Santoro torna con Servizio Pubblico e la Rai come la Posta al tempo dell'email

3 novembre 2011 — 8 commenti

Con Servizio Pubblico questa sera Michele Santoro ritorna in televisione e non solo. Oltre che su molte reti del digitale terrestre e su tre canali Sky, sarà possibile seguire la diretta anche in internet sui siti del Fatto Quotidiano, La Repubblica e il Corriere della sera. Non ci poteva essere momento migliore per un debutto così atteso. Alla fine di una giornata cruciale. Con il vertice del G20 a Cannes e le indiscrezioni trapelate sulla lettera dei frondisti. Insomma uno scenario politico in continua evoluzione il cui epilogo rimane ancora incerto: governo, tecnico, elezioni addirittura a dicembre, oppure la lenta e estenuante agonia dell’uomo che da tempo ha anteposto il suo destino personale a quello dell’Italia.       

Molte si preannunciano le sorprese della prima serata. Tra cui un’intervista a Chiara Danese, ex miss, costituitasi parte civile nel processo a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. Ad eccezione di Formigli, che con un tempismo perfetto ha preferito abbandonarlo per andare alla La7, la squadra dovrebbe essere la stessa. Con Sandro Ruotolo, che proprio alla fine di ottobre ha salutato la Rai per seguirlo in questa nuova esperienza che si prefigura come un evento capace di raschiare fino in fondo il palinsesto televisivo e non solo. Per questo sarà importante capire quanti lo seguiranno questa sera. Si spera tanti. Sappiamo bene infatti che gli indignati italiani più che le piazze fisiche preferiscono occupare quelle virtuali.

Se solo qualche anno fa qualcuno avesse provato a impossessarsi di questa espressione “Servizio pubblico” per un suo programma sarebbe stato visto come una iniziativa sopra le righe, una usurpazione. Ora non più. E il motivo è palese, lo sanno tutti. Non c’è bisogno di ulteriori argomentazioni. Di fronte a una azienda che da tempo oramai interpreta in modo molto arbitrario questa funzione, prima o poi doveva accadere. Ed è giusto allora che si verifichi in questo modo con un esperiemento molto originale anche in termini imprenditoriali. Con il suo appello “10 euro per Servizio pubblico”,  Santoro ha già convinto centomila cittadini. Le sottoscrizioni ammontano a un milione di euro. E in più ha creato un accordo con una rete di tv regionali che garantirà 110mila euro a puntata. I vertici della Rai probabilmente guarderanno stasera Michele Santoro e la sua squadra con la convinzione di aver fatto un errore anche sul piano politico.  

Ma d’altronde questa è la Rai. Il vero porto nelle nebbie di Roma. Che tristezza fa oggi guardarla da fuori. Viale Mazzini, come viale del tramonto. Sempre di più assomiglia a un ufficio postale al tempo dell’email. Con l’aggravante di non essere nemmeno un struttura di una buona fattura architettonica. Brutta e, a quanto risulta, non ancora del tutto messo in sicurezza per quanto riguarda l’amianto. Questa è la modernità della Televisione di stato italiana.   

Commenti

  1. Scritto da ennio 3 novembre 2011 alle 17:20

    ormai la Rai non esiste più... e' stata dissanguata e ridotta a pezzi...

  2. Scritto da Brenno 3 novembre 2011 alle 18:00

    Santoro sei un mago, quanti coglioni hai trovato che ti hanno dato 10 euro, sei più bravo di Silvio
    mi auguro che ti vada Bene......nel male

  3. Scritto da stefania 3 novembre 2011 alle 18:07

    @Brenno, se per questo a Silvio gli hanno dato pure di più!!! o non te ne sei accorto? quanto a Santoro è semplicemente un professionista che fa bene il suo mestiere.. that's all!!

