I libri più belli del 2011, la lista di quelli da leggere, gli incipit da Philip Roth a Alice Munro, da Andre Dubus a Dag Solstad

di Federico Pace — 22 dicembre 2011 — 1 commenti

Ecco la lista dei libri più belli e interessanti di letteratura straniera che sono stati pubblicati nel 2011 nella nostra lingua dalle case editrici. E' una lista soggettiva, come sono soggettive tutte le liste in cui si esprime una preferenza. Sono libri a cui però fa bene prestare attenzione. In alcuni casi si tratta di esordi e in altri di ritorni di edizioni in italiano. Gli autori arrivano dal Perù o dagli Stati Uniti. Dalla Norvegia e dal Canada. Dalla Svezia e dall'Argentina. I libri sono stati scelti per la qualità della scrittura, per la forza delle immagini evocate e per la natura dei quesiti che gli autori e le autrici, con le loro parole, pongono a se stessi e ai lettori.

1.VOCI DALLA LUNA, ANDRE DUBUS (Mattioli 1885). Dubus è uno scrittore americano di racconti capace come pochissimi di restituire il pulsare della vita quotidiana e la forza irrequieta dei sogni e delle idee che, negli stessi istanti, si agitano dentro ciascuno di noi. Quella di questo libro è la storia di un giorno qualunque di una famiglia americana qualunque. Dal mattino alla sera. L'incipit: “E' colpa del divorzio, aveva detto il padre la sera prima. Queste furono le prime parole che Richie Stowe ricordò quella mattina d'estate quando si svegliò, dieci minuti prima delle sei e quarantacinque programmate sulla radiosveglia. Non gli giunsero come un vero e proprio ricordo, nemmeno come qualcosa di pronunciato nell'arco della sera precedente, piuttosto come come tutte quelle parole che così spesso, nei suoi dodici anni di vita, erano sembrate attenderlo, sospeso sopra il suo viso addormentato – così che, non appena apriva gli occhi, le vedeva – una sorta di striscione appeso sopra di lui, a predirgli il giorno: oggi test di matematica, Howie verrà a prenderti dopo scuola... è colpa del divorzio. Guarda la scheda di Voci dalla Luna di Andre Dubus.

2.I RICORDI MI GUARDANO, TOMAS TRANSTROMER (Iperborea). Transtromer ha vinto quest'anno il Nobel per la letteratura per le sue poesie. In queste insolite pagine in prosa presenta se stesso e la sua vita con la stessa forza evocativa delle liriche. L'incipit: “La mia vita. Quando penso a queste parole mi vedo davanti una scia di luce. Guardando più da vicino, la scia di luce ha la forma di una cometa, con una testa e una coda. L'estremità più luminosa, la testa, è l'infanzia e l'adolescenza. Il nucleo, la parte più densa, sono quei primissimi anni in cui vengono definiti i tratti fondamentali della nostra esistenza. Cerco di ricordare, cerco di arriva fino a là. Ma è difficile muoversi in quelle regioni compatte, è pericoloso, mi dà come la sensazione di avvicinarmi alla morte. Poi la cometa si dirada – è la parte più lunga, la coda. Diventa man mano più rarefatta, ma anche più ampia. Ora sono a uno stadio avanzato della coda, ho sessant'anni quando scrivo queste righe”. Guarda la scheda de I ricordi mi guardano di Tomas Transtromer.

3.TROPPA FELICITA', ALICE MUNRO (Einaudi). Forse la Munro è la massima figura letteraria contemporanea. Autrice di racconti in cui riesce a tenere insieme, con poche parole, il passato, il presente e il futuro di ogni personaggio. Come solo la vera vita ci costringe a fare. L'incipit: “Doree doveva prendere tre autobus: uno fino a Kincardine, lì aspettava il secondo per London, e lì di nuovo aspettava quello urbano fino alla struttura. Si mise in viaggio alle nove di una domenica mattina. Dati i tempi di attesa fra un mezzo e l'altro, prima delle due circa non avrebbe percorso le cento e rotte miglia di strada. Stare tanto seduta, sia in pullman, sia nelle stazioni, non le sarebbe dovuto pesare. Il suo lavoro di tutti i giorni non era certo di tipo sedentario”. Guarda la scheda di Troppa felicità di Alice Munro (Einaudi).

4.PRIMA DELLA FINE, ERNESTO SABATO (Minimum Fax). Letterato e scienziato, figura anomala e autore del superbo romanzo Sopra eroi e tombe. Scomparso quest'anno, quando era quasi arrivato alla mirabolante età di 100 anni, è stato capace di parole e pensieri commoventi e lucidi. L'incipit: “Mi sono appena alzato, fra poco saranno le cinque di mattina. Cercando di non fare rumore vado in cucina e mi preparo una tazza di tè, mentre mi sforzo di rievocare frammenti di sogni del dormiveglia, sogni che, a ottantasei anni, mi si presentano fuori dal tempo, confusi con i ricordi d'infanzia. Non ho mai avuto buona memoria e ho sempre sofferto per questo inconveniente, ma forse è un modo per ricordare solo quello che bisogna ricordare, magari la cosa più importante che ci è capitata nella vita...”. Guarda la scheda di Prima della fine di Ernesto Sabato.

5.RADIO CITTA' PERDUTA, DANIEL ALARCON (Einaudi). L'incipit: “Quel martedì mattina interruppero la trasmissione di Norma perché un ragazzino era stato scaricato davanti alla sede della radio. Era silenzioso e magro e aveva in mano un biglietto. Alla reception lo fecero passare. Fu convocata una riunione.” Guarda la scheda di Radio città perduta di Daniel Alarcon.

6.TIMIDEZZA E DIGNITA', DAG SOLSTAD (Iperborea). L'incipit: “In effetti era un professore sulla cinquantina leggermente alcolizzato, con una moglie che era lievitata un po' troppo e con cui faceva colazione ogni mattina. Anche la mattina di quel giorno di autunno, un lunedì, di ottobre, che, mentre appunto sedeva al tavolo della colazione con un lieve mal di testa, ancora non sapeva che fosse destinato a diventare il giorno più decisivo della sua vita.” Guarda la scheda di Timidezza e dignità di Dag Solstad.

7.NEMESI, PHILIP ROTH (Einaudi). L'incipit: “Il primo caso di polio di quell'estate si verificò quell'estate agli inizi di giugno, subito dopo il Memorial Day, in un quartiere italiano povero all'altro capo della città rispetto al nostro. Dall'angolo sudoccidentale di Newark, nella zona ebraica di Weequahic, noi non ne venimmo a conoscenza, e non venimmo a conoscenza nemmeno dei casi successivi, una decina sparpagliati in quasi tutti i quartieri tranne il nostro.” Guarda la scheda di Nemesi di Philip Roth.

Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)

    Commenti

    1. Scritto da Vania Carumani@alice.it 2 aprile 2012 alle 18:19

      Grazie per i suggerimenti

    Scrivi un commento

    Anteprima del commento