Augusto Minzolini viene rimosso dal Tg1, il rinvio a giudizio, Mentana che si sfrega le mani e la vita agra di un ex-direttorissimo

10 dicembre 2011

Dopo il rinvio a giudizio per peculato Augusto Minzolini sarà sostituito alla direzione del Tg1 da Alberto Maccari, attuale direttore della Tgr. E' questa la proposta che il direttore generale della Rai Lorenza Lei porterà in consiglio di amministrazione di martedì. E così indirettamente a seguito di questa notizia abbiamo appreso che a capo di quei telegiornali regionali che per lo più si occupano di un po’ di cronaca nera, convegni medici e sacre paesane, c’è persino un direttore. E questo sarebbe già sufficiente a farci trasalire. Ora sappiamo pure che la persona in questione dopo aver accumulato una grande esperienza - è prossimo alla pensione - è chiamato alla direzione di quello che è sempre stato considerato il telegiornale di punta della Rai. Mentana, forte dei suoi tre milioni di spettattori, si sta sfregando le mani da giorni. E il massimo che gli poteva capitare.

Nessuno evidentemente ha avuto dubbi nel proporre questa nomina. Avendoci visto una continuità. D’altra parte la sostituzione di Augusto Minzolini, l'ex-direttorissimo, è maturata solo dopo il rinvio a giudizio e non per i suoi mediocri risultati. Tutto fa supporre quindi che ci sia piena concordia di visioni e che il compito di Maccari sia quello di confezionare probabilmente un pastone un po’ più equilibrato nel solito panino farcito soprattutto di servizi di costume.

Per quanto riguarda Minzolini e la sua vita agra, si fa per dire, si è in attesa di capire la sua destinazione. Dal momento che a quanto è dato sapere gli è stato concesso grande possibilità di scelta: New York, Parigi… Scelta che ha tutta l’aria di una premiazione. In fondo con tutto quello che accade in Italia, che vuoi che sia un reato di peculato? Peculato - dice il vocabolario - appropriazione indebita o distrazione a profitto proprio o altrui di denaro o altro bene mobile appartenente alla pubblica amministrazione. Eh, già perché la Rai, il servizio pubblico - per quanto Michele Santoro si dia da fare con successi alterni di pubblico - esiste ancora. Seppure interpreti questa funzione a modo suo. Secondo una logica che difficilmente sarà abbandonata.

A leggere le cronache dei giornali in questa azienda tutti sembrano in quota. Leggeri e sicuri del paracadute offertogli dal partito di riferimento e, nel caso in cui questo non dovesse aprirsi, dal secondo paracadute, messogli a disposizione dal suo essere trasversale.Vero laboratorio politico, la Rai ha sempre anticipato il Paese. Del resto, ancora prima di quella che si è aperta adesso con il nuovo governo, non vanta la Rai una stagione dei professori? E allora non scandalizziamoci  e prepariamoci, a breve, a leggere il libro di Minzolini, vita agra di un direttorissimo, con l’immancabile tavola rotonda con Bruno Vespa a fare da moderatore. E i responsabili della comunicazione dei partiti a presentare la agognata riforma del servizio pubblico  a cui neppure loro credono più.                         

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