  4. Scritto da domenico 3 novembre 2011 alle 22:54

    e semplicemente vergognoso io dopo aver lavorato 41 anni per andare in pensione devo aspettare il loro consenso.pccorre che oltre a bossi ci siano altri che non permettano questo scempio o sara rivoluzione sicura

  5. Scritto da antonio romano11 novembre 2011 alle 12:51

    L’Italia può raggiungere un bilancio positivo e quindi progressivamente ridurre il debito pubblico complessivo. Si può fare con equità se si ragionasse sui seguenti temi:


    1. eliminare tutti i privilegi attualmente in vigore con effetto retroattivo ( vitalizi e tutte le infinite agevolazioni per se e i familiari di cui godono molte, troppe categorie in Italia) a partire dagli attuali parlamentari, continuando con gli ex parlamentari, attraversando giudici, giornalisti, forze dell’ordine e così via
    2. avere un solo ente previdenziale che applichi lo stesso meccanismo a tutti i cittadini prevedendo una sola pensione e anche un tetto massimo (10.000 euro al mese)
    3. avere un solo ente di assistenza che non abbia nessun tipo di contatto con la previdenza
    4. eliminare tutte le auto blu si possono tranquillamente utilizzare i mezzi pubblici compreso i taxi
    5. togliere le scorte a molte persone che non sono assolutamente necessarie
    6. prevedere il licenziamento dei dirigenti pubblici di qualsiasi settore se non raggiungono gli obiettivi prefissati
    7. applicare le normative dei dipendenti privati a quelli pubblici compreso la mobilità entro un raggio di 50 km
    8. chi svolge un ruolo pubblico retribuito adeguatamente non può svolgere altre mansioni, questo deve riguardare particolarmente i parlamentari, consiglieri regionali, magistrati dottori di ospedali, manager e dirigenti pubblici, ecc.
    9. utilizzare le costosissime attrezzature degli ospedali pubblici almeno 16 ore al giorno
    10. considerare in questo momento l’evasione fiscale reato di alto tradimento in attesa di una riforma complessiva del fisco copiando esattamente il sistema degli Stati Uniti d’America
    11. reintrodurre l’ICI per la prima casa com’era prima aumentando solo le detrazioni già previste
    12. riordinare tutto il sistema dei contributi che lo stato eroga a giornali, partiti, gruppi parlamentari, spedizioni di pubblicità privata e da parte di consiglieri regionali, parlamentari, ecc.
    13. reintrodurre la tassa di successione per valori ereditari superiori a cinquecentomila euro
    14. introdurre una patrimoniale strutturale per beni mobili(imbarcazioni di lusso, auto di lusso, ecc.) e immobili personali
    Se uno STATO si organizza e agisce in modo equo, allora, se necessita ancora, si possono chiedere ulteriori eventuali sacrifici ai soliti noti.
    Le pensioni in Italia dal 1993 hanno subito continue riforme che, a prescindere dal merito, hanno creato un clima di incertezza, per cui ogni persona che raggiunge i requisiti va subito in pensione anche se preferiva continuare a lavorare, perché teme di essere penalizzata da una nuova riforma. Per cui è necessario dare certezza a tutti applicando il punto 2 del presente documento e contemporaneamente sospendere per un anno tutte le uscite pensionistiche

  6. Scritto da antonio romano11 novembre 2011 alle 12:52

    Lo STATO FEDERALE se vuole essere anche efficiente e costare meno di quanto non costi oggi, a mio modesto parere, dovrebbe svilupparsi rigorosamente su due linee guide:

