Federico Pace
E' nato nel 1967 a Roma dove vive. E' giornalista.Lavora da più di dieci anni per un gruppo editoriale italiano.
Nel 2008 ha pubblicato da Einaudi "Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza".
Articoli di Federico Pace
Una notte d'estate in via Carlo PomaNel tardo pomeriggio Corrado ha fatto a piedi il percorso fino alla nuova scuola. Un grande edificio classico tra marciapiedi solitari. Poi è tornato nella casa dove vivrà per alcuni mesi. E' di una sua parente. Lei non ci vive più. Una donna anziana che non ha mai conosciuto. Troppo vecchia per continuare a viverci da sola, gli aveva spiegato uno dei cugini di secondo grado...
Il Maxxi di Zaha Hadid a via Guido Reni, la grigia recinzione e il sollievo del vento tra i pioppiA Elena non è mai capitato d'interessarsi d'arte. Eppure, da qualche tempo, va al museo ogni santo giorno. Un lavoro, quando capita, è una fortuna. Lavora lì, al Maxxi, il museo d'arte su via Guido Reni. Alla figlia, che le chiede come è quel posto, dice che è uno spazio ampio e moderno. "E' molto bello", le dice senza riuscire a sfiorarle i capelli come faceva quando era ancora piccola...
Il trenino Roma Ostia, dalla Piramide fino al mare argentatoAndare verso il mare è quasi sempre un gesto di liberazione. Anche quando non ha a che fare, almeno in maniera esplicita, con la fuga. Anche quando lo si fa per guadagnarsi la paga quotidiana. Per un’abitudine senile. O per dare sollievo, con l’acqua salata delle onde, a un’insolita forma di dermatite. Sul piccolo treno, o sorta di metropolitana, che parte dalla stazione della Piramide, c’è una coppia di pensionati...
Il sorpasso della Roma, il miracolo di Claudio Ranieri e l'arte della metaforaIn questo pomeriggio domenicale di metà aprile, quasi tutti se ne stanno all'aria aperta. Ci sono i bambini che hanno ancor più voglia di mettersi a giocare a pallone. Ci sono i figli, con le sciarpe giallorosse al collo, che vanno in giro per strada al fianco dei padri senza più mostrare l'insofferenza di chi è già cresciuto e non può più aspettare...
I pappagalli verdi all'Appio Latino, i miserabili comportamenti del Premier e il battere d'aliLi diresti un sogno surreale. Un'apparizione. Un'incongruenza. La prima volta li ho visti mentre me ne stavo sdraiato a sonnecchiare in un piccolo parco. Tra i fili d'erba, in quella orizzontale percezione del mondo, li vedevo muovere i loro piccoli passi. Tropicali nel colore delle ali, avevano il petto bianco ingrigito dallo smog. Stavano attenti e vicini...
La neve a Roma e il pianeta gelatoDal cielo, fiocchi leggeri hanno preso a galleggiare nell'aria. Hanno le sembianze di piume, petali e coriandoli. Lenti, lentissimi si depongono sulle foglie dei sempreverdi. Sulle lamiere delle vetture. Sulle carcasse dei secchioni delle immondizie. Sui sellini dei motorini parcheggiati sui marciapiedi. Fermi ad un incrocio, ammutoliti, due bambini si guardano intorno come astronauti ai loro primi passi su di un pianeta gelato. Un'automobile è ferma al semaforo...
Il volto di Craxi, l'Hotel Raphael, le api ammattite, le monetine, la cicuta e la democraziaSui muri di Roma è riapparso il volto di Bettino Craxi. I cartelloni li ho visti su viale Castro Pretorio. Nell'immagine sta, impaziente, sotto braccio a un Nenni invecchiato. All'alba di oggi sembra esserci stata una certa ironia nella mano che ha guidato gli "attacchinatori". Seguendo i cartelloni che ritraggono l'uomo di cui ricorre il decennale della morte, si passa su viale del Policlino per arrivare poi, dopo un breve tratto, al ministero dei Lavori Pubbblici...
La Basilica di Sant'Apollinare, il cielo velato, l'incontro inatteso e i mille e duecento passiCi capito per caso. Scantonando dalla calca e da Piazza Navona. Dalle grida dei bambini e dalle traiettorie cieche dei turisti. Guardo verso il portone della chiesa. Ad attrarmi è il viso di una ragazza che sta seduta su un gradino. La Basilica di Sant'Apollinare non è aperta. Oggi è domenica. Si può entrare solo dal lunedì al venerdì...
La scomparsa delle cabine telefoniche, l’insolita potatura e la rimozione degli spazi condivisiSi direbbero i simboli inabitati di una società perduta. Stanno agli angoli delle strade. Ancora per poco. Poi spariranno anche loro. Vicino piazza Venezia o in periferia. Ovunque. Inutilizzate e sporche. Le cabine telefoniche, in quella sorta di "privatizzazione" della vita, o riconduzione agli spazi domestici di ogni gesto quotidiano, rimangono la traccia esplicita di un passato “all’aperto” ormai rimosso...
Un giro su via San Giovanni, la gay street, i simboli religiosi e gli imbarazzi ideologici di AlemannoVia San Giovanni in Laterano è una lunga strada in lieve dislivello dove si mescolano il sacro e il profano. A farla tutta puoi impiegarci dieci minuti. Se parti da San Giovanni ti lasci alle spalle la Basilica e i due militari con il fucile spianato davanti alla sede diplomatica palestinese. A destra c'è l'Addolorata, l'azienda ospedaliera...
