Matteo Sarlo
È nato nel 1989 a Roma. Nell'autunno del 2008 si è iscritto alla facoltà di Filosofia alla Sapienza di Roma.
Adora perdersi in una pagina di letteratura. In una sequenza cinematografica. E in un palla che rotola.
Articoli di Matteo Sarlo
L'acquisto di un iPad, Mediaworld, le tavolette di cera e il grigio delle nuvole d'estateLe nuvole dietro al palazzo sono del grigio dei ripensamenti. Delle titubanze. Dei “forse” che non si trasformano né in si né in no. Non sembra un venticinque giugno. Guardo fisso l’edificio prima di entrare. La grande scritta “Mediaworld” rossa a mezza altezza. La porta a vetri automatica. Scale mobili che salgono e scendono...
Le minicar a Roma, la libertà illusoria e l’urto improvvisoEsco dal cinema. Siamo in due. Passeggiamo per le vie della città. Non c’è nessuno davanti al Fiamma. Tra piazza Esedra e via Veneto c’è solo il silenzio asfaltato della notte. Facciamo per attraversare, e raggiungere l’altra sponda. Una macchina sbuca da sinistra e ci sfiora. E poi scompare ancora. Non ho fatto a tempo a vedere chi fosse. Li diresti dei biscotti di metallo nel traffico...
L’attesa per Roma-Milan, lo stadio Olimpico, la vista a picco sul campo e l’urlo che verràÈ fredda la sera a Roma. Il meteo annota una temperatura minima di zero gradi. Sul motorino l’aria taglia la bocca. Il pensiero di raggiungere lo stadio Olimpico dentro il casco. Qui devi venire per vedere una partita di calcio se sei a Roma. Stasera si gioca Roma-Milan. La via per lo stadio è piena di colori e clacson. Il lungo Tevere, prima della partita, è un groviglio di possibili spettatori...
Avatar, il Warner Village Parco de’ Medici e i simulacri di mondoMi trovo dentro la sala d’attesa del cinema Warner Village Parco de’ Medici. Più di tre chilometri dal centro di Roma, zona Magliana Vecchia. Qui ci sono 18 sale. Negozi di intimo nella stradicciola appena fuori il cinema. Negozi di macchinette d’epoca in miniatura. Piste da bowling. Le mani delle ragazze che vedo, cadono quasi sempre dentro altrettante mani di ragazzi...
Il campo di Trigoria, le sconfitte ripetute, il bar Angelini, l’enigma di Menez e il salice piangenteInfilato nel suo giubbotto imbottito un uomo sfoglia stretto un giornale in una seicento. Strisce pedonali calpestate da quattro, sei, otto piedi e nessun altro. I cancelli del centro sportivo Trigoria chiusi, a sbarrare l’occhio che guarda. Qui la squadra romana ASRoma, quella col nome più vicino alla città e non alla regione, viene ad allenarsi ogni giorno...
I neo-iscritti “asini” dell'università, Villa Mirafioriori e la notte sulla NomentanaTra via Nomentana e via XXI aprile si nasconde la sede di Filosofia di Roma: Villa Mirafiori. Io vengo qui da settembre dell'anno scorso. Sotto le scarpe non c’è l’asfalto, ma una ghiaia sassosa su cui è facile scivolare. Si prosegue e si è sotto l’ombra di sequoie, pini e cedri. Ogni tanto a distanza di una decina di metri si vedono arrampicate sul terreno delle panchine...
Gli esami di maturità al Liceo Augusto su via Appia, il gigante famelico e l’attesa del prossimo pastoTutto è ancora fermo all’angolo tra via Gela e via Appia Nuova. L’angolo dove affondano le radici del liceo ginnasio statale Augusto. Rivedo ora, a poco più di una settimana dagli esami“di maturità”, l’edificio nel quale sono entrato per anni. C’è un campo rettangolare. Due porte sui lati corti...