    1. definire con estrema precisione le competenze esclusive dei comuni e delle regioni, tutto il resto rimane prerogativa assoluta dello STATO. Non avere materie concorrenti, al massimo possono esserci delle consultazioni, ma la decisione finale deve appartenere ad un solo ente
    2. le entrate, a prescindere se fisicamente vengono incassate dallo STATO o dai COMUNI, vanno ripartite in percentuali prestabilite rispettivamente ai COMUNI, alle REGIONI e allo STATO.
    I comuni che eventualmente non riescono a sopravvivere con le risorse a loro disposizione non potranno essere aiutati da nessuno, dovranno comportarsi esattamente come qualsiasi azienda privata, cioè vivono fino a quando riescono a ottenere prestiti, dopo possono anche fallire con l’intervento del tribunale. A quel punto passa in carica alla sua regione che provvederà a metterlo all’asta rivolgendosi agli altri comuni della stessa regione. Lo stesso discorso vale per le regioni, che in caso di fallimento, vanno sotto la podestà del senato delle regioni che provvederà a metterle all’asta verso altre regioni. In questo modo si potrebbe anche avviare un processo naturale di riduzione dei comuni e delle regioni, ovviamente le province vanno semplicemente abolite come andrebbero aboliti tutti gli altri enti inutili comprese le circoscrizioni delle grandi città.
    Contemporaneamente allo STATO FEDERALE vanno ridotti i deputati a 200 con compiti legislativi nazionali e con totale incompatibilità con altri incarichi di qualsiasi natura compreso quello di non poter fare il ministro. E’ necessaria una assoluta separazione dei POTERI. I deputati hanno troppi impegni per cui non possono essere distratti da altri compiti. I rappresentanti del popolo dovrebbero rappresentare un esempio positivo di comportamento pubblico e privato. Andrebbero applicate le stesse regole attualmente in vigore per essere arruolati nei carabinieri.
    Il senato delle regioni dovrebbe avere non più di cento senatori con il compito di coordinamento delle regioni per una corretta ed efficiente applicazione dello STATO FEDERALE . Il senato non può assolutamente avere compiti legislativi nazionali.

    Il governo e la maggioranza avrebbero già dovuto fare interventi per evitare di trovarci in questa situazione, comunque nel momento in cui è esplosa avrebbero dovuto governarla.
    Non essendoci riusciti finora non ci riusciranno neanche in futuro.
    Le forze politiche di opposizione dovrebbero dire nei dettagli cosa farebbero loro per governare una crisi così grave. In questo modo si può verificare pubblicamente se ci sono le condizioni per un eventuale governo di larghe intese oppure l’unica soluzione è il voto anticipato. In quest’ultimo caso gli elettori dovrebbero essere messi in condizione di poter
    scegliere un programma chiaro e sintetico oltre alle persone che dovrebbero realizzarlo.
    Alcuni provvedimenti urgenti possono essere comunque presi anche a camere sciolte e le elezioni si possono tenere tra un mese e mezzo.

  7. Scritto da antonio romano11 novembre 2011 alle 13:18

    I sistemi elettorali tedesco, inglese, francese e statunitense vanno bene nei loro rispettivi paesi In Italia non sono applicabili neanche mischiandoli tra loro.
    L’Italia è una realtà politicamente articolata, per cui si esprime inevitabilmente attraverso molti partiti, che non si possono eliminare per legge. È stato, dunque, un grande errore tenerne alcuni fuori dal parlamento e altri dentro con alleanze anomale e incomprensibili agli elettori (vedi radicali nel P D).
    Si rende invece necessario elaborare un sistema elettorale che rappresenti quasi tutte le forze politiche, garantisca la governabilità, la scelta democratica dei propri rappresentanti politici da parte dei cittadini e duri nel tempo. Nella storia della nostra repubblica si sono succeduti tre sistemi elettorali e ora siamo alla ricerca disperata di un quarto. Sarebbe opportuno che lo trovassimo e che di questo argomento non se ne parlasse più per qualche secolo.
    Una possibile soluzione potrebbe essere un sistema elettorale originale italiano adatto alle esigenze del Paese e non delle singole forze politiche o delle singole coalizioni. Sarebbe utile coniugare le diverse posizioni presenti oggi nel dibattito politico su questo tema, soprattutto quella di chi vuole un sistema proporzionale con sbarramento al 5% e chi il maggioritario all’inglese. La sola legge che può conciliare le due posizioni estreme è una legge maggioritaria proporzionale “corretta”.
    E’, infatti, necessaria una legge elettorale che garantisca la governabilità sia in linea teorica sia nella pratica, senza premio di maggioranza e senza coalizioni “COATTE”; una legge elettorale che rappresenti tutte le liste elettorali che abbiano ottenuto almeno l’1% di consensi a livello nazionale e garantisca la libera scelta dei candidati.

