di Antonio Carbone —
13 giugno 2007 —
Lo sguardo andava dalla finestra al cortile. Ma non c’era nemmeno un uccello scappato dalla gabbia a catturare l’attenzione. Tanto meno, sulla terrazza, si intravedeva qualcuno che avesse intenzione di ritirare i panni stesi al sole. Si avvertiva solo il rumore cupo delle pale degli elicotteri. E così, a man mano che il tempo passava, quasi a scongiurare la propria condizione di segregazione, veniva da chiedersi se quella messa in atto in città fosse una prova di forza o di debolezza...