Bologna Roma 0 a 2, i gol di Taddei e Osvaldo, Luis Enrique che mangia il panettone e Totti che canta “Tutti al mare, tutti al mare...”
C'è stato il freddo gelato e il gioco di una Roma quasi perfetta nella sera dei ieri allo stadio Dall'Ara. In campo, Luis Enrique, per una volta, ha mandato in campo quasi la stessa squadra che aveva svelato se stessa a Napoli con una vittoria inattesa. L'unico cambio, il rientro di Miralem Pjanic al posto di Leandro Greco. In difesa c'erano Taddei, la coppia latino-americana (Heinze e Juan) e Rosi. A centrocampo De Rossi, i due interni Simplicio e Pjanic. Poi Totti, che sta in un reparto tutto suo. E più avanti, ancora la coppia argentina composta da Osvaldo, la tigre rabbiosa, e Lamela, il talento fatto di forza, eleganza e strappi.
La Roma è passata in vantaggio con un gol di Taddei. Il brasiliano ha raccolto infine tutto quello che ha seminato. Negli allenamenti e in tutti questi anni di Roma in cui molti lo hanno dato più volte per spacciato. Invece no. Brasiliano anomalo, modesto e universale, quasi olandese per il modo di intendere il calcio. Ha segnato con un diagonale, con una parziale complicità di Gillet, il portiere del Bologna. Ma il merito è tutto suo, anche se lui sarà il primo a negarlo. Per la coordinazione, per la decisione, per il modo con cui tiene a fare ogni cosa che fa.
La squadra dell'asturiano ha tessuto la tela del gioco con una costanza, precisione e brillantezza che forse fino a oggi non aveva mai avuto. I giocatori del Bologna sono parsi da subito nervosi. Osvaldo ha mancato anche questa volta qualche gol, ma verso il quarantesimo, quando ha ricevuto da Erik Lamela, ha fatto come se fosse il primo pallone che gli capitava da tanto tempo. Se l'è stoppato con il destro, poi l'ha lasciato scivolare ancora un po' verso destra, ha lasciato che i due difensori si aprissero un po', e poi ha calciato preciso e violento incrociando sul palo distante alla destra del portiere. Ha messo le mani alle orecchie e si è messo a correre mostrando il gesto che fu di Gabriel Batistuta.
Nel secondo tempo ci sarebbero potute stare altre segnature. Soprattutto della Roma. Ma anche Stekelenburg ha fatto il suo e si è disteso per deviare la palla oltre la linea su alcuni colpi dei giocatori rossoblu. Diverse volte Francesco Totti è stato vicino al gol, ma non ci è riuscito. Su punizione, di testa, con rabbia. Ancora no. Anche Osvaldo e Lamela hanno provato a favorire il ritorno al gol del numero 10. Ma non c'è stato modo.
Alla fine la vittoria e i giri sull'erba. Quando tutti stavano festeggiando in campo, pensando alle vacanze, Totti rivolto alle telecamere, ha cominciato a canticchiare, quasi spavaldo e felice, quella canzoncina che tutti quelli che non sono più giovanissimi conoscono benissimo (“Tutti al mare, tutti al mare, a mostra' le chiappe chiare...”), perché la canticchiavano quando sui sedili posteriori, irrequieti e felici, aspettavano che i genitori si decidessero a finire di caricare i pacchi sul portabagagli e si potesse infine partire per andare al mare. Allora era estate e si andava sul lido più vicino. Oggi, è inverno e il mare, almeno per i calciatori, è molto più lontano.
Poco distante, qualche istante dopo, negli spogliatoi, Luis Enrique si è preso, con leggerezza, la rivincita nei confronti di chi, non sempre in buona fede, lo aveva a lungo considerato incapace e inadeguato. Tanto che a chi gli chiedeva, anche ora che aveva vinto con grande forza, se aveva mai avuto dubbi sulla sua impresa ha risposto “Oggi abbiamo mangiato pandoro e panettone, quindi sono riuscito a mangiare il panettone a Roma nonostante qualcuno dicesse che non ci sarei riuscito". Non resta che augurargli felices fiestas y un prospero año nuevo.
Questo articolo è archiviato nelle categorie Cronache, Sport, Roma, Luis enrique, Francesco totti, Osvaldo e Taddei. Puoi lasciare un commento e seguire i commenti a questo articolo sottoscrivendo il Feed RSS.
Scrivi un commento