La solitudine di Ratzinger

paparatzinger

di FEDERICO PACE

Un anno fa…

In questa giornata di gelo, il Papa Benedetto XVI, Jospeh Ratzinger, si è dimesso, all’età di 85 anni, sorprendendo il mondo intero. Lascerà il papato il prossimo 28 febbraio. “Non ho più le forze”, così, questa mattina, avrebbe annunciato direttamente al concistoro  per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Era stato eletto il 19 aprile del 2005 (vedi il video). E’ il primo Papa a fare una scelta simile in sei secoli. Prima di lui, gli unici casi di cessazione dell’ufficio del Papa rispetto alla morte, sono quelli di Benedetto IX (1 maggio 1045), Gregorio VI (20 dicembre 1046), Celestino V (13 dicembre 1294) e Gregorio XII (4 luglio 1415).

Tante le domande che vengono in mente ai molti che hanno osservato le mosse e ascoltato le parole del “conservatore” Ratzinger, proprio in queste ore che arriva la scelta che non ha precedenti nell’era moderna e che pare così improvvisa. Una scelta che contraddice apertamente la sopportazione estrema che invece Giovanni Paolo II fece della vecchiaia e della malattia (vedi il video Via Crucis del 9 aprile del 2004). Perché proprio adesso? E’ solo un caso che il 28 febbraio non ci sarà ancora un primo ministro italiano in carica, non ci sarà un Papa in carica e saremo, di fatto, in attesa che il nuovo Parlamento elegga il nuovo presidente della Repubblica? Come mai questo annuncio proprio in coincidenza della scadenza delle elezioni elettorali? Ci sono state ragioni di salute, e privatissime, a spingerlo a questa così insolita decisione? La sua mossa rientra in uno scenario più complesso e ampio che coinvolge i vertici delle diplomazie mondiali? O, addirittura come si chiedono i più dietrologi, è riconducibile a una qualche forma di ricatto?

Forse ha ragione la teologa britannica Lavinia Byrne quando dice, come è avvenuto oggi alla trasmissione Newshour della Bbc, che da subito si era capito che, in ogni caso, questo sarebbe stato un Papa “di transizione”. Di certo però  molte sono le cose poco chiare. Su via della Conciliazione, poco dopo che si è sparsa la notizia, quando ancora non erano l’una, non c’era nulla di insolito. Come se non fosse accaduto ancora nulla. La folla di turisti, il via vai delle vetture. Ma è bastato aspettare poco. Le camionette della polizia sono diventate numerose e come attraversate da una certa elettricità. Poi, un poco alla volta, l’area intorno a piazza San Pietro e’ cominciata ad essere occupata  dalle troupe televisive di tutto il mondo, alla ricerca dello scorcio migliore da cui fare il collegamento. In fretta si montano cavalletti e telecamere, il pulmino della Rai ha gia’ alzato la parabola; i primi fotografi accorrono con i loro zoom dalle dimensioni eccessive. Osservando questo movimento viene da pensare agli ombrelloni aperti sulla spiaggia da bagnanti richiamati al mare dall’improvvisa giornata di sole e di caldo. Ma qui oggi a Roma di sole e di caldo ce ne è ben poco.

Viene da pensare all’ultimo film di Moretti e alla sua attenzione per quella sensazione di peso e disagio che deve sentire un uomo quando deve accettare di divenire Papa (leggi qui). Ma le cose della realtà sono sempre diverse dalla finzione. Il vento spinge con forza e tutti vanno di fretta.  “Siamo venuti a Roma – dice un donna al telefono – e il Papa si e’ dimesso. Tu sai il motivo? – chiede ancora – la televisione ha detto qualcosa?”.  Se lo chiedono tutti: Che cosa sta accadendo dentro San Pietro? Quali sono parole si stanno scambiando le persone vicine al Papa nel chiuso delle loro stanze?

Le agenzie, così come Radio Vaticana, hanno diramato le dichiarazioni ufficiali di Ratzinger (guarda il video). Ecco l’estratto delle parole del Papa: “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”.

Il portavoce vaticano, Federico Lombardi, nella conferenza stampa ha sottolineato come fosse stata una decisione individuale e maturata negli ultimi mesi. Alla stampa inglese e statunitense che ha chiesto se questa scelta può essere un esempio per i futuri Papi, ha detto che questa decisione “significa un’impostazione del problema che in un certo senso è anche diversa da come l’ha vissuta Giovanni Paolo II”.

Su Die Wielt il fratello Georg, in un’intervista rilasciata in questi istanti, ha annunciato che conosceva da tempo la decisione. Ratizinger, che era stato eletto quando aveva 78 anni, si trasferirà prima a Castel Gandolfo. Si trasferirà poi, una volta finiti i lavori ora in corso, nel monastero delle suore di clausura. La data per il Conclave per l’elezione del nuovo Papa non è stata ancora annunciata ma Federico Lombardi ha dichiarato che l’elezione del pontefice si concluderà prima della Pasqua.

—————————-

Federico Pace è autore del libro Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza per Einaudi e della raccolta di racconti di viaggio “La libertà viaggia in treno” per Laterza. Facebook: https://www.facebook.com/senzavolo/, Twitter: @FedericoPace_