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di Federico Pace —
4 gennaio 2012
Nelle prime immagini si rimane colpiti. Ci sono penombre, luci e cupezze. Poi, la voce fuori campo, mentre la telecamera sale lungo l'entrata principale dell'edificio dell'Fbi. Pare volere cominciare a confessare qualche verità taciuta troppo a lungo: “Let me tell you something...”, "lascia che ti dica qualcosa...": è la voce di Leo Di Caprio, con un forte accento di Washington...
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di Federico Pace —
2 dicembre 2011
C'è un solo modo per liberarsi della nostalgia. Finirci dentro fino al collo. Innamorarsi della donna di Pablo Picasso, stare in piena notte ad ascoltare per ore le parole scolpite nella pietra di Ernest Hemingway, andare dietro a Zelda e Francis Scott Fitzgerald come se fossero i nostri più nuovi amici capaci di stupirci con ogni proposta...
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di Antonio Carbone —
27 novembre 2011
Ho ancora negli occhi le immagini del film di Kaurimaski, Le Havre, quando di ritorno a casa, leggo dell’ultima tragedia accaduta da poco a largo di Brindisi. Si teme una strage di migranti. Per il momento solo alcuni corpi sono stati recuperati. Sbattuti sugli scogli. La barca a vela di quindici metri partita cinque giorni fa dalla Turchia con a bordo una settantina di curdi, afgani e cingalesi, non ha retto all’urto delle onde del mare in tempesta...
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di Matteo Sarlo —
30 ottobre 2011
Le otto di sera a Roma. Ascolto la trama di Melancholia, ultima opera del regista danese Lars Von Trier. La mia amica mi racconta, davanti al cinema Fiamma, di come il film sia l’attesa dell’impatto tra la terra e Melancholia, pianeta-nemesi. Di come Kirsten Dunst sia Justine, una sposa in depressione e di come Charlotte Gainsbourg sia Claire, la sorella equilibrata...
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di Antonio Carbone —
15 ottobre 2011 —
This must be the place. La prima cosa che ti viene in mente dopo aver visto l'ultimo film di Paolo Sorrentino è un oggetto di design. Liscio, elegante nella linea e minimale nella forma secondo la tendenza del momento che sembra privilegiare la sobrietà per lo più. La seconda è la striscia del fumetto in cui cerchi soprattutto una certa stilizzazione dei personaggi e dei luoghi e una storia esile che non ti impegni molto...
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di Matteo Sarlo —
25 settembre 2011
Non vado al cinema con mia madre da anni. La scelta del film, L’Alba del pianeta delle scimmie, prequel del quasi omonimo film del 1968, ha a che fare, ho pensato, con la raccolta di tutti i film della saga Il pianeta delle scimmie, regalatomi da mio zio un Natale di non so quanto tempo fa. È la prima volta che torno al cinema Barberini dopo la chiusura per ristrutturazione...
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di Matteo Sarlo —
16 settembre 2011
Pago due biglietti per l’anteprima di Carnage, film del regista polacco Roman Polanski, in concorso alla sessantottesima edizione del Festival di Venezia. Il caldo da moquette che si sente per strada fa sperare nell’aria affilata dei condizionatori della sala. Conclusa la fila, si rimane delusi, il caldo è ovunque. Lingua originale con sottotitoli...
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di Matteo Sarlo —
22 luglio 2011
Sulla locandina del film, la scritta Harry Potter e i doni della morte parte 2. Più in basso: Tutto finisce. Dietro il vetro, la donna controlla i nostri documenti, il tempo di verificare la nostra effettiva iscrizione alla Sapienza, per poi avviare la stampa dei biglietti e passarceli con la furtività delle chiavi che scorrono sotto la porta della cella...
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di Matteo Sarlo —
1 luglio 2011
Non so perché si vada al cinema. Forse, per cercare risposte. Forse, come semplice passatempo. Ma, forse, per possedere un racconto in più. Le luci si abbassano nella sala 3 del cinema Maestoso e tu sei seduto ad aspettare l’ultimo film del regista del distretto di Santa Monica -California- Robert Redford. Titolo, The Conspirator.
Il film indipendente, che racconta la storia dell’accusa e dell’impiccagione di Mary Surrat (Robin Wright), per cospirazione nell’assassinio del presidente Abraham Lincoln, pare riecheggiare i grandi classici in bianco e nero; un processo, una giuria (militare), un avvocato protagonista, Frederick Aiken (James McAvoy)...
