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di Antonio Carbone —
22 settembre 2008 —
Finalmente! Se potessero parlare, probabilmente così gli alberi commenterebbero la pioggia caduta in questi ultimi giorni. Il caldo e la siccità dell’estate non ancora finita, li ha messi a dura prova e bisogna pur dire che raramente si sono viste in giro per la città autobotti del servizio giardini. Si sono dovuti accontentare dell’umidità contenuta nell’aria che durante la notte, a contatto con la terra e l’asfalto, riusciva a liquefarsi...
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di Antonio Carbone —
7 luglio 2008
Certe mattine, complice le finestre e i balconi aperti per il caldo, il verso dei gabbiani si fa davvero insostenibile. Sembra di essere sul pontile di una nave che si avvicina lentamente al porto. Eppure il mare, per quanto vicino, non è proprio a due passi. E persino il Tevere non si direbbe dietro l’angolo. Nonostante ciò la comunità dei gabbiani è in aumento...
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di Antonio Carbone —
21 ottobre 2007 —
Anche gli alberi si ammalano e talvolta non c’è altro rimedio che abbatterli. Come cavalli azzoppati. Con la differenza che rispetto ai cavalli, i tronchi degli alberi rimangono lì, per un tempo insospettabile, a testimonianza di una vita precedente che solo i frequentatori abitudinari di certe vie riescono a cogliere. Solo per costoro assumono l’aspetto di cippi sepolcrali...
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di Federico Pace —
17 settembre 2007 —
C’è una specie di lungo serpente fatto di acciaio e fumi tossici che attraversa la città. Un’infinita fila grigiometallizata che, senza requie, snoda il suo corpo pesante e ingombrante tra le strette vie urbane. Un animale che si muove ad un ritmo lento, sbuffa e lascia i suoi detriti. Dal mattino fino a tarda sera. Un metallico rettile che porta dentro di sé uomini stanchi e donne solitarie. A Roma le automobili sono quasi due milioni...
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di Antonio Carbone —
23 maggio 2007 —
Ci siamo conosciuti qualche settimana fa. A un raduno di cicloamatori organizzato dall’associazione BiciRoma a piazza San Cosimato. A incuriosirmi è stato il suo abbigliamento, soprattutto il gilet di lana sulla camicia. Niente a che vedere con le tenute ipertecniche di chi di solito va in bicicletta, a prescindere dall’età. Non appena mi sono avvicinato è stato lui a rivolgermi la parola chiedendomi se fossi anch’io un fuoristradista...