Rutelli alle Maldive con Schifani e Casini, l'indignazione populista del Corriere della Sera e la banalità delle vacanze dei leader politici
Francesco Rutelli, Pier Ferdinando Casini, Stefania Craxi e Roberto Schifani hanno trascorso le loro vacanze natalizie in una delle tante isolette delle Maldive. Giorni e sere in uno di quei resort costruiti sugli atolli frequentati così spesso dagli occidentali in fuga, sempre momentanea, dallo stress delle loro vite quotidiane sempre trascorse, ossessivamente, a cercare di mantenere un briciolo di potere e un granello di visibilità. In particolare, sembra, che i noti personaggi, si siano ritrovati nell'isolotto di Madhiriguraidhoo nell'atollo di Lhaviyani.
A darne notizia sui media nazionali è stato il Corriere della Sera, con un tono misto tra lo scanzonato e l'indignato, facendo dire a una turista definita “normale”, chissà se vera o fittizia, quel che vuole dire il giornalista ma che invece non vuole dichiarare in maniera esplicita a proprio nome (“Molte famiglie come la mia - dice una delle turiste normali, appena rientrata dall'identica vacanza - questa volta hanno provato una certa indignazione: come si fa a chiedere ai pensionati di tirare la cinghia e poi farsi vedere alle Maldive, sistemati non nelle camere di noi comuni mortali ma nelle suite più da urlo dell'isola?”) per poi proseguire che “come è ovvio, le vacanze in un bel posto non sono mica un reato”. I cerchiobottisti, quelli che si danno da fare per dire una cosa e il contrario della cosa nello stesso spazio, così per non dispiacere nessuno, sono una specie molto diffusa.
Ovviamente non c'erano solo i politici. In quegli stessi luoghi, negli stessi giorni, c'erano calciatori, ex o quasi ex (Francesco Totti con la moglie Ilary e figli, Christian Panucci, Gianluca Pessotto) e imprenditori dello spettacolo con il desiderio di diventare ancor più famosi grazie alla presidenza di un club di calcio (Aurelio De Laurentiis). Il giornalista fa molta attenzione a spiegare che i politici sono quelli che più di tutti hanno spesso: almeno cinque volte quello che ha speso un calciatore. Contro i politici è molto più semplice e popolare schierarsi. Contro i calciatori è meglio stare attenti, i tifosi sono molti di più e dietro a ogni angolo.
Il Corriere della Sera dice insomma che, al di là del diritto di ciascuno di scegliere la propria meta, forse “non era il caso”. Ma è davvero tutto qui il problema? E' davvero tutto qui il cuore della questione sollevata? E' solo l'ennesima micro-battaglia del Corriere della Sera, assente ai tempi di Silvio Berlusoni e così presente ad attaccare la Casta ai tempi di Prodi e Monti? Forse questa colonizzazione invernale, reiterata ormai da molti anni, evocata e sognata, di questi luoghi così remoti a molti, e la scontata indignazione del giornalista, sono le due facce della stessa medaglia, i due aspetti che confessano e svelano, allo stesso tempo, la banalità e l'impalpabilità culturale e più profonda di una classe politica e giornalistica ormai capace di assomigliare ai cittadini solo nella propria insipienza.
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Commenti
Scritto da mike — 11 gennaio 2012 alle 11:17
Ma ci restassero alle Maldive...sono andati ad inquinare anche quelle belle isolette...venite venite a chiedere il voto alle prossime elezioni!!! per quanto mi riguarda queste belle facce possono restarsene a vita alle Maldive sicuramente farebbero meno danni qua in Italia!! Vergognatevi!!
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