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di Francesca Pedrollo —
30 novembre 2011 —
Mariana ci vede da lontano, siamo davanti alla sua capanna, attratti da quello stendino azzoppato su cui è ben stesa una camicia da notte rosa. Accanto alla capanna una tavola da stiro, potenza di elementi sottratti alla loro quotidianità e immersi in un contesto straniante. Nell’impossibilità di viaggiare questo è già un viaggio, come stranieri nel deserto, davanti a una tenda berbera, tra la paura di invadere e il rispetto di una scelta coraggiosa.
Arriva con il cappuccio della felpa tirato su, sembra un folletto che viene dai boschi mentre in realtà torna da giri urbani fatti alla ricerca di cibo, basta un saluto per oltrepassare...
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di Federico Pace —
1 dicembre 2010 —
Mi capitò di andare a intervistare Mario Monicelli nel 2003. L'appuntamento con il regista era in una sua abitazione al Rione Monti. Eravamo in tre a comporre la piccola troupe. E tutti e tre eravamo rimasti per un po' davanti al portoncino prima di citofonare. Quasi a celebrare un rito. Tanto era il rispetto per quell'uomo divenuto ossuto. Poi citofonammo, rispose lui e ci aprì...
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di Aurelia Pop —
28 febbraio 2008 —
Come mi sembra lungo questo inverno romano. Da quando vivo qui proprio non riesco ad abituarmici. Sarà per colpa di questa umidità o perché ho da sempre la convinzione che Roma sia solare. Ed ora che è febbraio, proprio quando credevo che l’influenza mi avesse dimenticato, eccola che mi bussa alla porta e mi porta in regalo anche la tosse...
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di Aurelia Pop —
11 febbraio 2008 —
Guardo nel frigorifero e nella dispensa. Non c’è niente da fare, praticamente non c’è più nulla. Proprio questa domenica che ho degli invitati a cena. Mi vesto ed esco di corsa. Alle 11 arrivo al GS di via Prati Fiscali. Ci sono un sacco di cose, di tutti i tipi, tutte buone a guardarsi. Che cosa scelgo? Entro nel panico. Da noi, in Romania ai tempi di Ceausescu, non c’erano questi grandi supermercati con tutto questo ben di Dio; c’erano gli alimentara, piccoli spacci senza nome e numerati come gli ospedali, le scuole e tutto il resto...
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di Federico Pace —
29 agosto 2007 —
Quando si arriva sul lungomare, si vede l’orizzonte e si prova un po’ di sollievo. La distesa d’acqua appare come un gigante silenzioso e stanco. Un infinito animale dalle mille sembianze. Il conforto maggiore arriva quando lo sguardo si perde lontano, per quello che non si vede o appena si intuisce: una vela o i riflessi sulle onde...
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di Antonio Carbone —
23 maggio 2007 —
Ci siamo conosciuti qualche settimana fa. A un raduno di cicloamatori organizzato dall’associazione BiciRoma a piazza San Cosimato. A incuriosirmi è stato il suo abbigliamento, soprattutto il gilet di lana sulla camicia. Niente a che vedere con le tenute ipertecniche di chi di solito va in bicicletta, a prescindere dall’età. Non appena mi sono avvicinato è stato lui a rivolgermi la parola chiedendomi se fossi anch’io un fuoristradista...