Ho visto una giraffa

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di ANTONIO CARBONE

Nessun animale conferma l’uomo – scrive John Berger, nel suo saggio Perché guardiamo gli animali? – Né in negativo né in positivo. E tuttavia con le loro vite parallele, gli animali hanno sempre offerto all’uomo un’allegoria. Questa sembra essere anche il grande interesse che Primo Levi provava nei confronti degli animali. Come se l’esperienza per certi versi indicibile e inenarrabile del lager avesse finito per rafforzargli l’idea che per comprendere l’uomo fosse necessario parlare d’altro. Leggere tra le righe. E’ così che si spiega la presenza  di tanti animali nei suoi libri. Da ultimo la raccolta curata da Ernesto Ferrero, Ranocchi sulla luna.

Nella mia vita non ho incontrato tante giraffe. E quelle poche solo in uno zoo o in fotografia. L’ultima l’ho vista pochi giorni fa sul muro di un corridoio di una scuola materna. Tutta grigia di matita spiccava su un fondo ocra. Solo il collo. Perché quando pensiamo a una giraffa il collo ci basta. E così l’ha immaginata anche il bambino o la bambina che l’ha disegnata. Dagli etologi viene considerata un animale a rischio minimo. La sua fortuna, si fa per dire, è che superato il primo anno di età difficilmente diventa preda di leoni e di altri predatori. Tanto meno degli uomini per i quali rappresenta un modesto trofeo di caccia. Con eleganza e una apparente mitezza riesce a cavarsela nella savana.

Piuttosto che sul camuffamento tra gli alberi e gli arbusti o sulla fuga, sembrerebbe che faccia affidamento sulla propria abilità di affrontare lo scontro. Finendo nella maggioranza dei casi se non ad avere la meglio sull’aggressore quanto meno a dissuaderlo. E’ forse questa abilità difensiva a renderla simpatica ai bambini. Simpatia che in alcuni non si estingue almeno fino a quando riescono a tenersi alla larga dal modello preda-predatore, vittima-persecutore.

Gatto, volpe, lupo, leone, agnello, coniglio… Nel corso del tempo gli uomini hanno dato vita a un ampio bestiario per quanto le loro azioni sembrano ricalcare i comportamenti dei più svariati animali. Ora queste sfumature vanno sempre più scomparendo e lentamente ci stiamo abituando a vivere in un ecosistema in cui finiranno per interagire soltanto due “caratteri”. La giraffa umana è già rischio estinzione.

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 ANTONIO CARBONE, tra gli ultimi lavori fatti, ha curato per la trasmissione di Raitre, Un giorno in Pretura, la realizzazione di diverse puntate tra cui quelle relative al processo per la morte di Stefano Cucchi, lo scandalo di Calciopoli, e per l’irruzione della polizia all’interno della Diaz nel luglio del 2001. E Per RaiStoria i documentari su Giuseppe Fava, Peppino Impastato e Mauro Rostagno.