Lo spot razzista di Trenitalia, i Frecciarossa, la famiglia di colore, il manager e i viaggi in classe standard
Trenitalia incappa in uno spot dal sapore vagamente discriminatorio. Niente di straordinario sotto il cielo. Cose tipiche d'Italia, dove le dichiarazioni razziste della Lega vengono ancora commentate come semplici battute ironiche. Nulla di cui scandalizzarsi. Il video inizia con la scritta “Quattro nuovi modi di viaggiare” ma non c'è nulla di nuovo in questo spot che svela il modo di pensare di alcuni pubblicitari, dei top manager di Trenitalia e di una parte cospicua degli italiani. I modi innovativi pensati per viaggiare sarebbero Standard, Premium, Business e Executive (guarda il nuovo video di Trenitalia sui Frecciarossa).
Per ciascuna di queste modalità impalpabili, di queste categorie da pagare a caro prezzo, ci sono delle scenette in cui vengono svelati e confessati tutti gli stereotipi possibili: i sorrisi dei manager impegnati a prendere decisioni inderogabili e a sorseggiare bibite esotiche, gli sguardi complici delle coppie in viaggio di turismo e le famiglie sempre caratterizzate da una affabilità e un calore irreali. E poi, sopra a ogni cosa, la pulizia tipica degli spazi virtuali delle pubblicità e lo splendore delle vetture così come non si trovano mai nella concreta realtà.
Il video pubblicitario è banale e scontato come sono la gran parte delle pubblicità. Ma il video è stato accusato anche di esser razzista perché nelle scene che ritraggono la gente che viaggia nella classe “standard”, di fatto l'ultima classe, si riconoscono tre persone di colore: un padre, una madre e una figlioletta (guarda il fotogramma). O almeno si riconoscevano nella versione dello spot prima che Trenitalia ci rimettesse mano.
Le critiche sono state tantissime. Così Trenitalia avrebbe leggermente cambiato il video. Almeno a quanto si legge. Dalla classe standard sarebbe scomparsa la famigliola “colored”. Tutto rimosso, tutto a posto. Almeno a quanto devono avere pensato ai piani alti di Trenitalia. Il giovane padre di colore, che prima teneva tra le braccia la sua piccola figlia, ora è un manager che digita tasti sul suo portatile nelle scene della classe Executive nel bel mezzo di una riunione in una sala meeting ferroviaria.
La cosa più paradossale di tutte, comunque, è che si viene a sapere che chi viaggia nella classe Standard non può avere accesso al bar. Si dice che le porte sono sigillate durante il viaggio e che è quindi impossibile uscire e entrare. E questo, secondo Trenitalia, è un modo di viaggiare “standard”? Nella nuova immagine illustrativa della classe Standard riprodotta sul sito di Trenitalia, la stessa dove prima c'era la famiglia colored, ora non c'è più nessuno (guarda la pagina web di Trenitalia), solo qualche mesto sedile vuoto. Probabilmente non è solo l'imbarazzata scelta per evitare un'altra gaffe.
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