I giorni della merla e la pioggia che scende

freddo

di FEDERICO PACE

Le strade questa mattina sembravano più ampie. Il cielo aveva un biancore stinto e opaco. La gente stava rinchiusa nei propri cappotti, ritratte le mani dentro guanti di lana. Scomparsi i colori, pure quelli degli abiti parevano ingrigiti. Il passo veloce, quasi non ci si salutava. Ciascuno stava stretto a se stesso. Le temperature intorno allo zero, ma forse non era solo quello. Ciascuno sembrava appesantito dal pensiero del gelo ancora più severo che si dice sia in arrivo. O da altre preoccupazioni. Tante le cose da fare. I pensieri che vanno altrove. Il clima della giornata sempre contratto, quasi in attesa di qualcosa.

Eccoli qua, nel vento contro i nostri volti, i giorni della merla. Quelli che vanno dal 29 al 31 gennaio, i giorni più freddi dell’anno. Qualche volta è vero, qualche volta no. Almeno se decidi di perderti nel dedalo dei numeri statistici. Nelle serie storiche della meteorologia scopri che nel 2009 il giorno più freddo fu il 5 gennaio e che nel 2008, il 31 gennaio aveva fatto quasi caldo (sette di minima). Nel 1993, un anno in cui per l’Italia avvennero molte cose oscure, il giorno più freddo fu il due gennaio: tre sotto zero di notte e appena due gradi di giorno.

Ma cosa vuoi che ti possa insegnare una tabella di numeri? Così la pensano in tanti. Ma sarà davvero così? Al pari di un contadino, anche chi gira per la città, ancora incapace di un sapere urbano, preferisce attingere a quel che di antico rimane nei ricordi. Un pensiero si apre un varco nel pugno stretto della giornata: si dice che se i giorni della merla saranno molto freddi, la primavera sarà dolce e confortevole. Il salto verso il futuro. Le aspettative. L’animo che trova calore grazie a un’intravista e vaga ricompensa.

Poi il pomeriggio e quel poco di luce che rimane. Ancora un’ora e mezza. Poi anche quel riverbero bianco e stinto diviene sempre più smunto fino a evaporare e divenire sera. Ci sarà anche la pioggia. Dice che arriva già alle sette di sera. L’aria, almeno su Roma, non sarà in grado di contenere il  vapore acqueo oltre quel che può. Lascerà così condensarne un po’ e lo farà scendere dalle nuvole sotto forma di precipitazione. Da una finestra, una donna, si fermerà a guardarla scendere. Anche per lei, sarà come liberarsi di un peso.

——————-

Federico Pace è autore del libro Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza per Einaudi e della raccolta di racconti di viaggio “La libertà viaggia in treno” per Laterza. Facebook: https://www.facebook.com/senzavolo/, Twitter: @FedericoPace_