano che ha guidato gli "attacchinatori". Seguendo i cartelloni che ritraggono l'uomo di cui ricorre il decennale della morte, si passa su viale del Policlino per arrivare poi, dopo un breve tratto, al ministero dei Lavori Pubbblici...
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di Alessandra Ottaviani —
9 gennaio 2010 —
Le donne hanno quasi tutte il fazzoletto legato sotto il mento o ancora intorno al collo. Camminano spedite eppure con prudenza tra le buche bagnate di via del lago Terrione, una via corta tra le curve di Monte del Gallo. Lì in fondo, nell'angolo estremo del parco di villa Abamelek, c'è, e non si può non notare, la nuova chiesa di rito ortodosso russo dedicata a santa Caterina d'Alessandria...
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di Francesca Pedrollo —
22 dicembre 2009 —
Babbo Natale non esiste, entravo nella piazza con questa frase che mi ronzava in testa e che già mi predisponeva alla malinconia. Come un circo che passa in tournée da una città all’altra puntualmente agli inizi di dicembre arrivano in questa piazza i burattini, le befane appese, le statue del presepe, i dolci, i palloncini che ondeggiano nel freddo pungente...
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di Federico Pace —
6 dicembre 2009
Ci capito per caso. Scantonando dalla calca e da Piazza Navona. Dalle grida dei bambini e dalle traiettorie cieche dei turisti. Guardo verso il portone della chiesa. Ad attrarmi è il viso di una ragazza che sta seduta su un gradino. La Basilica di Sant'Apollinare non è aperta. Oggi è domenica. Si può entrare solo dal lunedì al venerdì...
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di Matteo Sarlo —
21 settembre 2009 —
Tra via Nomentana e via XXI aprile si nasconde la sede di Filosofia di Roma: Villa Mirafiori. Io vengo qui da settembre dell'anno scorso. Sotto le scarpe non c’è l’asfalto, ma una ghiaia sassosa su cui è facile scivolare. Si prosegue e si è sotto l’ombra di sequoie, pini e cedri. Ogni tanto a distanza di una decina di metri si vedono arrampicate sul terreno delle panchine...
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di Federico Pace —
7 settembre 2009
Via San Giovanni in Laterano è una lunga strada in lieve dislivello dove si mescolano il sacro e il profano. A farla tutta puoi impiegarci dieci minuti. Se parti da San Giovanni ti lasci alle spalle la Basilica e i due militari con il fucile spianato davanti alla sede diplomatica palestinese. A destra c'è l'Addolorata, l'azienda ospedaliera...
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di Emanuele Coen —
3 agosto 2009 —
Alle sei e quaranta il sole è già alto sopra i tetti di Torre Gaia. Il termometro segna 27 gradi e promette di salire. Alla fermata del 105, l’autobus che sostituisce il treno Roma-Pantano durante i lavori per la metro C, tante facce assonnate e poca voglia di parlare. Movimenti automatici, decisi e calibrati, energie calcolate al millesimo. Sigarette accese e subito spente, il profumo del caffé, l’edicola che sforna i giornali, la rosticceria pizza e cornetti...
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di Fabrizio Zellini —
6 luglio 2009 —
Davanti a me una pista in erba, poche centinaia di metri di soffice erba. In lontananza vedo i paletti che ne determinano la fine e mi viene in mente un vecchio detto aeronautico ("Un chilometro di strada non ti porta in nessun posto ma un chilometro di pista ti può portare ovunque"). Dolcemente spingo in avanti la manetta, poche decine di metri e il vecchio Rotax mi porta in volo...
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di Francesca Pedrollo —
19 maggio 2009 —
Ci sono ancora le sedie, i banconi tra i quali ti aggiravi felice, desiderando lo zucchero filato e sperando di tornare a casa con un pesciolino rosso. Le insegne spente ma ancora intatte. La natura a poco a poco prende il sopravvento, fili d’erba dappertutto, alberi rigogliosi. L’unico movimento è dato dall’abbaiare di due cani, a guardia del luogo dimenticato...
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di Federico Pace —
19 aprile 2009
Si è allargata una crepa nell’arco del Frigidarium delle Terme di Caracalla. Colpa del terremoto. Gli occhi però qui, in questo luogo dove i romani venivano a cercare ristoro, prima di trovare la crepa nella schiena dell’arco, rimangono impressionati dal rosa-mattone che evapora ancora dalle rovine e si lega all’azzurro pastello del cielo...
