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di Manuela Lo Prejato —
31 marzo 2010 —
«Lontano è Casa Luti», mi risponde Bashir durante una lezione di italiano. Gli sto insegnando gli avverbi di luogo e gli ho chiesto: «Vicino è questo tavolo. Cos’è, invece, lontano?». Non capisco a cosa si riferisca, mi spiega che è lì che dorme, in questa per me mitica "Casa Luti", di cui prendo nota con scrupolo, pensando che un giorno mi possa servire, come tante altre frasi e considerazioni dei miei studenti, rivelazioni di nuovi mondi.
Casalotti...
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di Antonio Carbone —
17 agosto 2009
400, 500, 600… a quanti chilometri, come minimo, bisogna trovarsi lontano da casa per essere considerato uno straniero? Avendone fatto, in passato, qualche centinaio anch’io, per ragioni di lavoro, ogni tanto mi capita di pormi questa domanda. Come adesso che mi trovo sulla spiaggia, a poco più di 100 chilometri da Roma, e non posso fare a meno di soffermarmi sui volti della fitta schiera di venditori che mi sfila davanti a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro.
Per raggiungere questa località di buon ora, stamattina, ho preso il treno regionale che va a Pisa...
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di Emanuele Coen —
3 agosto 2009 —
Alle sei e quaranta il sole è già alto sopra i tetti di Torre Gaia. Il termometro segna 27 gradi e promette di salire. Alla fermata del 105, l’autobus che sostituisce il treno Roma-Pantano durante i lavori per la metro C, tante facce assonnate e poca voglia di parlare. Movimenti automatici, decisi e calibrati, energie calcolate al millesimo. Sigarette accese e subito spente, il profumo del caffé, l’edicola che sforna i giornali, la rosticceria pizza e cornetti...
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di Antonio Carbone —
11 giugno 2009 —
Sarà l’ora, sono da poco passate le quattro del pomeriggio, ma in giro a villa Pamphili non c’è nessuno. Ben in vista ci sono, invece, i poliziotti. Ad ogni entrata, dietro ogni siepe, lungo ogni sentiero. A cavallo, in macchina, in moto, a piedi. Della tenda di Gheddafi, chiaramente, neanche a parlarne. Più o meno si intuisce il luogo dove potrebbe essere collocata dalla maggiore presenza delle forze dell’ordine...
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di Antonio Carbone —
23 febbraio 2009 —
Ci arrivo da via Latina. La stessa strada su cui stava passeggiando la giovane coppia la sera di San Valentino. Sembra una domenica come le altre, forse solo più fredda. Una patina di fragile gelo ricopre ancora la vegetazione. Ad accogliermi da dietro la staccionata, ritrovo come al solito Furia, la cavalla bianca. Più avanti nell’ovile adiacente al casale da poche ore sono nati due agnellini, mi racconta la donna con cui mi intrattengo a parlare per qualche minuto...
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di Federico Pace —
8 febbraio 2009 —
Ci sono giorni che entro in uno dei tanti locali sparsi per Roma e mi prendo un kebab. Quelli da mangiare in piedi. Oggi è uno di quei giorni. Tutta questa pioggia mette un’uggia che non so. All’egiziano che lo prepara con carne di manzo, chiedo di mettermi un po’ di crema di ceci, yogurt e salsa piccante. La prima volta che l’ho mangiato, un kebab, è stato a Londra...
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di Federico Pace —
30 dicembre 2008 —
Il dorso della città. Qualche palma spelacchiata. I palazzi di borgata. I balconi minuti. Seduti stanno una cinese dal bel viso, un ragazzo che gioca con la Psp e una coppia con un bambino nel carrozzino. In piedi un omino avanti con gli anni che cammina avanti e indietro. Chiusi dentro i nuovi self-service bar, ci sono gli snack e le bibite fredde...
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di Francesca Pedrollo —
3 dicembre 2008 —
Mentre metteva la benzina ad una persona davanti a me abbiamo iniziato a parlare della pioggia che fino a poco prima era scesa torrenziale su Roma. L’aveva presa tutta, nel tragitto in motorino da Torre Maura a San Lorenzo. Ogni giorno quella strada, sveglia alle 5 e trenta, apertura della pompa alle 6. Da lì, complice l’assenza di altri clienti, quasi un momento di sospensione, è iniziata la conversazione...
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di Aurelia Pop —
19 maggio 2008 —
È tardi, anche se è ancora “l’alba”. Sono le 7.30 di mattina e oggi devo arrivare presto, ma è già mezzora che sto aspettando questo benedetto 92. Eccolo, arriva. Salgo. Che fortuna, ho trovato un posto libero. Mi siedo. Sento una puzza. Mi giro e vedo degli zingari. Sono tutti venuti qua, a Roma. Mi ricordo dell’ultima volta che sono stata in Romania, la gente era felice che sulle nostre strade non se ne vedevano più e dicevano: «Meno male che scappano tutti in Occidente così non ci rimproverano più che noi non ci occupiamo di loro»...
