di Francesca Pedrollo —
6 marzo 2008
Michaela guardava le vetrine a Termini come una bambina di fronte a meraviglie viste per la prima volta. Sono rimasta a osservarla come in un film in cui io, nascosta tra la folla, cercavo di capire le sue emozioni di fronte a queste luci, a questa abbondanza. Appena pensi alle donne dell’Est ti viene in mente la loro dolcezza, come Helena, ucraina, venti anni, estetista, i suoi occhi sono la malinconia dovuta alla lontananza e allo sradicamento. Ana è stata l’allegria, la positività, i colori e i sapori del Brasile...