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di Graziano Paiella e Annamaria Ciaravola —
16 giugno 2011
Ostia, zona Idroscalo. E' probabile che se girasse oggi il suo Accattone, Pasolini partirebbe proprio da qui. Non lontano dal luogo in cui quella notte di novembre la sua vità finì.
Pettiniamo con sguardi d’amore, con commozione contenuta a fior di ciglia, le frasi a bella posta incise, marmo a marmo, nel GIARDINO LETTERARIO PIER PAOLO PASOLINI in cui “non è consentito allontanarsi.....
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di Graziano Paiella e Annamaria Ciaravola —
19 maggio 2011
Altro che volgari cartelli di latta inalberati in cima ai pali. Siccome li hanno incisi in maiuscolo su pietra, i divieti all’imbocco del Pontile di Ostia ostentano una dignità che aspira a incutere ampio senso di civico rispetto. Staremo a vedere. D’altro canto, qui si viene per passeggiare; ma non è un lungomare su cui a voler guardare l’orizzonte mentre cammini ti piglia il torcicollo, o una zona pedonale qualunque eletta a furor di popolo per lo struscio.
Roba seria: qui si cammina sulle acque, alla faccia dell’impossibile, in faccia alle onde, protetti però nel seno di quest’ernia pavimentata su pilastri e saldamente contenuta...
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di Francesca Pedrollo —
9 aprile 2009
E’ stato un avvicinamento lento, come in un pellegrinaggio laico, accompagnati dal rumore del mare, dalle poche persone sulla spiaggia, a leggere, a giocare, a riportare un momento di serenità, a sciogliere il grumo della vita di dentro, e poi l’arrivo qui, in questo luogo nascosto allo sguardo, dove fu ucciso l’ultimo intellettuale della modernità...
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di Luigi Mastropaolo —
21 febbraio 2008 —
E così, senza suscitare tanti clamori, è stata archiviata anche l’approvazione del Piano Regolatore. E dire che l’ultimo risaliva al 1962. Prevedeva un’enorme espansione della capitale e disegnava una città da 5 milioni di abitanti. Il 1962 è pure l’anno in cui Pasolini presenta al pubblico della XXIII Mostra del Cinema di Venezia Mamma Roma...
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di Monica Pietrangeli —
12 novembre 2007 —
Fino a metà degli anni settanta lungo la via del Mandrione, sotto gli archi dell’acquedotto chiusi con mezzi di fortuna, vivevano comunità rom ma anche emigranti del sud Italia che arrivavano nella capitale in cerca di lavoro. Le spesse volte delle mura antiche offrivano riparo e calore; la terra, di là della strada senza asfalto, era suddivisa in piccoli orti e sul terrapieno di fronte alle mura nascevano baracche improvvisate...