  8. Scritto da antonio romano11 novembre 2011 alle 13:19

    ESEMPIO DEL TUTTO TEORICO
    ELEZIONE DI 630 DEPUTATI CON SISTEMA PROPORZIONALE MAGGIORITARIO E SBARRAMENTO ALL’1% CALCOLATI SU COLLEGIO UNICO NAZIONALE E SUCCESSIVAMENTE RIPARTITI A LIVELLO REGIONALE.
    Si presentano le LISTE con i relativi candidati ed è possibile esprimere una sola preferenza. I risultati ipotetici sono i seguenti:
    LISTA 1 (125653 voti 0,40%) – LISTA 2 (456782 voti 1,45%) – LISTA 3 (8316574 voti 26,37%) – LISTA 4 (2464583 voti 7,82%) – LISTA 5 (2657428 voti 8,43%) – LISTA 6 (2786945 voti 8,84%) – LISTA 7 (8648327 voti 27,43%) – LISTA 8 (308526 voti 0,97%) – LISTA 9 (5768423 voti 18,29%) – TOTALE VOTI VALIDI : 31.533.241
    Siccome nessuna lista ha ottenuto il 50% dei voti più 1, vanno al ballottaggio la LISTA 3 e la LISTA 7 , cioè quelle che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Al 2° turno ( SOLO LISTE SENZA CANDIDATI) il risultato sempre ipotetico è il seguente:
    LISTA 3 (13756425 voti 60,12%) – LISTA 7 (9126345 voti 39,88% ) – TOTALE VOTI VALIDI 22.882.770
    RISULTATI DEFINITIVI dopo il ballottaggio e la riproporzione delle singole liste “CORRETTE” tramite il coefficiente K
    LISTA 3 ASSEGNATI IL 60,12% DEI SEGGI PARI A 378 DEPUTATI E 0,756 RESTO + 1 deputato LISTA 3 TOT. 379
    LA LISTA 1 E LA LISTA 8 VENGONO ELIMINATE PER NON AVER RAGGIUNTO LO SBARRAMENTO DELL’1%
    TUTTE LE ALTRE LISTE VANNO RIPROPOZIONATE CON LA SEGUENTE EQUAZIONE MATEMATICA :
    LISTA 2 + LISTA 4 + LISTA 5 + LISTA 6 + LISTA 7 + LISTA 9 =39,88 (K E’ IL COEFFICIENTE CORRETTIVO)
    1,45%K + 7,82%K + 8,43K + 8,84%K + 27,43%K + 18,29K = 39,88
    72,26K = 39,88 ; K = 39,88/72,26 ; K = 0,5519
    LISTA 2 aveva ottenuto l’1,45% viene corretto con 1,45 x 0,5519 = 0,80% pari a 5 deputati e 0,0,04 resto LISTA 2 TOT. 5
    LISTA 4 aveva ottenuto il 7,82% viene corretto con 7,82 x 0,5519 = 4,31% pari a 27 deputati e 0,153 resto LISTA 4 TOT. 27
    LISTA 5 aveva ottenuto l’8,43% viene corretto con 8,43 x 0,5519 = 4,65% pari a 29 deputati e 0,295 resto LISTA 5 TOT. 29
    LISTA 6 aveva ottenuto l’8.84% viene corretto con 8,84 x 0,5519 = 4,88% pari a 30 deputati e 0,744 resto + 1 deputato LISTA 6 TOT. 31
    LISTA 7 aveva ottenuto il 27,43% viene corretto con 27,43 x 0,5519 = 15,14% pari a 95 deputati e 0,382 resto LISTA 7 TOT. 95
    LISTA 9 aveva ottenuto il18,29% viene corretto con 18,29 x 0,5519 = 10,09% pari a 63 deputati e 0,567 resto + 1 deputato LISTA 9 TOT. 64
    Questo schema può essere applicato anche a ogni singolo collegio regionale, ma ovviamente in questo caso a livello teorico qualche rischio di ingovernabilità può esserci.
    Recapito : Antonio Romano corso Siracusa 181 – 10137 Torino email : romanofamiglia@libero.it

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