Francesca Pedrollo
È nata a Roma. 34 anni. Si è laureata in Lettere con una tesi sulla scrittrice Alba de Cespedes. Si è occupata di gender studies. Dal 1999 lavora a RaiSat.
Articoli di Francesca Pedrollo
Il duplice omicidio di Torpignattara, le indagini, il senso di insicurezza e il dolore senza confiniTorpignattara inizia al capolinea delle Ferrovie Laziali, in via Giolitti. E' già tutta nei vagoni: visi giovani, i pakistani e bengalesi, con le loro facce bambine, tengono stretti a sé i sacchi, neri e blu, che contengono le merci cinesi, gli africani, cuffie al collo e cappelli con visiera abbassata, sembrano sempre tenere il ritmo anche senza musica, i coreani, appisolati, ottimizzano il tragitto dormendo...
Le lacrime di Elsa Fornero, la riforma delle pensioni, i sacrifici e la compartecipazioneNe parleranno in molti. Chi scandalizzato, chi ancora imbarazzato, chi preso alla sprovvista dal fatto che il nuovo ministro del lavoro, Elsa Fornero, chiamata in conferenza stampa a illustrare la riforma delle pensioni, mentre la spiegava con parole chiare accompagnate da gesti semplici è stata presa dall'emozione nel passaggio cruciale in cui era sul punto di sottolineare la necessità dei sacrifici. E' stata un'emozione improvvisa ma ripensando al suo discorso già in quelle parole apollinee emergeva a tratti un tremore...
Gli stranieri a Roma, la storia di Mariana, l'idea di casa e l'attesa del crepuscoloMariana ci vede da lontano, siamo davanti alla sua capanna, attratti da quello stendino azzoppato su cui è ben stesa una camicia da notte rosa. Accanto alla capanna una tavola da stiro, potenza di elementi sottratti alla loro quotidianità e immersi in un contesto straniante. Nell’impossibilità di viaggiare questo è già un viaggio, come stranieri nel deserto, davanti a una tenda berbera, tra la paura di invadere e il rispetto di una scelta coraggiosa. Arriva con il cappuccio della felpa tirato su, sembra un folletto che viene dai boschi mentre in realtà torna da giri urbani fatti alla ricerca di cibo, basta un saluto per oltrepassare...
Guerriglia gardening, gli orti urbani, San Lorenzo e la storia di Augusto il giardinierePasso spesso davanti a questa striscia di terra separata da un muretto e una ringhiera verde. Dapprima indifferente, assorta nei miei pensieri, non ci avevo fatto caso, tiravo dritto, come se quella natura, innocente seppur costretta dietro la ringhiera, mi creasse disagio. Infine ho ceduto e mi sono fermata, come altri, davanti a questo giardino spontaneo, attratta da una grazia e compostezza rare nella città. Si può parlare di orto urbano, molto più naturale nel suo non essere ambizioso. Augusto, il giardiniere, non sa di far parte di un movimento, di essere un guerriero dei “Guerilla gardening”, gruppi attivi che scovano piccole aree...
Gli sbarchi in Italia, la città dell’Utopia a San Paolo, il laboratorio 53, i rifugiati e i richiedenti asilo politico a Roma e i partigianiIn queste prime domeniche dell’estate la città è deserta, fuori dalla metro San Paolo poche persone, quartiere straniero, incontro solo giovani con il vassoio di dolci della domenica. L’atmosfera è rarefatta, palazzi che occludono, sole accecante, luce bianca finché la traversa nascosta diventa scala per aprirsi sul casale. Si erge come tempio su un’acropoli, i pini sono colonne, fico selvatico, nespolo, sbuca tra i palazzi, unico sopravvissuto alla guerra edilizia degli anni Sessanta, è diventato la città dell’Utopia gestita dal Servizio civile internazionale...
Da Campo dei Fiori a Trastevere, il mago Guarda e l’incantesimo dei suoi improbabili numeriCi sorprendeva in metropolitana mentre noi, in un sonno svogliato, ciondolavamo attaccati alle maniglie. Prima ancora del corpo era la voce: all’apertura delle porte l’esclamazione “Guarda” rimbombava nel vagone come un suono che veniva da lontano, da un luogo indefinito, chi parlava dell’India, chi del Bangladesh o Pakistan, e noi ci risvegliavamo per entrare in una realtà onirica. L’altra sera, mentre ero a cena a Trastevere, la magia si è ripetuta...
