La pioggia su Roma, la primavera e il mese più crudele

pioggia2

di FEDERICO PACE

Viste dall’alto le persone, in questi giorni di pioggia, sono semplici cerchi di colore, orli di tessuto. Le figure dei corpi sono scomparse, così come i volti nervosi e i sorrisi sinceri. I corpi, con le loro preoccupazioni e le speranze, stanno celati sotto la tela tesa che promette di essere impermeabile senza riuscire a esserlo mai. Da quei cerchi colorati, si vedono appena sbucare le punte delle scarpe e la schiena ricurva di qualcuno.

Anche oggi c’è ancora la pioggia. Quella miriade di gocce d’acqua che precipita dal ventre effimero delle nuvole, sembra non voler smettere il cadere inconsapevole. Sono giorni che scende senza requie. Un crollare d’acqua incessante dalle vertiginose altezze delle nubi che stanno lassù e paiono non riuscire più a dissolvere se stesse.

Da quando è iniziato aprile a oggi sono stati già sette i giorni di pioggia. A portare queste recenti giornate uggiose pare essere stata la perturbazione Lucy, così almeno l’hanno chiamata quelli del centro meteorologico di Hoffenbach. Sembra che piogge e acquazzoni continueranno su buona parte dell’Italia per ancora molti giorni e che se ci saranno schiarite saranno solo brevi spiragli. Solo domenica 22 aprile, dicono i meteorologi, si potrà sentire un clima primaverile. Ci meravigliamo, ci stupiamo: “Ma questo è aprile? Dove è finita la primavera? Dove è finito il sole?”

Eppure, è così. E’ sempre così. Anche a Roma, su questo confine di primavera, su questa soglia che aspettiamo di varcare per approdare ai giorni sereni dell’estate e alle serate da trascorrere su una terrazza con l’odore del mare e le risate degli amici, c’è sempre stata questa pioggia. Un beffardo, ultimo dosso, da dover superare. Dieci giorni, l’anno scorso. E anche di più negli anni passati. Nel 2004 i giorni di pioggia furono addirittura diciannove. E lo stesso pure negli anni precedenti.

Non c’è nulla di strano. Aprile è così. T.S. Eliot scriveva che “Aprile è il mese più crudele”. Tutti lo sanno. Eppure quando arriva, ci sorprende ogni volta. Tutti ne hanno una percezione, anche se non possiamo averla con la stessa acutezza del poeta. Ma ogni volta che accade, ogni volta che aprile ci mostra la spietatezza, solo allora ci ricordiamo che quella crudeltà avviene proprio perché questo mese ingannevole: “mescola memoria e desiderio” e “stimola le sopite radici con la pioggia primaverile”.

——————————–

Federico Pace è autore del libro Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza per Einaudi e della raccolta di racconti di viaggio “La libertà viaggia in treno” per Laterza. Facebook: https://www.facebook.com/senzavolo/, Twitter: @FedericoPace_