Motorini, moto e minicar divieto di circolazione a Roma, la neve, il ghiaccio, le scelte di Alemanno e il rischio di scivolare
Ai semafori non c'è il solito nugolo di motorini schierato davanti a tutte le vetture. Le automobili paiono quasi solitarie a fare i conti con l'alternarsi del verde, dell'arancio e del rosso. Le due ruote, legate con le catene ai pali della luce, stanno ferme davanti ai portoni a prendere il sole, mentre i loro padroni si sono avviati a piedi, o con l'auto, verso il lavoro. Sì, anche oggi, lunedì 13 febbraio i motorini e le moto non potranno circolare per Roma. Gianni Alemanno, il sindaco che ha perso molti dei suoi consensi per colpa di troppe scelte infelici, ha deciso che non possono muoversi. Anche se c'è il sole. Il rischio del ghiaccio, dice il sindaco, è ancora troppo alto. Per tutta la giornata, dal mattino fino a sera (leggi l'ordinanza sul divieto di circolazione delle moto).
Il sole scalda pian piano l'aria. Il cielo è azzurro come può esserlo quasi solo a Roma nelle giornate limpide. Ma anche le minicar non possono circolare. La città, quasi risorta dal gelo della neve, senza le due ruote e senza le piccole vetture colorate, appare diversa, quasi più antica. Se non fosse per i pochi che invece, bardati come automi decisi a tutto, continuano a sfrecciare a bordo di due ruote comode, abbombate e quasi espanse a livello di piccole vetture scoperte.
Anche in questi giorni di freddo, c'è chi come Marco Lodoli pensa che il motorino a Roma non sia solo il miglior mezzo possibile di trasporto, ma anche addirittura una sorta di ricreazione gioiosa. Il simbolo della leggerezza di Roma e della sua "adolescenza perenne" (leggi l'articolo).
Nell'ordinanza numero 47 il sindaco scrive che “al fine di prevenire pericoli alla pubblica incolumità e garantire la sicurezza stradale, si ritiene necessario adottare ulteriori disposizioni per la circolazione di motoveicoli, ciclomotori e quadricicli leggeri”.
Il sindaco ha preferito starsene anche questa volta arroccato nella sua rabbiosa tensione contro tutti quelli che non sono se stesso. Ieri ha fatto ancora provocatoriamente cenno alla polemica con la Protezione civile e ha tenuto a ribardire che «Ci sono ancora delle previsioni incerte, dobbiamo dirlo con chiarezza, ci sono interpretazioni in qualche modo confuse. Lunedì mattina rischia di esserci un gelo molto forte, un abbassamento delle temperatura che aprirà un rischio ghiaccio diffuso in tutta la città».
Il rischio delle gelate e delle scivolate, dunque, sembra averlo spinto all'ennesima decisione, discussa e discutibile, mentre le strade, a dire il vero, appaiono sgombre. Non si può dire cosa stia succedendo davvero in tutta la città, sulle salite e le discese, nei piccoli vicoli e lungo i grandi viali là dove si nasconondono l'ombra e il freddo. La sensazione però è che, ancora una volta, di fronte alla complicata arte di prendere una decisione e fare una scelta, sia stato proprio Alemanno a “scivolare” una volta di più.
Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
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Commenti
Scritto da Guido La Moto — 13 febbraio 2012 alle 11:43
Mi sembra una decisione assurda, poi fino alle 24, dal punto di vista della sicurezza potevo capire (con difficoltà) il divieto fino alle 12, ma fino alle 24 è assurdo, l'altra settimana ci sono stati dei giorni nei quali la circolazione era consentita e c'era molto più ghiaccio.
Molti pensando male si chiedono se questo divieto serva soprattutto a far cassa: si sa, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina.
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