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di Antonio Carbone —
23 novembre 2011
La scia di omicidi continua. Dopo quelli di Prati, Morena, e i tentati omicidi di Tor Bella Monaca e di piazza Nicosia dello scorso dieci novembre, c' è stato il duplice omicidio di ieri a Ostia. La scena del crimine più o meno è sempre la stessa o così almeno viene rappresentata in televisione o sui giornali: la solita striscia bianca e rossa a delimitare il punto preciso per permettere i rilievi...
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3 ottobre 2011
Già all'alba si sono sentiti i rumori dei clacson delle macchine. Oggi a Roma, come in molte altre città, i mezzi pubblici sono a rischio. I servizi sono sospesi dalle 8 e mezzo del mattino fino alle cinque del pomeriggio. Ma non è tutto. Il blocco riprende più tardi. Dalle otto di sera fino alla fine delle corse. Sono coinvolti i lavoratori dell'Atac e di Roma Tpl...
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di Graziano Paiella e Annamaria Ciaravola —
16 giugno 2011
Ostia, zona Idroscalo. E' probabile che se girasse oggi il suo Accattone, Pasolini partirebbe proprio da qui. Non lontano dal luogo in cui quella notte di novembre la sua vità finì.
Pettiniamo con sguardi d’amore, con commozione contenuta a fior di ciglia, le frasi a bella posta incise, marmo a marmo, nel GIARDINO LETTERARIO PIER PAOLO PASOLINI in cui “non è consentito allontanarsi.....
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di Graziano Paiella e Annamaria Ciaravola —
19 maggio 2011
Altro che volgari cartelli di latta inalberati in cima ai pali. Siccome li hanno incisi in maiuscolo su pietra, i divieti all’imbocco del Pontile di Ostia ostentano una dignità che aspira a incutere ampio senso di civico rispetto. Staremo a vedere. D’altro canto, qui si viene per passeggiare; ma non è un lungomare su cui a voler guardare l’orizzonte mentre cammini ti piglia il torcicollo, o una zona pedonale qualunque eletta a furor di popolo per lo struscio.
Roba seria: qui si cammina sulle acque, alla faccia dell’impossibile, in faccia alle onde, protetti però nel seno di quest’ernia pavimentata su pilastri e saldamente contenuta...
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di Federico Pace —
6 maggio 2011
Qui la spiaggia è una esigua forma di tregua tra il mare e la terra. Due adolescenti sono già stese ad abbronzarsi, una donna in tuta corre con ai piedi delle scarpe da ginnastica. Un uomo, avanti con l'età, porta a spasso il cane e, malinconico, si perde con lo sguardo appresso allo zigzagare del bastardino che corre alla vana ricerca di un compagno di giochi...
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di Francesca Pedrollo —
9 aprile 2009
E’ stato un avvicinamento lento, come in un pellegrinaggio laico, accompagnati dal rumore del mare, dalle poche persone sulla spiaggia, a leggere, a giocare, a riportare un momento di serenità, a sciogliere il grumo della vita di dentro, e poi l’arrivo qui, in questo luogo nascosto allo sguardo, dove fu ucciso l’ultimo intellettuale della modernità...
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di Federico Pace —
25 agosto 2008
Ogni estate è sempre l’ultima. Nei giorni in cui te la senti fuggire via sembra sempre che quelli che stanno per terminare non sono solo i giorni d’agosto, ma qualcosa di più. Non solo i pomeriggi distesi, le finestre aperte di notte, i corpi liberati dagli stretti abiti delle stagioni fredde, le scorciatoie tra gli sterpi, gli orizzonti aperti e i volti sorridenti.
Quando l’estate doveva ancora iniziare davvero, qualcuno ha dato fuoco, ancora una volta, alla pineta di Castel Fusano...
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di Federico Pace —
29 agosto 2007 —
Quando si arriva sul lungomare, si vede l’orizzonte e si prova un po’ di sollievo. La distesa d’acqua appare come un gigante silenzioso e stanco. Un infinito animale dalle mille sembianze. Il conforto maggiore arriva quando lo sguardo si perde lontano, per quello che non si vede o appena si intuisce: una vela o i riflessi sulle onde...
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di Antonio Carbone —
27 giugno 2007 —
Vivere a Roma senza venire aggrediti dalla politica è quasi impossibile. Eppure c’è una moltitudine che sta imparando a farlo, organizzando il proprio tempo a prescindere. E che nutre una sorta di indifferenza per chi li governa. Gli esempi? Sono numerosi. Prendiamo i raduni di Critical Mass. Sono spontanei e trasversali. Ci trovi dal ragazzo del centro sociale a una madre e un padre con il proprio figlio...
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di Antonio Carbone —
23 maggio 2007 —
Ci siamo conosciuti qualche settimana fa. A un raduno di cicloamatori organizzato dall’associazione BiciRoma a piazza San Cosimato. A incuriosirmi è stato il suo abbigliamento, soprattutto il gilet di lana sulla camicia. Niente a che vedere con le tenute ipertecniche di chi di solito va in bicicletta, a prescindere dall’età. Non appena mi sono avvicinato è stato lui a rivolgermi la parola chiedendomi se fossi anch’io un fuoristradista...