La riforma delle pensioni di Mario Monti da Vespa a Porta a Porta, l'Ici e il cerimoniere inopportuno

2 dicembre 2011

Cosi come si sta delineando nel corso di questi ultimi giorni, il pacchetto allo studio del governo presieduto da Monti, dovrebbe contenere interventi molti pesanti che riguardano le tasse, la reintroduzione dell'Ici, la riforma delle pensioni e persino l’aumento dell'Iva. Questioni, quindi, non da poco che coinvolgono tutti gli italiani.

Si parla di passare al sistema contribuitvo anche chi oggi ha il sistema retributivo. Si parla di andare in pensione più tardi. Non basteranno più 40 anni di contributi. Ma ne serviranno di più. Scopriremo nei giorni che verranno quanti saranno. Di certo, a pagare saranno sicuramente i semplici cittadini che sono in attesa di lasciare il lavoro dopo una vita passata a faticare. 

Per questo il fatto che Monti andrà martedì sera proprio a  "Porta a porta" a presentare la manovra economica  non è una scelta che può passare inosservata. E giustamente non appena la notizia si  è diffusa è scoppiata la polemica anche se in parte attenuata dal fatto che da Vespa ci andrà solo il giorno dopo averlo fatto  in Parlamento e non prima come sembrava. Ma, in ogni caso, a parte la tempistica, è opportuna quella sede? Lo stesso studio televisivo dove in un passato neppure tanto lontano, Silvio Berlusconi ha firmato il famoso patto con gli Italiani, poi completamente disatteso? E che dire della puntata in cui invitò Vespa ad annusare l'odore di santità, porgendogli la mano? Questo vasto repertorio di mediocrità non crea nessun imbarazzo all’attuale presidente del Consiglio che sta cercando in tutti i modi di dare un segno di sobrietà?

E’ vero, dal gennaio 1996, quando andò in onda la prima puntata del programma, nessun premier in carica ha mai saltato questo appuntamento televisivo. Tra interventi programmatici, duelli tra candidati e show extra istituzionali, i presidenti del Consiglio della Seconda Repubblica hanno sempre risposto positivamente all'invito di Bruno Vespa. Ma la partecipazione a cui si appresta Mario Monti  martedì sera  non può essere rubricata alla voce: prime uscite del Premier in televisione. Questo lo capisce anche l’uomo della strada.

Visto il momento che stiamo vivendo con la responsabilità a cui l’Italia è chiamata, non sarebbe giusto dare un segnale di discontinuità anche a partire da queste scelte che sono tutt’altro che una questione di pura formalità? In altri termini: si può chiedere alla gente che ha lavorato quaranta anni di continuarlo a fare per ancora qualche anno per il bene del Paese, stando seduti in poltrona in quel salotto finto con sempre lui, Bruno Vespa, a fare da cerimoniere?   

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