Le dimissioni di Renata Polverini e lo scandalo alla Regione Lazio

polverini2

di FEDERICO PACE

Alle 19 e 40 di lunedì 24 settembre, dopo avere a lungo tentennato, Renata Polverini si è dimessa da presidente della Regione Lazio. Di seguito l’articolo scritto questo mattino, quando si era ancora in attesa dell’evento che molti ritenevano sempre più necessario ma che Polverini ha colpevolmente a lungo eluso e rinviato.

Renata Polverini non si è ancora dimessa. Ancora una volta a Roma, anche in questo lunedì dal clima estivo, si sono diffuse le voci di un suo possibile gesto responsabile. Per ora sono solo sussurri e ipotesi. Niente di certo. E’ possibile che sia la stessa Polverini a mettere in giro le voci, così come si fa con le centrali nucleari quando si preferisce far fuoriuscire un po’ di radiazioni per lasciare scendere la temperatura che altrimenti diverrebbe esplosiva.

D’altronde, le dimissioni ci saranno mai? Riuscirà mai l’attuale presidente della Regione Lazio a trovare dentro di sé quel poco di saggezza? E quando mai arriveranno, se arriveranno, si potranno chiamare “tempestive”? Renata Polverini in questo suo tramonto mesto, di una carriera politica spesso basata su una certa simulazione, assomiglia molto a Silvio Berlusconi e ai tanti politici che rifuggono dalle proprie responsabilità.

D’altronde la donna che è presidente della Regione, e occupa quindi un posto di immenso potere da alcuni anni, preferisce atteggiarsi a popolana, a guitta che difende il popolo dalle cattiverie e dalle ingiustizie del Palazzo. Finge di essere una donna che sta fuori dal Palazzo, mentre invece, colmo della simulazione, siede proprio su una delle sedie più pesanti del Palazzo. Sta lì, nel chiuso dei luoghi del potere, dove girano i tanti denari che alle persone semplici vengono sottratti alla vista e alle tasche.

Quelle che stanno uscendo fuori sono questioni di affari e di politica che sporcano ancora una volta le istituzioni pubbliche. Coinvolgendo in qualche modo tutte la parti politiche. Ma che soprattutto chiamano alle proprie responsabilità chi siede sullo scranno più grande. La Polverini però, invece di fare il mea culpa per tutto quello di cui non si sarebbe accorta, continua a scansare le proprie responsabilità. Piuttosto pare presa dalla frenesia tipica di chi forse pensa ancora di cavarsela: prima ha stabilito lei stessa scadenze e tempi per salvare la sua presidenza, poi ha fatto sapere di avere chiesto al ministro quali fossero le condizioni per un’eventuale tornata elettorale regionale, infine ha chiesto un incontro a Mario Monti.

Ora mentre prosegue il tam tam cittadino che sussurra di possibili dimissioni della” popolana sullo scranno”, arrivano le notizie delle mosse modeste dei partiti politici. Il segretario politico dell’Udc Lorenzo Cesa convoca per domani l’ufficio politico del partito per predere una decisione rispetto alla situazione politica della Regione Lazio. Il Pd, l’Idv e Sel organizzano invece per giovedì una fiaccolata per chiedere le dimissioni della Polverini. Quel che accade pare una triste pantomima, ma purtroppo, non lo è.

Quel che più preoccupa è che scandalizzarsi o protestare, forse, non basta più. Quel che serve forse è che ciascuno faccia un’analisi sincera delle proprie responsabilità, dei propri errori e delle proprie disattenzioni. Del disinteresse e delle distrazioni. Di quel che ha preferito non osservare e conoscere. Dei voti e delle preferenze. Per quel che sta accadendo, è probabile che ciascuno abbia la propria quota di responsabilità. Se si vuole ripartire, è da lì che si deve cominciare.

——————————–

Federico Pace è autore del libro Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza per Einaudi e della raccolta di racconti di viaggio “La libertà viaggia in treno” per Laterza. Facebook: https://www.facebook.com/senzavolo/, Twitter: @FedericoPace_