Servizio Pubblico di Michele Santoro, le ferrovie dello Stato e la situazione della classe dirigente in Italia

di Antonio Carbone — 23 dicembre 2011 — 2 commenti

L’ultima puntata di Servizio Pubblico, condotta da Michele Santoro, è cominciata con un pezzo di grande televisione. Il reportage di Stefano Maria Bianchi sui treni su cui ogni notte la gente si sposta dal Sud al Nord, ci ha riportati indietro ai tempi di Viaggio in seconda classe di Nanni Loy. E perché no, ha rievocato persino certe atmosfere di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti.

C’è da dire che il treno in Italia da sempre rappresenta un genere narrativo. Oltre ai già citati, esiste un’ampia iconografia sull’argomento. E’ sufficiente infatti, ieri come oggi, infilare la testa in un corridoio di un treno per toccare con mano la carne e il sangue vivo dell’Italia. Quasi come se la telecamera fosse un ago e i treni, appunto, una delle tante vene che scorrono sotto pelle lungo il corpo del nostro Paese.

Da questa punto di vista la tratta Roma-Milano - quella che è il fiore all’occhiello delle Ferrovie dello Stato e che fa appetito anche agli altri, tra cui la nuova società NTV di Montezemolo e Della Valle - rappresenta un’altra cosa. Tanta la diversità del materiale, sia fisico che umano. Chiunque ne  abbia fatto esperienza ha potuto fare il confronto. Sono due Italie che viaggiano parallele spesso senza mai incontrarsi.

Se nei treni notturni passa il sangue, in quelli diurni veloci e puliti, la linfa. Tra le cui finalità, come si impara già scuola alle medie, c’è quella della sorveglianza immunologica. E allora proprio in quanto sintomo dello stato di salute del corpo, analogo riguardo andrebbe posto all’umanità che viaggia e si incontra su questi treni. Chissà quante cose potremmo apprendere da uno Specchio segreto su un Frecciarossa. E’ probabile infatti che solo con la telecamera e i microfoni nascosti saremmo in grado di delineare, in maniera più verosimile possibile, la situazione della classe dirigente in Italia, degno di un saggio alla Engels.       

Commenti

  1. Scritto da benedetto tito di salvo 7 gennaio 2012 alle 19:58

    Caro Santoro,complimenti per il suo "servizio pubblico"e complimenti vivissimi per il contenuto dell'ultima puntata.L'unica trasmissione la sua a trattare la gravissima situazione dei trasporti nel sud.Sono un medico ospedaliero in pensione da circa quattro anni.Mi sono trasferito in calabria circa venti anni addietro essendo anche originario di ROSSANO (COSENZA) e pensando ingenuamente che la globalizzazione e l'evoluzione dei tempi arrivasse prima o poi anche al sud Italia.
    La decisione delle ferrovie dello stato di sopprimere l'unico treno a lunga percorrenza che collegava grossi centri della costa ionica cosentina al Nord rende ancora piu' disastrosa la realta'delle comunicazioni in queste zone alludo al CROTONE-MILANO e viceversa.Il diritto alla mobilita' dei cittadini e'negato dallo stato.Alcune tratte come giustamente si faceva notare nella sua trasmissione hanno una funzione sociale e nessuna esigenza di bilancio puo' giustificare la decisione di sopprimerle.Un grazie di cuore a nome di tutti i calabresi.BENEDETTO TITO DI SALVO.E-MAIL titodisa@live.it

  2. Scritto da marco grazioli20 gennaio 2012 alle 14:35

    .......E meno male che l'ingegner MORETTI proviene dal sindacato C.G.L.che dovrebbe perorare la causa del pubblico e non del libero mercato selvaggio......con tutti gli incarichi che ha ,la dice lunga......

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