Lo Zodiaco, l'appuntamento mancato, il panorama di Roma e i ventisei gatti del parcheggiatoreQuale romano non è mai andato almeno una volta su in cima, facendo la panoramica per poi svoltare a destra non appena raggiunta la Trionfale, inerpicandosi su per quella strada e arrivare infine sul modesto piazzale che affaccia su Roma. Spesso facevamo quella strada e puntuali i miei esclamavano “qui su c’è lo Zodiaco, un giorno andremo a prendere il gelato, si vede tutta Roma” ma non era mai il momento e l’utilitaria proseguiva diritto, io mi giravo indietro con il rimpianto di un appuntamento mancato mentre la salita e l’ arco si allontanavano con malinconia. Crescendo mi capitò finalmente di arrivare fino a su e solo allora...
Il cigno nero, Natalie Portman, Darren Aronofsky e i grumi della propria identitàÈ ormai rimasto l’unico cinema a Roma in cui poter vedere i film in lingua originale. Non ha la maestosità o la centralità dell’ormai morto Metropolitan, né il blasone del Nuovo Sacher dove peraltro i film in lingua sono in programmazione solo il lunedì e martedì. E’ sempre rimasto nascosto, eppure sta in una traversa di via del Corso, vicino galleria Colonna ma nessuno è mai riuscito a collocarlo...
La tragedia dei quattro bimbi rom, il degrado e i poteri speciali del Sindaco AlemannoNenia funebre della madre che scandiva i nomi: Elena Patrizia, Fernando Eldeban, Sebastian, Raul. Lamiere che bruciano, materassi, abiti accatastati alla rinfusa. Truciolato facilmente infiammabile. Quattro bambini dormono e si accendono del fuoco. Stufa o braciere. Little Calcutta capitolina. L'urlo del Sindaco che chiede poteri speciali per gli insediamenti autorizzati si perde nel vuoto, inghiottito dal fumo della baracca.
Da San Lorenzo a Prati, il ritorno in ufficio tra incanto e realtàGli studenti pendolari con i visi stanchi del lunedì mattina si avviano all’università, a frotte aspettano al semaforo con la prima sigaretta della giornata in mano, così diversi nella postura dal militare, bustina in testa, che, composto, si avvia verso la caserma. Ci sono giorni in cui rinuncio volentieri allo scooter o alla metro, preferisco andare in ufficio a piedi...
I gabbiani reali di viale Mazzini e lo stupore della covaSu una terrazza inaccessibile hanno nidificato i gabbiani reali. Non sapevo che Roma fosse l’unica città senza mare in cui è presente questa specie. Gli impiegati dell’ufficio hanno assistito, come fosse una commedia romantica, alla cova nell’attesa che nascesse la prole e poi in un passaparola da una stanza all’altra degli otto piani dell’edificio si è sparsa la notizia: Sono nati! Tre piccoli di gabbiano reale sorvegliati a vista dai genitori che ci guardano dal vetro con occhi aggressivi e becco adunco pronti all’attacco, diventano un momento di stasi, sospeso da una vita quotidiana fatta di carte e di parole inutili,...
Il risveglio a San Lorenzo, il testimone, le scritte sui muri e gli affreschiMi capita sempre di arrivare dopo, dopo la festa, dopo il bicchiere con la cannuccia lasciato lì quando tutto è finito, all’inizio di una domenica di fine gennaio. San Lorenzo si risveglia dei vecchi, i giovani, che hanno animato queste strade, lasciano a loro il testimone. La donna, con il foulard allacciato al collo, potrebbe essere vestita per andare a messa alla chiesa dell’Immacolata e invece con un arnese rovista, con fare meticoloso e pulito, nei cassonetti...
Le allegre e disperate luci di Piazza Navona, il Natale 2009 e il rimpicciolirsi della mela glassataBabbo Natale non esiste, entravo nella piazza con questa frase che mi ronzava in testa e che già mi predisponeva alla malinconia. Come un circo che passa in tournée da una città all’altra puntualmente agli inizi di dicembre arrivano in questa piazza i burattini, le befane appese, le statue del presepe, i dolci, i palloncini che ondeggiano nel freddo pungente...
