Sua Santità, le carte segrete di Benedetto XVI, la processione del Corpus Domini e quel passo del Vangelo
"Alle sette il Papa è a San Giovanni, per le otto dovrebbe essere qui". Ai turisti che chiedevano informazioni sulla processione del Corpus Domini, gli addetti alla sicurezza presenti nella piazza di Santa Maria Maggiore già dalle cinque del pomeriggio, davano indicazioni come se si trattasse dell’arrivo di una tappa del giro d'Italia. Le previsioni sono risultate sbagliate. Un quarto alle nove, su via Merulana, un uomo in abito scuro, portandosi alla bocca la manica destra della giacca per poter parlare al microfono, comunicava a qualcuno l’ arrivo dell’auto del Papa. Subito dopo il lungo corteo è sfilato, ricordando il passaggio di un capo di Stato.
Qualche anziano romano, diverse suore e preti ma, ad attendere dietro le transenne, c’erano soprattutto molti turisti. Non volevano perdersi l’occasione di assistere a un rito cosi antico. Erano lì fermi impassibili, con la curiosità di chi si sente in un luogo esotico. Intanto dietro la Basilica lentamente si spegneva l’ultimo sole e il cielo a poco a poco prendeva l’aspetto di una sottile lastra di metallo lucido. Pure gli agnostici, gli scettici, e i cinici che si sono trovati a passare a quell’ora non hanno potuto fare meno di volgere lo sguardo verso l’alto e avvertire una presenza cosmica.
"Il sacro ha una funzione educativa e la sua scomparsa inevitabilmente impoverisce la cultura, in particolare la formazione delle nuove generazioni" aveva sentito il bisogno di ricordare Benedetto XVI poco prima, nel corso dell'omelia nella basilica di San Giovanni in Laterano. Che poi aveva pure avuto modo di spiegare che se in nome di una fede secolarizzata venisse abolita questa processione cittadina del Corpus Domini "il profilo spirituale di Roma risulterebbe appiattito e la nostra coscienza personale e comunitaria ne resterebbe indebolita." Con tutto il rispetto verso i fedeli che più tardi poi sono arrivati, portando in una mano un cero acceso, il cielo, cosi siderale, è sembrata la cosa più sacra che c’era ieri sera a piazza Santa Maria Maggiore.
Nel rimarcare la necessita del sacro, è possibile leggerci più che la preoccupazione del Papa per l’inevitabile processo di secolarizzazione che stiamo vivendo, il bisogno di offrire al mondo un'immagine diversa della Chiesa rispetto a quella molto profana di questi giorni, dopo tutti gli intrighi e gli scandali che l’hanno vista coinvolta. E’ sempre così del resto che un potere - temporale o spirituale che sia - quando è difficoltà, si comporta. Provando a ribadire le proprie origini, piuttosto che aprirsi al dialogo, in maniera trasparente, in modo da ritrovare una nuova alleanza. Sarà anche per questo che quando poi la notte è scesa su piazza Santa Maria Maggiore, ho provato una strana sensazione a sentire amplificato al microfono quel passo del Vangelo di Giovanni in cui Gesù avverte: "in verità io vi dico chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna".
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Commenti
Scritto da una che non sopporta le fregnacce — 8 giugno 2012 alle 19:00
ricapitolando. il papa è un poveraccio che rimarca la necessità del sacro perchè "è sempre così del resto che un potere quando è in difficoltà si comporta" invece "di aprirsi al dialogo, in maniera trasparente, in modo da ritrovare una nuova alleanza". nella processione c'erano dei vecchi romani, preti, suore e turisti in cerca di ambientazioni "esotiche". l'unica cosa sacra presente nella processione era "il cielo siderale". ho capito bene? quindi un esponente di quell'europa laica "aperta al dialogo" che si ritrova a grattare il fondo del barile delle sue casseforti e a fare delle altisonanti ambizioni federali e unitarie carta straccia, va facendo le pulci all'unico potere europeo che ha ancora una voce sola a livello mondiale. come direbbe mio padre: le puttane le riconosci perchè dannno della puttana alle altre.
Scritto da luciano marini — 8 giugno 2012 alle 22:51
Gli interessi finanziari e politici della Chiesa di oggi sono molto simili a quelli delle grandi banche e degli istituti finanziari... c'è bisogno di dare dei dettagli? C'è bisogno di fare luce, ancora più di quanto non se ne sia fatta, sulle grandi ricchezze della Chiesa che da sempre si interessa più al Potere che alle anime? Certo è ciascuno di noi ha bisogno di qualcosa di più... ma fa tenerezza lo sguardo ingenuo con cui molti uomini, spaesati davanti all'assurdo delle cose della vita, continuano a guardare alla Chiesa di oggi... resta solo da fare un plauso a quei preti che fanno tutto il loro dovere fino in fondo, nonostante la Chiesa di oggi e i suoi interessi opachi
Scritto da quella di prima — 9 giugno 2012 alle 08:49
sì effettivamente fa "tenerezza" gente che continua a vedere la chiesa come un pugno di pret(in)i "buoni" che fanno il dovere fino in fondo contro e malgrado la stragrande maggioranza di pret(acc)i "cattivi" e rapaci nei piani alti. una visione della realtà alla andersen che denota ancora un fanciullino che col pollice in bocca e l'altra mano ad accarezzarsi l'orecchio ascolta mammina cantargli la ninna nanna.
Scritto da roberto — 9 giugno 2012 alle 09:51
vedo che l'integralismo musulmano ormai ha preso piede anche tra i cattolici!!
Scritto da sempre quella di prima — 9 giugno 2012 alle 13:24
se per "integralismo", si intende "integrare" con uno sputo di senso della realtà l'isteria da fine dei tempi da piagnoni alla girolamo savonarola in versione laica e agnostica, si. se si intende il tentativo di trattenere in seno, con qualunque mezzo, gente che non ha più niente da spartire con il cattolicesimo, no.
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