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di Francesca Pedrollo —
7 febbraio 2011
Nenia funebre della madre che scandiva i nomi: Elena Patrizia, Fernando Eldeban, Sebastian, Raul. Lamiere che bruciano, materassi, abiti accatastati alla rinfusa. Truciolato facilmente infiammabile. Quattro bambini dormono e si accendono del fuoco. Stufa o braciere. Little Calcutta capitolina. L'urlo del Sindaco che chiede poteri speciali per gli insediamenti autorizzati si perde nel vuoto, inghiottito dal fumo della baracca.
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di Antonio Carbone —
21 maggio 2008
Progettare per chi va in tram è il titolo di un libro uscito qualche anno fa. La tesi del suo autore, Carlo Melograni, a lungo professore di progettazione architettonica presso l’università di Roma Tre, è quella che l’architetto debba scegliersi chi è in condizioni economiche meno buone come primo destinatario del suo lavoro...
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di Aurelia Pop —
19 maggio 2008 —
È tardi, anche se è ancora “l’alba”. Sono le 7.30 di mattina e oggi devo arrivare presto, ma è già mezzora che sto aspettando questo benedetto 92. Eccolo, arriva. Salgo. Che fortuna, ho trovato un posto libero. Mi siedo. Sento una puzza. Mi giro e vedo degli zingari. Sono tutti venuti qua, a Roma. Mi ricordo dell’ultima volta che sono stata in Romania, la gente era felice che sulle nostre strade non se ne vedevano più e dicevano: «Meno male che scappano tutti in Occidente così non ci rimproverano più che noi non ci occupiamo di loro»...
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di Monica Pietrangeli —
12 novembre 2007 —
Fino a metà degli anni settanta lungo la via del Mandrione, sotto gli archi dell’acquedotto chiusi con mezzi di fortuna, vivevano comunità rom ma anche emigranti del sud Italia che arrivavano nella capitale in cerca di lavoro. Le spesse volte delle mura antiche offrivano riparo e calore; la terra, di là della strada senza asfalto, era suddivisa in piccoli orti e sul terrapieno di fronte alle mura nascevano baracche improvvisate...