L’uomo sulla luna quaranta anni dopo, i condomini dell'Appio Latino sull'orlo della sera, il viaggio di Michael Collins e la zattera sull’infinitoE’ forse il primo mio ricordo. Vago e tremulo. I miei genitori, nel chiuso di un condominio su via Tuscolana di quaranta anni fa, ci avevano messi, me e mia sorella, piccolini tutte e due, sopra un materasso. Davanti alla tv. A vedere il primo passo dell’uomo sulla luna. Dal basso di quell’età carponi, ricordo pochissimo. Il biancore della tv, il fatto insolito di essere rimasto sveglio...
La parata del 2 giugno, la festa della Repubblica, le schiere in divisa, l’inadeguatezza alla marcia e l’impressione di essere liberoMi capita spesso di camminare, correre o andare in bici. Ma marciare non lo so fare. E’ un passo che non riesco a tenere. Non c’è nulla da fare. Oggi me ne sono ricordato di nuovo. Questa mattina dovevo andare al di là del Tevere. Per incontrare una persona. Ho preso la bici e sono partito. Arrivato a Caracalla un uomo in divisa mi dice che non posso passare oltre...
La crepa al Frigidarium delle Terme di Caracalla, le macerie del terremoto in Abruzzo, le notti insonni e la costruzione degli edificiSi è allargata una crepa nell’arco del Frigidarium delle Terme di Caracalla. Colpa del terremoto. Gli occhi però qui, in questo luogo dove i romani venivano a cercare ristoro, prima di trovare la crepa nella schiena dell’arco, rimangono impressionati dal rosa-mattone che evapora ancora dalle rovine e si lega all’azzurro pastello del cielo...
I beni culturali, via dei Fori imperiali, le dimissioni di Settis, la rissa tra i finti centurioni e i bambini annoiatiSu via dei Fori imperiali, la strada che unisce il Colosseo a Piazza Venezia, trovi le bancarelle che vendono frutta e piccole bottiglie d’acqua a cifre inaccettabili. Personaggi inaffidabili ti chiedono di firmare per un’iniziativa imprecisata “contro la droga”. Qualcuno vende le cartoline a più di un euro al pezzo. I mimi, ormai, sembrano gli stanchi rappresentanti di una forma d’arte, qui messa in scena in forme caricaturali e sterili...
I kebab da Centocelle a Piazza Fiume, la metropoli, le altre culture e la necessità di sporcarsi le maniCi sono giorni che entro in uno dei tanti locali sparsi per Roma e mi prendo un kebab. Quelli da mangiare in piedi. Oggi è uno di quei giorni. Tutta questa pioggia mette un’uggia che non so. All’egiziano che lo prepara con carne di manzo, chiedo di mettermi un po’ di crema di ceci, yogurt e salsa piccante. La prima volta che l’ho mangiato, un kebab, è stato a Londra...
Tra la Stazione Tuscolana e l’aeroporto di Fiumicino: breve viaggio di andata e ritorno tra la fine e l’inizio di un annoIl dorso della città. Qualche palma spelacchiata. I palazzi di borgata. I balconi minuti. Seduti stanno una cinese dal bel viso, un ragazzo che gioca con la Psp e una coppia con un bambino nel carrozzino. In piedi un omino avanti con gli anni che cammina avanti e indietro. Chiusi dentro i nuovi self-service bar, ci sono gli snack e le bibite fredde...
Piazza dei Cinquecento, i capolinea dei bus, i piccoli viaggi urbani e la ragazza che si pettina i capelliLe diresti luoghi fuori tempo. Spazi dove il futuro accede con difficoltà. Luoghi sospesi. Alle stazioni dei bus puoi trovare anziani che si stringono sottobraccio come stessero ancora sul viale del paese al tempo in cui erano ragazzi. Madri e bambini che corrono. Donne che portano delle buste al posto d’una valigia. Uomini e donne dai visi segnati che vengono da luoghi distanti e parlano lingue che non sai...
L’incendio di Cinecittà, i “giganti” di via Libero Leonardi e l’uomo che guarda dal balconeSi arriva qui dopo avere percorso tutta la Tuscolana. Dopo avere attraversato la “gola” stretta degli alti palazzi che costeggiano l’arteria. L’infinita sequela di vetrine di negozi d’abbigliamento, i solarium, le pubblicità di sexy-shop, i benzinai, le insegne di “bar-kebab”, gli archi dell’Acquedotto Felice, la discesa che porta al Quadraro, le luci dei semafori, il cielo grigio, il centro commerciale di Cinecittà 2 e i bassi edifici dei centri di produzione televisivi e cinematografici...
I primi passi dell’autunno, le banchine d’attracco, il monologo del Tevere e i nuovi approdiLungo il Tevere le banchine di attracco, nella loro rettangolare solitudine, paiono la punteggiatura segreta di un monologo che il fiume, nonostante l’indifferenza, porta avanti nella sua tortuosa fluvialità. Stanno vicine quasi ad ogni ponte. Retaggi di una qualche forma di commercio che ora non ha più alcun senso. Tappe disattese di un turismo fluviale mai decollato...
Il parcheggio del Pincio, la scelta di Alemanno, la logica della coppia e la cittàUna coppia di turisti francesi guarda attraverso la griglia che s’apre sul recinto verde. Si direbbe che stiano parlando degli alberi e delle radici nel mezzo dei lavori in corso. Anche loro sembrano sorpresi dalla vegetale immobilità e da quella specie di piedistallo di terra che gli operai e le gru hanno scavato intorno per non intaccare le radici...