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di Antonio Carbone —
21 novembre 2011
Posso pranzare da solo tutti i santi giorni, ma non la domenica. La domenica qualsiasi cosa mangi, ho notato, mi rimane sullo stomaco se a tavola non ho di fronte almeno un’altra persona da guardare negli occhi. Per questo quando si prefigura il rischio, faccio di tutto per invitare qualcuno. Farmi invitare oppure trovare l’occasione per poter consumare il pranzo in un luogo che neppure lontanamente mi ricorda l’ambiente di un ristorante.
La domenica, insomma, rispetto agli altri giorni, ho bisogno di una porzione maggiore di condivisione...
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di Francesca Pedrollo —
6 giugno 2011
In queste prime domeniche dell’estate la città è deserta, fuori dalla metro San Paolo poche persone, quartiere straniero, incontro solo giovani con il vassoio di dolci della domenica. L’atmosfera è rarefatta, palazzi che occludono, sole accecante, luce bianca finché la traversa nascosta diventa scala per aprirsi sul casale.
Si erge come tempio su un’acropoli, i pini sono colonne, fico selvatico, nespolo, sbuca tra i palazzi, unico sopravvissuto alla guerra edilizia degli anni Sessanta, è diventato la città dell’Utopia gestita dal Servizio civile internazionale...
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di Francesca Audino —
18 novembre 2008 —
Da quattro anni faccio la maestra. Insegno in due classi a tempo normale (il cosiddetto modulo che prevede tre insegnanti su due classi sul quale s’è accanita la Riforma) in una scuola del quartiere Garbatella. Le classi modulari hanno mediamente una ventina di alunni di cui circa un terzo composto da stranieri, bambini rom e bambini con famiglie svantaggiate...
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di Francesca Audino —
28 aprile 2008 —
Marta: “Papà trasporta le carni e ama guardare le partite in televisione, mamma fa la casalinga e le piace andare per negozi. Quando siamo insieme ci piace portare fuori il cane o andare a mangiare la pizza”. Tommaso: “Papà fa il portantino in ospedale e mamma fa la mamma. A papà piace guardare la televisione e a mamma cucinare...