L'albero di Natale di piazza Venezia, la reazione di Alemanno e il precedente della statua del Papa
E’ durato poco più di 12 ore l’albero che avrebbe dovuto celebrare il Natale e i 150 anni di unità d'Italia a piazza Venezia. Installato ieri mattina e stato rimosso in serata. Era stato presentato come un albero ecologico, patriottico e elegantemente neoclassico. Un cono di cartapesta con fregi in rilievo quasi a richiamare il marmo bianco dell'Altare della Patria proprio lì di fronte. Niente festoni e ghirlande ma solo un sobrio tricolore. Insomma un albero insolito, postmoderno, quasi di design. Che ha stupito tutti. Sindaco in testa.
E così dopo la statua del papa, l’albero di natale. Questa volta però il sindaco Alemanno è stato più tempestivo. Non ha ritenuto necessario istituire una commissione di esperti per valutare l’opera. Si è assunto la responsabilità personalmente di farlo rimuovere sulla base del fatto che lui preferisce gli alberi tradizionali. Si può essere innovativi su molte altre questioni - vedi il Gran Premio immaginato all’Eur - ma non scherziamo con l'albero di Natale. Non c’è passione futurista che tenga.
Alessandro Cardito, portavoce dell'azienda campana che ha realizzato l'abete, intervistato da Repubblica ha detto che gli è sembrato strano che il sindaco fosse all’oscuro di tutto. “A settembre abbiamo mandato bozzetti, disegni e persino abbiamo illustrato al suo staff alcune simulazioni” ha precisato. Bozzetti e disegni. Più o meno così si difese anche lo scultore che ha realizzato la discussa statua del Papa a piazza dei Cinquecento. Sulla quale però, a quanta pare, non si è ancora intervenuto nonostante la commissione abbia concluso i lavori da tempo fornendo dettagliate indicazioni delle modifiche da apportare.
In ogni caso va dato atto al Sindaco non solo della velocità con cui è intervenuto ma anche della brillante soluzione: "la sostituzione dell'albero di Natale di Piazza Venezia sarà a carico di chi ha sbagliato nel fare una realizzazione inadeguata rispetto a quanto stabilito" ci ha tenuto a spiegare, sorvolando sui bozzetti e i disegni visti in passato. "E lì verrà collocato un albero normale che arriverà oggi stesso" infine ha concluso. Preoccupandosi pure di pensare alla nuova collocazione dell’albero poco gradito, per non buttarlo. "Pensiamo possa essere ricollocato in zona Eur in modo da non sprecarlo" ha chiarito, senza porsi il problema di chi in quel quartiere all’Eur ci vive e che magari condivide la sua stessa visione del Natale. Assolutamente classico e tradizionale. Panettone e non pandoro. E che quindi avrebbe preferito un abete piuttosto che un cono di cartapesta davanti al salone delle Fontane.
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Commenti
Scritto da renzo — 7 dicembre 2011 alle 18:16
alemanno riesce nell'impresa di sbagliare quasi tutto quello che fa... e' proprio inadeguato al ruolo di sindaco
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