La riforma del lavoro di Mario Monti e Elsa Fornero e quei pochi passi verso il Quirinale
Sono passate da pochi secondi le quattro del pomeriggio, quando la radio annuncia che Mario Monti e Elsa Fornero sono appena usciti da palazzo Chigi. Vanno al Quirinale a presentare la riforma del lavoro a Giorgio Napolitano. Il lombardo e la piemontese, appena varcata la soglia dell'edificio, devono essersi fermati per un attimo. Proprio a un passo dalla vettura blu che li attendeva, davanti alla pomeridiana luce d'aprile di Roma, devono aver pensato per un solo secondo che forse era il caso di farsela a piedi. Una passeggiata prima di andare a chiudere la questione della riforma del lavoro a colloquio con Napolitano.
Da palazzo Chigi al Quirinale, in fondo, ci vogliono solo pochi minuti. I due, uno alto e compassato e l'altra piccolina e irrequieta come le donne di una volta, ci hanno messo un poco a trovare il passo. Il lombardo ha la falcata più lunga e pare sempre andare da solo, fa fatica a prestare attenzione agli altri. La piemontese, invece, sta attenta a tutto. Si guarda intorno di continuo e si aggiusta il foulard. Dopo qualche tentativo, anche loro, sembrano aver trovato un passo comune.
Sotto Galleria Colonna qualcuno si è voltato per indicarli ma loro sembrano non volersi concedere. Paiono sicuri e tranquilli e vanno diritti. Passano vicino ai tavolini con la gente seduta e il caffè nella tazzina. Qualcuno alza il viso per la sorpresa. I due, spediti, si infilano nella stradina che conduce a piazza Navona. Passano davanti alla vecchia sede dell'Authority dell'Energia e davanti al muso mesto di un cavallo di una “botticcella”.
Poi è successo qualcosa. Forse la folla. Davanti Fontana di Trevi hanno dovuto rallentare il passo. Tutti quei turisti. Il rumore dell'acqua. Le grida di gioia di chi era lì, in quel punto preciso del mondo, dopo averlo sognato a lungo. I rivenditori di ombrellini parasole e le gelaterie. Hanno faticato a passare oltre. Si sono perduti di vista. Solo per un attimo. A uno dei due, o a tutti e due, per un attimo deve essere venuta in mente la scena dell'ultimo film di Moretti. Quella in cui il Papa in pectore, Michel Piccoli, decide di fuggire dallo sproposito del potere che gli stava per essere consegnato.
Vicino a quell'acqua scrosciante, confortati dalla dolcezza della luce pomeridiana e isolati nell'abbraccio accaldato di turisti sconosciuti, a uno dei due, o a tutte e due, deve essere sembrata chiara, almeno per un secondo, la follia in cui si sono impegnati. La illusorietà del termine “riforma del lavoro”. Tutte le parole spese per giustificare la flessibilità in uscita e favorire la possibilità per le imprese di licenziare anche una persona da sola per ragioni economiche. Quelle idee apprese nelle aule universitarie. Le scelte per quell'ideologia economica, liberista o neo-liberista, che pretende di dare delle risposte e invece non ci riesce mai. Tutto quello che hanno detto fino a oggi, tutto quanto, sotto la luce d'aprile, nella solitudine improvvisa, in mezzo alla folla anonima, per un attimo deve aver fatto intuire l'assurdità delle situazione. La falsità delle tesi che hanno sempre difeso. La tentazione di fuggire ciascuno per la propria strada e di abbandonare tutto. Per confessare di avere sempre sbagliato. E liberarsi davvero.
Poi però i due, hanno incrociato di nuovo lo sguardo l'uno dell'altra e si sono ritrovati. L'uno o l'altra, o tutti e due insieme, hanno allungato il braccio verso l'altro e si sono toccate le mani. Un sorriso consolatorio è apparso sui loro volti. Si sono avvicinati. L'istante di rivelazione è sembrato già lontanissimo. Un'occasione mancata. Quel momento di riscatto, è parso già passato e trasformato in un momento di terrore. Si sono concessi ancora qualche secondo di silenzio, e poi, l'uno vicino all'altra, allora hanno ripreso a camminare verso via della Dataria, là dove c'è l'Ansa. E' allora che poi, devono avere intravisto la scalinata che va fino al Colle.
Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
- MEDIA E DEMOCRAZIA: L'irruzione del conflitto nella televisione
- VIDEO E REALTA': guarda il video di Maurizio Landini a Che tempo che fa
- DISEGUAGLIANZE: i redditi e gli stipendi dei ministri e lo spread della busta paga
- INCHIESTE E EPISTOLE: i privilegi del potere e la lettera di Gianni Letta
- VENTI ANNI DI MANI PULITE: le lacrime di Di Pietro e la Restaurazione
- IMPRENDITORI D'ITALIA: la barba di Marchionne e le condizioni dell'Italia
- RIFORMA DELLE PENSIONI E PIETAS: le lacrime di Elsa Fornero
- LA MANOVRA DI MONTI: i tecnici e le condizioni per salvare l'Italia
- MONTI DA VESPA: il primo ministro a Porta a Porta e il cerimoniere inopportuno
- IL NUOVO GOVERNO: la lista dei ministri, lo spread e i compiti dell'Europa
- MARIO MONTI: le consultazioni e i tecnici al tempo della povertà
- TELEVISIONE: Santoro, la citazione di Mediaset e la partita più importante
- MEDIA E POLITICA: il ritorno di Servizio Pubblico e il ruolo della Rai
- SOCIETA' E TV: Fiorello e la banalità dell'intrattenitore
- LE DIMISSIONI DI B.: la fine di un'era, la vergogna e il sollievo
- LA STORIA E LA CRONACA: li ricorderemo come gli "Anni di Ruby"
- GOVERNO MONTI: la corruzione della politica, il governo dei tecnici e il bisturi
- REPORTAGE: gli indignati a Santa Croce a Roma e una conversazione notturna
- BERLUSCONI E LA STORIA: li ricorderemo come gli "Anni di Ruby"
- IL NUBIFRAGIO E ALEMANNO: la calamità naturale e i politici premoderni
- ACCADIMENTI IMPREVEDIBILI: il nubifragio a Roma e la solitudine dei palombari
- 5 NOVEMBRE A SAN GIOVANNI: il discorso di Bersani e le persone
- MANIFESTAZIONE 5 NOVEMBRE: l'attesa, la ricostruzione e il cambiamento
- SOUVENIR ITALIANI: dal cd di Apicella e B. all'idea di Storace sui traditori
- TV E SOCIETA': Santoro-Servizio Pubblico e il destino della Rai
- EPISTOLE DALL'HASSLER: la lettera dei frondisti
- LETTERE: Berlusconi scrive alla Bce
- 15 OTTOBRE 2011: i pacifici, gli incappucciati e il male
- 15 OTTOBRE 2011: piazza San Giovanni il giorno dopo
- 15 OTTOBRE 2011: gli scontri da lontano e lo spaesamento incredulo
- 15 OTTOBRE 2011: la manifestazione, gli indignati e la boria dei governanti
- STAMPA INTERNAZIONALE: le domande del New York Times sul 15 ottobre a Roma
- STAMPA INTERNAZIONALE: il Financial Times e la disperazione di Berlusconi
- DAVANTI AI PALAZZI: gli indignati tra Banca d'Italia e palazzo delle Esposizioni
- DISCORSO ALLA CAMERA: le parole di Berlusconi e gli sbadigli macilenti di Bossi
- FIDUCIA E GOVERNO: il caldo improvviso e i tuareg di Berlusconi
- IL CONDONO: il decreto sviluppo e l'Italia derubata
- BERLUSCONI E LA MERKEL: l'offesa indicibile e gli imbarazzi diplomatici
- NAPOLITANO E LA PADANIA: quel che pensa il Presidente
- POLITICA E VOLGARITA': Berlusconi e la barzelletta sulla mela
- BERLUSCONI E GHEDDAFI: il diario segreto del cameriere di palazzo Grazioli
- NOMI E PARTITI: Forza Gnocca e la provincializzazione delle città
- VOTI E MISTERI: la manovra al Senato e l'apparizione di Dell'Utri
- SFIDUCIA E MONTECITORIO: Romano e la Sicilia come metafora
- LE ESCORT A PALAZZO GRAZIOLI: quello che B. sapeva e le prime scritte sui muri
- POTERE E RESIDENZE: palazzo Grazioli come il Castello di Kafka
Questo articolo è archiviato nelle categorie Politiche, Riforma del lavoro, Elsa fornero, Mario monti, Quirinale, Palazzo chigi, Fontana di trevi e Via della dataria. Puoi lasciare un commento e seguire i commenti a questo articolo sottoscrivendo il Feed RSS.

Scrivi un commento