Francesca Pedrollo
È nata a Roma. 34 anni. Si è laureata in Lettere con una tesi sulla scrittrice Alba de Cespedes. Si è occupata di gender studies. Dal 1999 lavora a RaiSat.
Articoli di Francesca Pedrollo
Il risveglio a San Lorenzo, il testimone, le scritte sui muri e gli affreschiMi capita sempre di arrivare dopo, dopo la festa, dopo il bicchiere con la cannuccia lasciato lì quando tutto è finito, all’inizio di una domenica di fine gennaio. San Lorenzo si risveglia dei vecchi, i giovani, che hanno animato queste strade, lasciano a loro il testimone. La donna, con il foulard allacciato al collo, potrebbe essere vestita per andare a messa alla chiesa dell’Immacolata e invece con un arnese rovista, con fare meticoloso e pulito, nei cassonetti...
Le allegre e disperate luci di Piazza Navona, il Natale 2009 e il rimpicciolirsi della mela glassataBabbo Natale non esiste, entravo nella piazza con questa frase che mi ronzava in testa e che già mi predisponeva alla malinconia. Come un circo che passa in tournée da una città all’altra puntualmente agli inizi di dicembre arrivano in questa piazza i burattini, le befane appese, le statue del presepe, i dolci, i palloncini che ondeggiano nel freddo pungente...
Gli stupri a Tor Carbone, le ragazze violate e l’illusione di un luogo sicuroErano un po’di giorni che mi ronzava nella testa questo luogo, Tor Carbone, da un mese nelle cronache della capitale e venerdì ho deciso di andarci di persona, proprio il giorno in cui si è diffusa la notizia dell’arresto del presunto stupratore. Come quando ci si prepara ad un viaggio, ho studiato il percorso. Metro A fino a Arco di travertino e poi autobus 765...
Il parco Luneur, i primi attimi di libertà e lo spettacolo dell'abbandonoCi sono ancora le sedie, i banconi tra i quali ti aggiravi felice, desiderando lo zucchero filato e sperando di tornare a casa con un pesciolino rosso. Le insegne spente ma ancora intatte. La natura a poco a poco prende il sopravvento, fili d’erba dappertutto, alberi rigogliosi. L’unico movimento è dato dall’abbaiare di due cani, a guardia del luogo dimenticato...
Un sabato pomeriggio all'idroscalo di Ostia e la riapertura delle indagini sulla morte di PasoliniE’ stato un avvicinamento lento, come in un pellegrinaggio laico, accompagnati dal rumore del mare, dalle poche persone sulla spiaggia, a leggere, a giocare, a riportare un momento di serenità, a sciogliere il grumo della vita di dentro, e poi l’arrivo qui, in questo luogo nascosto allo sguardo, dove fu ucciso l’ultimo intellettuale della modernità...
Obama al Radisson Hotel di Roma, a via Filippo Turati un sogno ancora impossibile per l'ItaliaMartedì scorso c’era elettricità nell’aria. A Washington era mezzogiorno, in Italia le sei del pomeriggio. Qui a Roma gli americani si sono dati appuntamenti in un hotel, uno di quegli alberghi da grande catena, freddo, asettico, lussuoso, senza storia, messo in posizione distonante con l’ambiente. E’ attaccato alla stazione Termini, luogo che fino a qualche anno fa rappresentava il confine o meglio il margine e che ora ha subito una ristrutturazione, una tirata a lucido di cui fa parte anche questo hotel che svetta alto sopra i binari. Sono salita su, in alto, al settimo piano, con una certa euforia...
Un incontro dopo il temporale al distributore di viale Castro PretorioMentre metteva la benzina ad una persona davanti a me abbiamo iniziato a parlare della pioggia che fino a poco prima era scesa torrenziale su Roma. L’aveva presa tutta, nel tragitto in motorino da Torre Maura a San Lorenzo. Ogni giorno quella strada, sveglia alle 5 e trenta, apertura della pompa alle 6. Da lì, complice l’assenza di altri clienti, quasi un momento di sospensione, è iniziata la conversazione...
Le periferie di Roma, i tamburi d’Africa, l’integrazione, l’uomo nero, il ballerino e l’amicoAbbiamo preso un impegno con Lamine. Per le nove dobbiamo essere davanti al Fiume giallo. Già arrivare è stato un viaggio: metro fino a Eur Palasport e poi il 777 che ci trasporta per le strade larghe e anonime a ridosso dell’Eur fino al Torrino. E’ ancora presto, non c’è traffico e attraversando queste strade dai nomi così esotici ci rendiamo conto di essere sulla buona strada: via dell’Oceano Indiano, via Cina, largo Piazza Tien An Men, viale della Grande Muraglia. Oggi, in questa apparentemente anonima scuola della periferia romana, c’è la festa interculturale...
Da Termini a via della Lungara: tutte le donne in cui mi sono vistaMichaela guardava le vetrine a Termini come una bambina di fronte a meraviglie viste per la prima volta. Sono rimasta a osservarla come in un film in cui io, nascosta tra la folla, cercavo di capire le sue emozioni di fronte a queste luci, a questa abbondanza. Appena pensi alle donne dell’Est ti viene in mente la loro dolcezza, come Helena, ucraina, venti anni, estetista, i suoi occhi sono la malinconia dovuta alla lontananza e allo sradicamento. Ana è stata l’allegria, la positività, i colori e i sapori del Brasile...