Celentano a Sanremo 2012, l'attacco all'Avvenire e Famiglia Cristiana, la giuria demoscopica e l'oracolo di Adrianopoli

15 febbraio 2012 — 4 commenti

Per cinquanta minuti ieri sera gli italiani si sono fermati alle porte della città oracolare di Adrianopoli. Da lontano si sono viste esplosioni, gente caduta in terra e scene apocalittiche. Dalla remota città sono arrivate le parole dello sciamano naif. Adriano Celentano (a Sanremo) è arrivato con i suoi cappotti da soldato caucasico, da sopravvissuto a guerre nucleari. Quello che una volta era solo un cantante, ha incantato, ancora una volta, gli italiani che stavano immobili sulla steppa rassicurante dei propri tappeti (guarda il video di Celentano a Sanremo 2012 contro la Chiesa).

Pantafole ai piedi, telecomando sotto le dita, hanno guardato ipnotizzati tutto quello che avveniva senza quasi riuscire a fare alcunché. Immobili e sedotti dall'anziano cantore che se la prendeva con la Chiesa e i suoi giornali, Avvenire e Famiglia Cristiana, che non parlano più del Paradiso, ma solo di politica, testate che non dicono qualcosa su quello che ci attende dopo la morte, l'unica cosa che interessa davvero tutti perché a morire non ci sta proprio nessuno.

I cinquanta minuti sono sembrati infiniti. L'immagine dell'Italia affidata al corpo scalzo della Canalis, secondo una oleografia molto congeniale all'immaginario dell'ex presidente del Consiglio. Il battibecco con Pupo in merito alle altezze, la lettura di vocabolari e Costituzione da parte dell'appennico Rocco Papaleo, le ardite dichiarazioni di Gianni Morandi contro la Consulta che ha bocciato i referendum sulla legge elettorale tradendo così il volere del popolo sovrano.

Alla fine però, persino lo sciamano naif è scomparso dietro la porta della pubblicità. Il miraggio di Adrianopoli si è dissolto. Nel chiuso delle loro abitazioni smunte, davanti ai problemi della giuria demoscopica e all'annullamento della gara dei cantanti, gli italiani sono lentamente risaliti sui pullman immaginari che sostavano a un passo dai tavoli nei loro saloni e hanno intrapreso il mesto ritorno al quotidiano, dopo l'illusorio pellegrinaggio nella città oracolare di Adrianopoli.

Commenti

  1. Scritto da pennetta pietro15 febbraio 2012 alle 16:19

    Sono indignato del programma del festival di Sanremo mi aspettavo buona musica e un programma sereno come succedeva nei tempi passati. ho 87 anni di cui 60 anni che pago il canone rai e non mi è piaciuto sentire il monologo in cui si attacca il Vaticano senza il rispetto per chi la pensa diversamente. Chiedo che venga fatta un'indagine se è vero che ci sono state 14.00.000 di persone che hanno condiviso quello detto. Saluti

  2. Scritto da loredana15 febbraio 2012 alle 16:26

    ho visto sanremo e posso dire che le cose dette da Celentano le condivido appieno ma non era quello il luogo per dirle in quanto da sempre lo spettacolo non deve essere usato per portare avanti idee personali che non tutti condividono e che quindi da buona cristiana mi domanderei ,a cosa serve offendere chi non la pensa come noi e quale vantaggio ne trarrebbe il Vaticano da una così dura critica senza possibilità di replica? Distinti saluti

  3. Scritto da luciano15 febbraio 2012 alle 17:57

    Celentano non c'è più con la testa? forse è vero, ma cosa dire della Rai che fa il pesce in barile, lascia fare, dice e non dice, confessa e sconfessa, pur di avere un bel pubblico da vendere alla pubblicità... e la Chiesa? Dai su, con le sue interferenze, i suoi affari da difendere, l'Ici da non pagare e con tutte le sue pratiche "secolari"... ormai si è allontanata davvero dalle parole di Cristo più di quanto forse persino Celentano pensa e dice...

  4. Scritto da danilo16 febbraio 2012 alle 10:17

    era tutto pilotato con lo scopo di fare alzare gli ascolti. Celentano ormai è solo una marionetta

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