La manifestazione Salvaciclisti di sabato 28 Aprile in via dei Fori Imperiali nel ricordo di Eva Bohdalova
L’appuntamento è per domani, sabato 28 Aprile alle ore 15 in via dei Fori Imperiali. In bicicletta naturalmente. C’è grande attesa per la manifestazione Salvaiciclisti, che si terrà a Roma - in contemporanea con Londra, la città appunto dove il Times ha ideato l’iniziativa “Cities fit to cycling”, città a misura di bicicletta - in nome della sicurezza stradale per chi usa la bici in città. E non è un caso che la manifestazione qui da noi prenda il via proprio dai Fori Imperiali, un luogo ideale per andare in bicicletta ma solo la domenica purtroppo. Perché gli altri giorni è soffocata dal traffico e dove nell'Ottobre del 2009 è morta Eva Bohdalova, la ciclista uccisa da un taxi mentre tornava a casa.
Nelle nostre città muiono ogni anno mille persone, tra ciclisti e pedoni, investite da auto, un quarto del totale dei morti per incidenti stradali. Le ciclabili di Milano, Roma, Napoli e Firenze assieme non raggiungono quelle di Monaco. Bastano questi pochi dati per capire che, tranne rare eccezioni, non siamo un paese per ciclisti. Ma il problema non può essere risolto soltanto attraverso le ciclabili. Una maggiore incremento nell’utilizzo delle due ruote si potrà avere solo se la riduzione della velocità nelle strade urbane sarà concepito come un gesto di civiltà, una conquista come è stato per il divieto di fumare nei luoghi pubblici. E’ questo, non a caso, è uno dei punti del manifesto della manifestazione di domani che avanza richieste ben precise tra cui, appunto, strade dove la velocità massima sia di 30km/h, simile a quella in vigore, per esempio, nella maggior parte delle metropoli americane.
Basta privarsi dell’auto per due settimane che improvvisamente, quando le rivedi sfilare in città, ti si rivelano per quello che sono: mezzi obsoleti. Non molto diversi dalle carrozze con cocchiere che caratterizzavano le strade delle città dell’Ottocento. Tutto quest’acciaio e questa volontà di potenza, neanche tanto camuffata negli spot pubblicitari, appaiono ogni giorno che passa sempre più patetici proprio a causa di quel modello di modernità superata di cui sono il simbolo. Nei loro movimenti parossistici nel traffico, infatti, le auto ti ricordano le sequenze dei film muti. E vorrà dire pure qualcosa se la bicicletta, questo mezzo così leggero e sociale, di contro ti appare provenire da una civiltà del futuro.
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