San Lorenzo, le madonnine e i sei babbi Natale nel cortile
Le dieci di mattina, una domenica a San Lorenzo, l’ultimo giorno del lungo ponte dell’Immacolata, una ricorrenza speciale per il quartiere, con la sua chiesa omonima e le tante madonnine all’ingresso dei palazzi. Dalle finestre entra una musica nelle case, sveglia i giovani, perché gli anziani e i bambini a quest’ora già sono in piedi. Tra le piante dei cortili condominiali spuntano non elfi e folletti, ma, loro affini, sei Babbi Natale.
Suonano le canzoni delle feste, guardano in alto verso i balconi, salutano, corrono a prendere le monetine offerte con un lancio, ringraziano. Una bambina, scesa in fretta dalla sua scala accompagnata dal papà, li segue negli spostamenti tra le panchine e le aiuole. Penso a quanto possa sentirsi felice, che spettacolo meraviglioso debba essere questo per lei, tanta magia tutta insieme.
Poi la musica si arresta e i sei personaggi in tuta bianca e rossa si apprestano a dirigersi verso un altro cortile. «Aspettate!», grida una vecchina da una finestra, e tira la sua moneta. «E mò dovete suonà “Tanti auguri”». Niente di più facile per i Babbi. «Tanti auguri a te, tanti auguri a te» e infine grazie, ciao.
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