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di Federico Pace —
12 maggio 2008
Al semaforo due ragazzi seduti sulla vespa aspettano che scatti il verde per potere gridare “Forza Roma”. Qualcuno dalle macchine che sono rimaste ancora ferme dà qualche colpetto sul clacson per rispondere alla scia di quell’urlo che s’allontana. C’è poca gente, poco traffico e poco azzurro in cielo. Ma il fatto che la Roma abbia vinto mentre l’Inter ha pareggiato, grazie al rigore mancato dal difensore interista Materazzi, il fatto che la Roma ora, a una giornata dalla fine del campionato, sia a solo un punto dall’Inter, mette in circolo una specie di allegrezza segreta che ciascuno, appena può, si scambia d’improvviso...
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di Ysabel Parcco Quispe —
1 maggio 2008
Sono peruviana, da quasi 9 anni vivo a Roma, a San Basilio, vicino il carcere di Rebibbia, un quartiere periferico come tanti altri. Il problema principale sono i mezzi di trasporto che non arrivano mai in orario, a volte ritardano anche di un'ora. Mi lamento sempre anche se qualcuno potrebbe dirmi: “cerca di uscire un poco prima di casa”...
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di Antonio Carbone —
21 aprile 2008 —
Una strana atmosfera si percepisce in questi giorni per le strade di Roma. Un’aria mesta e incerta, infatti, la rende simile a quelle città in cui, durante una guerra civile, si arriva a una tregua. Penso a Beirut negli anni Ottanta. E del resto seppur caratterizzata questa volta da toni più pacati, vogliamo negare alla campagna elettorale appena conclusasi l’aspetto di un conflitto? E’ come se i due opposti schieramenti principali, dopo settimane in cui si sono affrontati in campo aperto, si fossero ritirati per lasciar spazio alla diplomazia con l’obiettivo di stringere nuove alleanze e assicurarsi lo scontro finale...
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di Antonio Carbone —
3 marzo 2008
Ma dove sono finite le tende, i giacigli e i rifugi di cartone? Forse, frugando tra i cespugli, le bitte e le cime, sarà possibile trovare ancora qualche scarpa spaiata o il lembo di una coperta militare. Per il resto non è rimasto più niente. Si intravede solo un igloo sulla sponda opposta. E che fine ha fatto la giovane coppia di romeni, con la loro figlia Roberta di quattro mesi, che fino a poche settimane fa era accampata sotto ponte Umberto I? E nel frattempo lei, che era incinta, avrà partorito? Nel frattempo invece qui la perdita è aumentata e il muraglione, ricoperto di muschio, cambia colore a seconda di come ci...
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di Federico Pace e Antonio Carbone —
5 novembre 2007 —
Questi sono giorni tesi e incerti. Martedì 30 ottobre una donna, Giovanna Reggiani, è stata aggredita e uccisa a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Tor di Quinto. Accusato dell’accaduto è un romeno che si chiama Nicolae Mailat. I nuovi migranti mostrano alle volte un volto truce. I nuovi migranti sembrano incontrollabili...
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di Antonio Carbone —
23 settembre 2007 —
Ogni città ha la sua Palestina. A Roma corre lungo la pista ciclabile che costeggia il Tevere. Si tratta solo di capire quando comincerà anche qui l’operazione di sgombero. Per poi trasferire in tempi brevi gli sfollati nei nuovi campi che stanno per essere ultimati. Oltre il confine, naturalmente. Dopo ci penseranno loro a sistemare tutto: nuova edificazione, rete fognaria, gas, elettricità e servizi...
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di Monica Pietrangeli —
5 giugno 2007 —
Alla biblioteca del Pigneto è stata inaugurata da pochi giorni la sezione in lingua cinese. Contiene libri dai classici ai romanzi contemporanei che sono a disposizione dei componenti della comunità cinese. Al Pigneto l’esperimento della convivenza appare possibile. Le terze generazioni delle popolazioni che qui hanno preso dimora, si mescolano con gli adolescenti e i bambini di famiglie italiane che un tempo erano composte da operai e ferrovieri...
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di Antonio Carbone —
2 maggio 2007 —
In una ipotetica classifica delle zone a rischio della città, la stazione Termini probabilmente non occuperebbe uno degli ultimi posti. Anche se non è priva di insidie. Presenta una sua popolazione stanziale all’interno della quale è difficile distinguere chi ha bisogno d’aiuto da chi invece simula una necessità...
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di Antonio Carbone —
17 aprile 2007 —
Se attualmente a Roma un neonato su dieci è straniero, nel 2020 il rapporto potrebbe essere destinato a mutare arrivando a un neonato su tre. Non c’è dubbio che la presenza straniera a Roma ha assunto un elevato carattere di stabilità. Risulta però piuttosto difficile fornire cifre precise. Per esempio: sono più gli stranieri con il permesso di soggiorno o i clandestini? E quanti sono quelli non in possesso di un affitto e di un lavoro regolare? Il problema si è riproposto in tutta la sua drammaticità dopo l’incendio divampato il 12 gennaio scorso nel quartiere Esquilino che è costato la vita a una donna bengalese...