Largo Argentina, quel che resta di una pensilina

pensilina

di FEDERICO PACE

Nel bel mezzo di largo Argentina, proprio davanti a una nota libreria, sta da qualche tempo una nuova pensilina. La ricopre un lungo tetto di cristallo che si imbrunisce con i raggi del sole. Dentro, lì sotto, se ci getti lo sguardo, ci puoi vedere le facce di chi ha provato a sedersi e aspetta. Ci vedi volti di colombi accigliati che stanno disposti in fila. Non dicono nulla. Prendono confidenza. Quasi si sentono a disagio. Sarà che ci sono solo cinque posti.

Qui pare un porto. Tanti quelli che passano, tanti quelli che si fermano. Chi aspetta un autobus sbircia i nomi delle fermate contro la luce del sole. In alto sulle paline che si innalzano verso il cielo. Qualcuna chiede informazioni. Qualcun altro si lamenta. Le solite storie. I bus, dice, non arrivano mai. Altri, più fortunati, aspettano un amore. Le ragazze, pure loro, arrivano in ritardo ma sorridono quando poi attraversano la strada per raggiungerti. I volontari di qualche organizzazione internazionale ti parlano di tragedie planetarie. Se hai qualche euro e un po’ di cuore puoi aiutare qualcuno.

La gente sta in piedi sul ciglio del marciapiede. Cerca prima possibile di scorgere la nave stanca che li porta a casa. Se ne avvicina una che pare una cicciona ubriaca. Ondeggia da destra a sinistra, tanto è il carico. Quando s’accosta, sbuffa e poi apre le porte. La gente scende di fretta. Qualcuno sale. Per un attimo, il marciapiede pare quasi svuotarsi. Un uomo, che era rimasto a lungo in piedi, a un passo dalla pensilina senza sedersi, si è stancato di aspettare. Chiude il giornale, guarda il cielo e va via. La pensilina sembra un giocattolo elegante. O piuttosto un oggetto simbolico che ha perduto la sua funzione. L’impronta di una cosa che era in passato e che ora non è più.

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Federico Pace è autore del libro Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza per Einaudi e della raccolta di racconti di viaggio “La libertà viaggia in treno” per Laterza. Facebook: https://www.facebook.com/senzavolo/, Twitter: @FedericoPace_