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di Federico Pace —
3 maggio 2011 —
All'entrata del cinema di Nanni Moretti a Trastevere, c'è un tappeto rosso con la scritta Sacher in lettere d'oro. Ha un che di cardinalizio e vaticanesco. Anche qui, in fondo, c'è un Papa. Arrivano in molti per vederlo. Tutti di corsa. Anche oggi, dopo quasi due settimane che è uscito il suo ultimo film. C'è la fila per comprare i biglietti e uno degli addetti incita a spicciarsi...
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di Matteo Sarlo —
26 aprile 2011
Mentre mi avvicino mio padre è una linea sottile. È il giorno prima di Pasqua e più procedo avanti più la linea diventa minuziosa e si riempie di dettagli e accidenti prendendo forma, e smettendo di essere, così, una linea. Con alle spalle via Veneto, vedo, ora, i dettagli del giubbotto nero lungo a coprire le ginocchia e riconosco un uomo, più che un segmento; mio padre, davanti al cinema Fiamma...
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di Federico Pace —
18 aprile 2011 —
Ci sono oggetti che perdiamo di vista. E solo per questo, finiamo persino per credere che non siano mai esistiti. Un quaderno colorato, un giocattolo, un paio di pantaloni. Così, quando davanti ai nostri occhi ricompaiono d'improvviso, trasformati e provati, al di là del tunnel della dimenticanza, ci sentiamo un po' in colpa per averli lasciati scivolare via...
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di Manuela Lo Prejato —
12 aprile 2011 —
Nel corridoio tra la circumvesuviana e la metropolitana non si procede. Una folla impaziente di tifosi vorrebbe correre ai treni, verso il San Paolo e Napoli-Lazio, ma la vigilanza la contiene. Qualcuno, per ingannare l’attesa, canta: “Perché, perché la domenica mi lasci sempre sola…”. Osservo tra la gente una bambina di sette-otto anni, con le scarpe delle Winx e una sciarpa del Napoli bordata di rosa...
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di Matteo Sarlo e Marta Marinelli —
26 marzo 2011 —
Sono le otto e 20 di sera e l’aria a Roma sembra come l’acqua delle piscine d’estate. Non ci si stancherebbe mai di galleggiare nell’aria sottile della primavera romana, qui, tra piazza Esedra e via Veneto, davanti al cinema Fiamma. È la prima di Non lasciarmi, film del regista statunitense Mark Romanek, basato sul romanzo Never Let Me Go di Kazuo Ishiguro...
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di Federico Pace —
22 marzo 2011
Cosa è che davvero ci fa ricordare un film anche a distanza di anni? La domanda mi gira in testa da qualche giorno. Dalla sera in cui sono stato alla proiezione del Discorso del Re con Colin Firth, l'attore inglese premiato con l'Oscar. Avevo appena fatto pochi passi, una volta uscito dal Sacher, che la domanda ha cominciato a prendere forma...
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di Francesca Pedrollo —
1 marzo 2011
È ormai rimasto l’unico cinema a Roma in cui poter vedere i film in lingua originale. Non ha la maestosità o la centralità dell’ormai morto Metropolitan, né il blasone del Nuovo Sacher dove peraltro i film in lingua sono in programmazione solo il lunedì e martedì. E’ sempre rimasto nascosto, eppure sta in una traversa di via del Corso, vicino galleria Colonna ma nessuno è mai riuscito a collocarlo...
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di Antonio Carbone —
6 gennaio 2011 —
Moderno, Maestoso, Metropolitan… Chi avrebbe oggi il coraggio di aprire una sala cinematografica con un nome del genere? Quando capita a una di loro sembra ancora più crudele la chiusura. Sarà perché per chi una volta arrivava in città col treno, quel nome, altisonante, era spesso il primo segnale di quel processo di emancipazione che lo attendeva: ferrovia, cinema, bagni pubblici, mendicanti e puttane...
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di Matteo Sarlo —
26 gennaio 2010 —
Mi trovo dentro la sala d’attesa del cinema Warner Village Parco de’ Medici. Più di tre chilometri dal centro di Roma, zona Magliana Vecchia. Qui ci sono 18 sale. Negozi di intimo nella stradicciola appena fuori il cinema. Negozi di macchinette d’epoca in miniatura. Piste da bowling. Le mani delle ragazze che vedo, cadono quasi sempre dentro altrettante mani di ragazzi...