Il Venerdì Santo, la Via Crucis e la Pasqua a Roma con i turisti

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di ANTONIO CARBONE

Il sole va e viene ma prevalentemente rimane dietro le nuvole. La solita atmosfera da campane legate del venerdì santo, per intenderci. A proposito la Via Crucis partirà come ogni anno dal Colosseo, alle 21. Con in testa il Papa tornato da poco da Cuba. Ci sarà pure  il sindaco Gianni Alemanno. Come se non gli bastasse quella personale che da diversi mesi sta vivendo di Via Crucis. E’ notizia di oggi l’arresto di alcuni vigili urbani. Ma oramai chi si indigna più? Neppure la Lega, dopo le dimissioni di Umberto Bossi per le note vicende, può permettersi di lanciare ancora i sui anatemi contro “Roma ladrona”.

Ad ogni modo le nove di sera è troppo tardi. Con tutto il rispetto, preferisco avviarmi prima e, come spesso mi capita, la faccio a random la mia processione. Tanto, qualsiasi strada prendi, trovi  tutta l’umanità di cui hai bisogno.

Parto da largo Argentina che a quest’ora del pomeriggio sembra un porto di mare. Gente che va e viene. C’è chi aspetta e intanto fissa l’orizzonte. Facilitato dal vento, lo mantiene il più lontano possibile. Attraverso la strada e faccio una sosta di fronte agli scavi: stranamente oggi è la scritta “Azienda Tessile Romana” a incuriosirmi. Poco oltre c’è il bugnato di un palazzo sotto la luce del sole. Mi fermo il tempo di aspettare il passaggio di una giovane coppia.

Proseguo per via delle Botteghe Oscure. Altra storica via. Qui come è noto c’era la sede del partito Comunista Italiano. Nello stesso palazzo, a pian terreno, dopo la chiusura della libreria Rinascita  fino a poco tempo fa faceva bella mostra la redazione del Riformista dell’ultima gestione Angelucci. Poi ha chiuso pure questo giornale. Proprio a due passi, in via Caetani, fu trovata l’auto con il cadavere del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro.

Passaggio veloce davanti ai gradini della scala che porta al Campidoglio per poi continuare su via dei Fori Imperiali in direzione del Colosseo. Incrocio molta gente di tutte le nazionalità. Non c’è traccia oggi di quelli che in costume da centurione romano spillano soldi ai turisti per una fotografia. Indolenti, seduti  a bordo delle botticelle, sonnecchiano i cocchieri.

Salendo per Colle Oppio mi imbatto nei soliti venditori bengalesi. Poco oltre butto uno sguardo nel giardino del centro anziani. C’è chi parla, chi se ne sta al sole e chi gioca a briscola. Continuo per piazza Vittorio e alla fine sbuco su via Giolitti. E’ solo a questo punto che il sole mi premia con una uscita più lunga. Poi ritorna di nuovo a coprirsi dietro le nuvole. Non è ancora ora.