La violenza sulle donne e le tracce di una confessione cifrata

scrittesuimuri2

di FEDERICO PACE

Oggi è la giornata mondiale contro il femminicidio. Cristina Comenicini per l’occasione ha provato a andare al cuore della situazione e affrontare la questione di petto descrivendo come Lui e Lei reagiscono in maniera diversa all’abbandono del partner: “E poi un giorno, lei o lui dirà la frase proibita: ti lascio. Solo che se la pronuncerà lui, lei piangerà e scriverà sul diario e ne parlerà con le amiche come nell’Ottocento. Lui invece potrebbe pensare di ucciderla, come si uccideva in duello nell’Ottocento per una donna, o farlo come avrebbe voluto qualche volta sopprimere la madre che quest’epoca gli ha dato”.

Quel che più è grave è che c’è una malata idea di possesso che l’uomo sembra covare dentro di sé sin da giovane, sin dall’età dei primi amori, come se nessuno avesse insegnato loro che ciascuno è libero di vivere la propria vita e ciascuno merita il rispetto. Soprattutto chi si ama, o chi si è creduto di amare.

A Roma quando si cammina per strada, è facile imbattersi in alcune scritte. In terra o sui muri. Sono le espressioni d’amore spray. Bianche, nere o colorate. Sono fatte di parole declamatorie, assolute e, alle volte, persino epiche. A scriverle, sono quasi sempre i ragazzi. Al centro dei pensieri degli autori ci sono fidanzate, amiche e ragazze appena intraviste. Soprattutto amori perduti.

Questi messaggi spray si trovano, per lo più, di fronte ai portoni delle abitazioni di “Lei”. O a pochi passi da lì. Così la ragazza se le ritrova sotto il naso tutte le volte che esce. Al mattino o al pomeriggio. Persino di sera. Se le ritrova davanti con chiunque esca. Da sola, con la madre, con gli amici, con il nuovo ragazzo o con chissà chi altri. Quale emozione può provare una giovane donna al cospetto di quel grido di vernice gettatole sulla porta di casa?

Difficile dire se questi messaggi spray siano un modo efficace di comunicare. Non è quello che importa in questo caso. Non importa nemmeno il fatto se imbrattino o meno le strade o i muri.

Mentre ogni giorno giovani donne colpite con violenza da amici, fidanzati o ex fidanzati, queste scritte non paiono come il segno di uno slancio creativo e un gesto d’amore puro.

Quanto piuttosto, al contrario, sembrano troppo spesso svelare, consapevolmente o meno, la traccia nascosta di un impulso possessivo. Sembrano essere la confessione cifrata di una pericolosa e crudele (p)ossessività. Ed è forse già da qui che si dovrebbe partire.

————————

Federico Pace è autore del libro Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza per Einaudi e della raccolta di racconti di viaggio “La libertà viaggia in treno” per Laterza. Facebook: https://www.facebook.com/senzavolo/, Twitter: @FedericoPace_