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di Francesca Pedrollo —
9 aprile 2009
E’ stato un avvicinamento lento, come in un pellegrinaggio laico, accompagnati dal rumore del mare, dalle poche persone sulla spiaggia, a leggere, a giocare, a riportare un momento di serenità, a sciogliere il grumo della vita di dentro, e poi l’arrivo qui, in questo luogo nascosto allo sguardo, dove fu ucciso l’ultimo intellettuale della modernità...
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di Federico Pace —
9 marzo 2009
Su via dei Fori imperiali, la strada che unisce il Colosseo a Piazza Venezia, trovi le bancarelle che vendono frutta e piccole bottiglie d’acqua a cifre inaccettabili. Personaggi inaffidabili ti chiedono di firmare per un’iniziativa imprecisata “contro la droga”. Qualcuno vende le cartoline a più di un euro al pezzo. I mimi, ormai, sembrano gli stanchi rappresentanti di una forma d’arte, qui messa in scena in forme caricaturali e sterili...
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di Federico Pace —
30 dicembre 2008 —
Il dorso della città. Qualche palma spelacchiata. I palazzi di borgata. I balconi minuti. Seduti stanno una cinese dal bel viso, un ragazzo che gioca con la Psp e una coppia con un bambino nel carrozzino. In piedi un omino avanti con gli anni che cammina avanti e indietro. Chiusi dentro i nuovi self-service bar, ci sono gli snack e le bibite fredde...
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di Federico Pace —
8 dicembre 2008 —
Le diresti luoghi fuori tempo. Spazi dove il futuro accede con difficoltà. Luoghi sospesi. Alle stazioni dei bus puoi trovare anziani che si stringono sottobraccio come stessero ancora sul viale del paese al tempo in cui erano ragazzi. Madri e bambini che corrono. Donne che portano delle buste al posto d’una valigia. Uomini e donne dai visi segnati che vengono da luoghi distanti e parlano lingue che non sai...
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di Francesca Pedrollo —
3 dicembre 2008 —
Mentre metteva la benzina ad una persona davanti a me abbiamo iniziato a parlare della pioggia che fino a poco prima era scesa torrenziale su Roma. L’aveva presa tutta, nel tragitto in motorino da Torre Maura a San Lorenzo. Ogni giorno quella strada, sveglia alle 5 e trenta, apertura della pompa alle 6. Da lì, complice l’assenza di altri clienti, quasi un momento di sospensione, è iniziata la conversazione...
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di Federico Pace —
2 novembre 2008 —
Si arriva qui dopo avere percorso tutta la Tuscolana. Dopo avere attraversato la “gola” stretta degli alti palazzi che costeggiano l’arteria. L’infinita sequela di vetrine di negozi d’abbigliamento, i solarium, le pubblicità di sexy-shop, i benzinai, le insegne di “bar-kebab”, gli archi dell’Acquedotto Felice, la discesa che porta al Quadraro, le luci dei semafori, il cielo grigio, il centro commerciale di Cinecittà 2 e i bassi edifici dei centri di produzione televisivi e cinematografici...
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di Federico Pace —
6 ottobre 2008 —
Lungo il Tevere le banchine di attracco, nella loro rettangolare solitudine, paiono la punteggiatura segreta di un monologo che il fiume, nonostante l’indifferenza, porta avanti nella sua tortuosa fluvialità. Stanno vicine quasi ad ogni ponte. Retaggi di una qualche forma di commercio che ora non ha più alcun senso. Tappe disattese di un turismo fluviale mai decollato...
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di Antonio Carbone —
22 settembre 2008 —
Finalmente! Se potessero parlare, probabilmente così gli alberi commenterebbero la pioggia caduta in questi ultimi giorni. Il caldo e la siccità dell’estate non ancora finita, li ha messi a dura prova e bisogna pur dire che raramente si sono viste in giro per la città autobotti del servizio giardini. Si sono dovuti accontentare dell’umidità contenuta nell’aria che durante la notte, a contatto con la terra e l’asfalto, riusciva a liquefarsi...