Gli stupri a Tor Carbone, le ragazze violate e l’illusione di un luogo sicuroErano un po’di giorni che mi ronzava nella testa questo luogo, Tor Carbone, da un mese nelle cronache della capitale e venerdì ho deciso di andarci di persona, proprio il giorno in cui si è diffusa la notizia dell’arresto del presunto stupratore. Come quando ci si prepara ad un viaggio, ho studiato il percorso. Metro A fino a Arco di travertino e poi autobus 765...
Il parco Luneur e lo spettacolo dell'abbandonoCi sono ancora le sedie, i banconi tra i quali ti aggiravi felice, desiderando lo zucchero filato e sperando di tornare a casa con un pesciolino rosso. Le insegne spente ma ancora intatte. La natura a poco a poco prende il sopravvento, fili d’erba dappertutto, alberi rigogliosi. L’unico movimento è dato dall’abbaiare di due cani, a guardia del luogo dimenticato...
Un sabato pomeriggio all'idroscalo di Ostia e la riapertura delle indagini sulla morte di PasoliniE’ stato un avvicinamento lento, come in un pellegrinaggio laico, accompagnati dal rumore del mare, dalle poche persone sulla spiaggia, a leggere, a giocare, a riportare un momento di serenità, a sciogliere il grumo della vita di dentro, e poi l’arrivo qui, in questo luogo nascosto allo sguardo, dove fu ucciso l’ultimo intellettuale della modernità...
Obama al Radisson Hotel di Roma, a via Filippo Turati un sogno ancora impossibile per l'ItaliaMartedì scorso c’era elettricità nell’aria. A Washington era mezzogiorno, in Italia le sei del pomeriggio. Qui a Roma gli americani si sono dati appuntamenti in un hotel, uno di quegli alberghi da grande catena, freddo, asettico, lussuoso, senza storia, messo in posizione distonante con l’ambiente. E’ attaccato alla stazione Termini, luogo che fino a qualche anno fa rappresentava il confine o meglio il margine e che ora ha subito una ristrutturazione, una tirata a lucido di cui fa parte anche questo hotel che svetta alto sopra i binari. Sono salita su, in alto, al settimo piano, con una certa euforia...
Un incontro dopo il temporale al distributore di viale Castro PretorioMentre metteva la benzina ad una persona davanti a me abbiamo iniziato a parlare della pioggia che fino a poco prima era scesa torrenziale su Roma. L’aveva presa tutta, nel tragitto in motorino da Torre Maura a San Lorenzo. Ogni giorno quella strada, sveglia alle 5 e trenta, apertura della pompa alle 6. Da lì, complice l’assenza di altri clienti, quasi un momento di sospensione, è iniziata la conversazione...
Le periferie di Roma, i tamburi d’Africa, l’integrazione, l’uomo nero, il ballerino e l’amicoAbbiamo preso un impegno con Lamine. Per le nove dobbiamo essere davanti al Fiume giallo. Già arrivare è stato un viaggio: metro fino a Eur Palasport e poi il 777 che ci trasporta per le strade larghe e anonime a ridosso dell’Eur fino al Torrino. E’ ancora presto, non c’è traffico e attraversando queste strade dai nomi così esotici ci rendiamo conto di essere sulla buona strada: via dell’Oceano Indiano, via Cina, largo Piazza Tien An Men, viale della Grande Muraglia. Oggi, in questa apparentemente anonima scuola della periferia romana, c’è la festa interculturale...
Da Termini a via della Lungara: tutte le donne in cui mi sono vistaMichaela guardava le vetrine a Termini come una bambina di fronte a meraviglie viste per la prima volta. Sono rimasta a osservarla come in un film in cui io, nascosta tra la folla, cercavo di capire le sue emozioni di fronte a queste luci, a questa abbondanza. Appena pensi alle donne dell’Est ti viene in mente la loro dolcezza, come Helena, ucraina, venti anni, estetista, i suoi occhi sono la malinconia dovuta alla lontananza e allo sradicamento. Ana è stata l’allegria, la positività, i colori e i sapori del Brasile...