Il discorso di Napolitano e l’ultimo tuffo nel Tevere di MisterOK

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di ANTONIO CARBONE

Domani primo gennaio, Capodanno, secondo le previsioni il tempo sarà poco nuvoloso a Roma. La temperatura oscillerà intorno ai 13 gradi e i venti saranno deboli. Tutto sommato condizioni atmosferiche accettabili per Maurizio Palmulli, più conosciuto come MisterOK, che alle 12 in punto in concomitanza del rituale sparo del cannonne del Gianicolo, si lancerà per la 26esima volta da ponte Cavour.

Chissà MisterOK, che nella vita di professione fa il bagnino, cosa ricorda del suo primo tuffo nel 1988. Quel primo gennaio di 26 anni fa a Milano i magistrati titolari dell’inchiesta sul Banco Ambrosiano rinunciarono alle vacanze di Capodanno per essere pronti a interrogare Licio Gelli che stava per essere estradato dalla Svizzera. Sacrificio che poi si rivelò inutile dal momento che le autorità elvetiche negarono l’estradizione dell’ex venerabile maestro della Loggia massonica P2.

Tra le altre cose le cronache del tempo narrano che il tradizionale discorso dell’allora Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, fu accolto positivamente da tutte le forze politiche soprattutto per quanto riguarda i moniti in materia di riforme istituzionali. “La grande riforma delle istituzioni ha ricevuto una consacrazione con il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. Da Cossiga ci si attendeva un riferimento esplicito al rinnovamento dello Stato, che non è mancato: il discorso si è incentrato proprio sull’adeguamento del sistema politico alla nuova realtà italiana” così scriveva l’Avanti! che in quegli anni era ancora lontano dal declino che lo attendeva con il tracollo del PSI nel 1992 con Tangentopoli.

“L’Italia è un Paese del quale potete essere orgogliosi” qualcuno riprendendo ironicamente la frase pronunciata da Cossiga nel corso del suo discorso, probabilmente così commentò il giorno dopo il solito bollettino dei morti e feriti per i botti, diffuso dal telegiornale tra un’immagine e l’altra dei festeggiamenti in tutte le capitali del mondo e lo scambio incrociato di messaggi televisivi tra il Presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan e il leader Sovietico, Mikhail Gorbaciov. Per il crollo del Muro di Berlino bisognava ancora attendere un po’.

Qualche giorno prima, il 27 dicembre 1987, lo storico Renzo De Felice in un’intervista al Corriere della Sera dopo aver messo in dubbio che la classe dirigente fascista fosse peggiore di quella del tempo, sosteneva che “se la nuova Repubblica o la Grande Riforma ha da essere qualcosa di serio e non il rappezzo di qualche regolamento parlamentare, allora è importante che la rottura, anche sul piano intellettuale, investa alcune delle pigrizie ideologiche che hanno permesso il logoramento quarantennale di questa classe dirigente. E Craxi – osservava – è uno dei pochissimi leader politici che hanno capito la necessità di questa rottura e hanno visto ciò che gli altri si ostinano a non vedere”.

Quello del 2013 sarebbe dovuto essere l’ultimo tuffo di MisterOK. Ma poi alla fine non è riuscito a rinunciare al tradizionale appuntamento che tanto popolare lo ha reso a Roma e non solo. “Mi hanno chiesto di rituffarmi e so che ci saranno tanti bambini ad assistermi e non potevo dire di no” così nei giorni scorsi ha dichiarato e la notizia è stata immediatamente ripresa dai giornali. Anche Giorgio Napolitano alla fine del suo settennato, nell’aprile scorso, non ha potuto dire no e suo malgrado ha accettato la rielezione a Presidente della Repubblica.  Ad onor del vero MisterOK aveva già fatto un’eccezione rispetto a quanto annunciato il primo gennaio scorso. Era stato il regista Paolo Sorrentino a convincerlo a infilarsi di nuovo il costume da bagno per cimentarsi nel volo d’angelo per “La grande bellezza”.

MisterOK è erede di una lunga tradizione inaugurata da Rick De Sonay che proprio nel 1946 si tuffò da ponte Cavour la mattina del primo dell’anno rassicurando gli spettatori, non appena riemerse dalle acque del Tevere, con un semplice “OK”.  C’è da scommettere che tra qualche ora anche Giorgio Napolitano, nel suo discorso di fine anno, proverà a rassicurarci con un ideale “OK”,  nonostante non siamo ancora usciti dalla crisi economica. Quante altre volte abbiamo già sentito nel corso dei suoi precedenti discorsi la frase: L’Italia ce la farà?

Anche Giorgio Napolitano, d’altronde, è erede di una lunga tradizione. Garante della Costituzione che fu approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947. Giusto un anno dopo quel primo tuffo che avviò la tradizione di MisterOK.