The uncertain days, the exemplary Rome, the siege, the collapse of the walls and the matter of the Romanians
These are tense and uncertain days. Tuesday 30th October a woman, Giovanna Reggiani, was attacked and killed not far from the Tor di Quinto railway station. Charged with the event is a Romanian called Nicolae Mailat. The new migrants sometimes show an aggressive face. The new migrants seem uncontrollable. They also, as Italians, and like the ex-marksman of Guidonia, wound and kill.
The day after the aggression of the woman, the government passed a decree that allows expelling community citizens. Political leaders pursued each other trying to assert and defend security before anything else. It seems better to erect new walls. These constructions, after all, have for a long time guaranteed the defence of a city. As if it was a signal, in these days, Thursday night a breach opened in the aurielane walls on Viale Pretoriano just in front of Caritas. A few meters of those walls that came down were built in just four years, between 271 and 275 D.C. and they seemed even then only a symbol of the strength and unassailable force of the empire. At that time they were also places of attacks, destruction and raids. They also were incapable to defend the city.
Who is leading the siege to attack the walls of the city today? By who is brought the attack to the borders of civil society made of commitment and respect, founded on laws and duties? Which is the way to defend ourselves from those who show thier ferocious side? How can we prevent the breach that has opened reduce our society to a parody of democracy where security is preferred and sacrificed to laws and to equality? How do you keep alive a true democracy? To these difficult questions will have to be found complex answers, and not immediate and convenient solutions, in order to avoid that the city is taken by barbarians. Incapable powerful persons, greedy migrants, angry citizens as they are.
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Comments
Roma Cogitans — November 05, 2007 at 09:41 UTC
Che siano crollate le mura aureliane, proprio quelle mura che i nostri Padri avevano issato per proteggerci dai barbari, lo vedo come un triste presagio... o forse una conferma, dopo che quella poveraccia è stata così brutalmente ammazzata a Tor di Quinto...
Il destino delle volte fa strani scherzi, ma altre forse ci comunica qualcosa, e sta a noi carpire i messaggi dal fluire degli eventi... Mettere la testa sotto la sabbia non è stupido, è atrocemente deleterio!
edo — November 05, 2007 at 09:54 UTC
Che dire? Finalmente mi capita di leggere un COMMENTO SENSATO E RAGIONEVOLE nel caos cacofonico di questi giorni. Bisogna capire che qui la posta in palio è molto, molto, alta: se si accetta la deriva di "fascistizzazione" che viene ora proposta, dopo gli stranieri, toccherà a noi italiani, come è sempre successo. Da noi, tra l'altro, abbiamo avuto ampia esperienza a riguardo svariati decenni fa. Aver mancato di gestire per anni e anni questo che è "il problema dei problemi" non giustifica il soprassalto di "Ordine e Disciplina" da parte delle Casta imbelle che fa finta di governarci. Occorreva a tempo debito scendere nelle strade a vedere ciò che succedeva e trovare delle soluzioni: ma questo avrebbe siginificato "Governare", una cosa che i nostri cosiddetti politici si guardano bene dal fare. E non da oggi, ma dai tempi del predominio democristiano. L'importante è mantenere la poltrona e i privilegi: se questo magari significa sopportare per qualche anno un "uomo forte" qualsiasi, poco male. I cittadini italiani nel frattempo si arrangino, come sempre, e non rompano i c****oni...
redazione — November 08, 2007 at 14:04 UTC
Sono oltre mezzo milione, 556mila per la precisione, i cittadini romeni presenti in Italia. La stima, che supera di oltre 250mila unità i numeri fino ad ora conosciuti (ieri lo stesso vicepresidente della commissione Ue Franco Frattini aveva parlato di 306mila persone) è contenuta nell'approfondimento monografico del dossier Caritas che sarà presentato a marzo. Agli oltre mezzo milione di romeni si arriva sommando ai 271mila residenti rilevati dall'Istat, 103mila romeni che non risultano alla registrazione dell'anagrafe, 131mila lavoratori assunti nell'ambito delle quote del 2006, i 46mila entrati con il visto per l'inserimento stabile (per lo piu' ricongiungimenti
familiari) più circa altre 5mila persone. (Ansa)
redazione — November 09, 2007 at 15:13 UTC
Duro articolo dell'Economist contro i politici italiani - di governo e di opposizione - sulla risposta all'uccisione di Giovanna Reggiani. ''I leader politici italiani - inizia l'articolo - non sono particolarmente stimati fuori (ma anche dentro) il loro paese. La loro gestione della prima crisi generata dai rapporti razziali ha mostrato perché.
Tra i primi aggettivi che vengono in mente ci sono opportunisti, istrionici, irresponsabili e, forse nella migliore delle ipotesi, insensibili''.
Ale — November 09, 2007 at 15:54 UTC
Come si fa per tenere in vita una vera democrazia? Secondo me basta essere coerenti e decisi nel far rispettare le leggi vigenti, diritti e doveri, tutelare solo i cittadini onesti e mandare in galera, senza garantismo e riduzione della pena, i delinquenti e se, questi ultimi, stranieri, rimandarli nella loro nazione senza che gravino ulteriormente sulle spese dello Stato anche per mantenerli in carcere. Certo che tutte queste cose sono utopia per l'Italia, retta da una massa di politicanti inetti, ipocriti, vigliacchi, deboli (basta vedere er Mortadella di fronte al premier romeno) ed egoisti, che ancora, di fronte a questioni nazionali ed urgenti, come la tutela della sicurezza dei cittadini, pensano a fare lo scaricabarile e a richiamarsi a falsi ideali di un terzomondismo e pauperismo al quale neanche loro credono se non per tornaconti elettorali. Ormai io personalmente, e tanti altri come me, provo un senso di inadeguatezza, di angoscia e di ripudio totale, anche per una dimensione lavorativa precaria, per una Nazione che, quasi, non sento più mia. Disgusto e solo disgusto !!
Redazione — November 10, 2007 at 14:25 UTC
"PROVO UNA VERGOGNA ENORME per ciò che accade in questi giorni in Italia. Quasi fossi io stesso colpevole, tanto del crimine che della repressione. Quasi fossi io l'infame rumeno omicida e insieme l'italiano nazionalista e razzista. M'imbarazza che esista qualcosa del genere sulla faccia della terra. A volte m'imbarazza enormemente essere uomo... Eppure è incontestabile che in Romania ci sia sempre stata una zona in sincronia con la civiltà europea. E in questa zona si colloca la maggior parte dei miei connazionali, fatta di persone ineccepibili. Gli Italiani che sono andati almeno una volta in Romania possono confermarlo."
(Mircea Cartarescu sull'ultimo numero di Internazionale)
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