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di Francesca Pedrollo —
30 novembre 2011 —
Mariana ci vede da lontano, siamo davanti alla sua capanna, attratti da quello stendino azzoppato su cui è ben stesa una camicia da notte rosa. Accanto alla capanna una tavola da stiro, potenza di elementi sottratti alla loro quotidianità e immersi in un contesto straniante. Nell’impossibilità di viaggiare questo è già un viaggio, come stranieri nel deserto, davanti a una tenda berbera, tra la paura di invadere e il rispetto di una scelta coraggiosa.
Arriva con il cappuccio della felpa tirato su, sembra un folletto che viene dai boschi mentre in realtà torna da giri urbani fatti alla ricerca di cibo, basta un saluto per oltrepassare...
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di Federico Pace —
30 maggio 2011 —
Pisapia davanti a Milano e De Magistris quasi sindaco di Napoli. Qui a Roma, a piazza Barberini, subito dopo i primi risultati dei ballottaggi, c'è una certa frenesia. All'edicola qualcuno compra cinque quotidiani anche se le notizie sono quelle di ieri. Un anziano pare sbottare: “Finalmente!”. Chissà se parla di sua moglie che se ne è andata o della fine del vecchio Faraone...
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di Aurelia Pop —
19 maggio 2008 —
È tardi, anche se è ancora “l’alba”. Sono le 7.30 di mattina e oggi devo arrivare presto, ma è già mezzora che sto aspettando questo benedetto 92. Eccolo, arriva. Salgo. Che fortuna, ho trovato un posto libero. Mi siedo. Sento una puzza. Mi giro e vedo degli zingari. Sono tutti venuti qua, a Roma. Mi ricordo dell’ultima volta che sono stata in Romania, la gente era felice che sulle nostre strade non se ne vedevano più e dicevano: «Meno male che scappano tutti in Occidente così non ci rimproverano più che noi non ci occupiamo di loro»...
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di Aurelia Pop —
7 aprile 2008 —
Alla stazione Nuovo Salario tutti si spingono arrabbiati per salire sul trenino eternamente in ritardo. Guardo distaccata tutto questo movimento che mi gira intorno e lo sopporto assaporando già il cappuccino che non bevo da una settimana. Cosi mi faccio portare indietro dai miei pensieri fino ad Oradea, la mia città natale, che ho lasciato solo ieri...
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di Aurelia Pop —
28 febbraio 2008 —
Come mi sembra lungo questo inverno romano. Da quando vivo qui proprio non riesco ad abituarmici. Sarà per colpa di questa umidità o perché ho da sempre la convinzione che Roma sia solare. Ed ora che è febbraio, proprio quando credevo che l’influenza mi avesse dimenticato, eccola che mi bussa alla porta e mi porta in regalo anche la tosse...