Il solstizio d'inverno, il giorno più corto dell'anno e la vacanza utopistica di interminabili giornate di sole
E' nel pieno di questo freddo dicembre, di queste giornate con i tramonti alle quattro del pomeriggio, che comincia a intravedersi il puntino luminoso di una luce crescente. Il solstizio d'inverno arriva questa notte, quando sarà già domani e quasi giorno. Saranno le cinque del mattino del 22 dicembre e nel nostro sonno crederemo di essere ancora, senza esserlo più, nel 21 dicembre.
Toccheremo, in quell'istante, quando saremo assenti a noi stessi, il nostro piccolo abisso invernale. Da qui, da questo abisso, comincerà la nostra risalita. Comincerà l'inverno, ma sarà come essersi dati, al pari di nuotatori di profondità, un colpo con la punta dei piedi. Da qui in poi, ogni giorno acquisiremo qualche istante di luce in più. Nove ore e sette minuti, il 22 dicembre. Il 25 dicembre, un minuto in più. Il 31 dicembre ne avremo altri tre in più. Quasi ci si appassiona ai bollettini del meteo per scoprire che l'8 gennaio, il sole sorgerà alle 7 e 37 e tramonterà alle 16 e 55, in tutto saranno nove ore e 18 minuti di luce.
La Terra, da questa notte, comincerà a piegarsi e a esporre un maggiore porzione di sé nel viaggio lunghissimo che compirà intorno al pianeta luminosissimo. Il sole rimarrà sopra il nostro orizzonte per un tempo che sarà sempre maggiore. E seppure sentiremo sempre più freddo, resteremo più tempo a guardare il limite del mondo dove la luce si piega.
Oggi, proprio in questo abisso di luce, pare di capire quel che provano le genti del Nord, cosa si agita negli animi di quelli che vivono oltre i paralleli del gelo. Pare di sentire più forte quel loro anelito per la luce. Un anelito che pare rimandare a uno struggimento per una privazione di qualcosa di più complesso e prezioso, se mai possa esserci qualcosa di più complesso e prezioso della luce.
Lassù, in Svezia, alle dimore estive vengono dati per lo più nomi dedicati alle divinità femminili dell’estate. Orvar Löfgren ha scritto che questi nomi sono una «sorta di invocazione magica a una vacanza utopistica di interminabili giornate di sole». Mai come questa notte, nel nostro abisso notturno, ci sembrerà di comprendere il fascino di quei nomi e la forza di quella invocazione magica.
Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
- TEMPI E LUCI: le stagioni dell'anno sul sito della Nasa
- ORVAR LOFGREN: On Holiday: A History of Vacationing
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