Le vacanze, l'estate, l'ozio e il rifugio dell'orizzonte

di Federico Pace — 23 luglio 2012 — 3 commenti

Ora è arrivato il tempo. Qualche giorno d'estate da vivere nell'ozio e nella dimenticanza. Senza impegni o pensieri. Senza promesse o appuntamenti. Solo aspettando che il tempo si prenda il carico dalle nostre spalle e se lo porti per un po'.

Senza alcun rimorso o senso di colpa per le promesse non mantenute, per le cose non fatte o per i progetti lasciati cadere e non portati a compimento. Per i libri non letti, i film non visti e le musiche che qualcuno ci aveva consigliato e che noi abbiamo distrattamente dimenticato.

Qualche giorno d'estate da impiegare così, a occhi chiusi e con le mani infilate nella calda sabbia del tempo. E solo di tanto in tanto, riaprire gli occhi e trovare laggiù il rifugio riposante dell'orizzonte, ampio e grandissimo, come solo in questi giorni riesce a essere.

Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)

Commenti

  1. Scritto da Antonio23 luglio 2012 alle 18:47

    Bella la foto, rende molto bene l'idea...

  2. Scritto da piera23 luglio 2012 alle 21:18

    il poeta francese surrealista Pierre Reverdy scriveva: "ho bisogno di così tanto tempo per non fare niente che non mi rimane tempo per lavorare"

  3. Scritto da Marina25 luglio 2012 alle 17:19

    Guardando questa foto e leggendo queste parole mi e' ritornato in mente knut hamsun... Sono andata a riprendere cosi un suo libro... Eccone un estratto: "Puo' piovere o tirar vento, ma non importa; spesso una piccola gioia puo' impadronirsi di te in un giorno di pioggia, spingendoti a ritirarti in te con la tua felicita'. Allora cerchi di darti un tono; guardi dritto davanti a te, di tanto in tanto sorridi in silenzio e volgi lo sguardo intorno. A cosa pensi? Al vetro trasparente di una finestra, a un raggio di sole che batte sul vetro, alla vista di un ruscello e, forse, a uno,squarcio azzurro fra le nubi. Non serve di piu'".

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