Roma Lecce 2-1, il gol di Osvaldo in rovesciata e il fiore di Coleridge
Si cominciano a vedere lampi di gioco sublime nelle partite della Roma di Luis Enrique. Nell'incontro con il Lecce, ci sono stati passaggi rapidissimi, scambi in profondità, triangolazioni perfette. Idee e geometrie. Gol a portata di mano come frutti maturi sui rami di un albero. Hanno segnato Miralem Pjanic e Ferdinando Gago. Due reti, ma sarebbero potute essere molte di più. Ha sbagliato l'inquieto Bojan Krkic. Almeno tre gol. Ha sbagliato Erik Lamela. Seppure solo di un millimetro. E poi, c'è stato il gol di Osvaldo. In rovesciata. Un'esecuzione perfetta come quelle che stanno nella mente, e negli intimi desideri, di tutti quelli che hanno avuto a che fare, almeno una volta, con una sfera di cuoio (il video).
Nei primi minuti della partita c'è stata un po' di incertezza. La Roma sembrava insicura. Quasi fragile. In difesa la presenza di Kjaer e Heinze non poteva colmare quel che non è colmabile (l'assenza di Nico Burdisso). Lamela, da subito in campo. Totti in panchina con l'ennesimo cambio al taglio di capelli, quasi a confessare l'intenzione di una nuova possibile rinascita. Al suo fianco, Marco Borriello. De Rossi, con la sua barba da intellettuale, a giocare da interno. Gago, centrale davanti alla difesa. Il freddo di questi giorni di novembre. Poi il primo gol. Il pallone è passato da De Rossi a Taddei, in un movimento che è parso quello di un elastico prima tirato e poi rilasciato che ha sorpreso i due difensori del Lecce che sono avanzati verso De Rossi attratti come in un sortilegio. Poi il cross rapidissimo al centro, rasoterra, verso Pjanic. Il gol. Perfetto. Lineare. Lucido. Subito dopo, un'azione simile. Ma Bojan, di nuovo agitato nell'animo e in parte sbilanciato nel corpo, non ha trovato il modo di colpire.
Nel secondo tempo la Roma ha sparso più luce. De Rossi è tornato centrale e Gago è passato più avanti. E proprio il talento inatteso, quello che tutti si aspettavano come una sorta di “pacco” e invece stanno scoprendo come irrinunciabile, ha tirato fuori un destro deciso che ha superato Julio Sergio. Da lì in poi ancora azioni. I tre davanti sono sembrati frenetici. La partita pareva una discesa da consumare di corsa e da finire a perdifiato. Fino in fondo. Invece no. E' bastato sbagliare ancora. Una, due, tre volte. Per poi ritrovarsi 2 a 1. Per un tiro di Bertolacci.
Poi tutti si sono stropicciati gli occhi. Totti, appena superata la metà campo, ha dato a Lamela. Il giovane argentino ha girato per Gago che un po' spostato sulla destra, davanti all'area, ha controllato prima con il sinistro e poi, dopo due tocchi di destro, ha alzato una palla verso il centro. Una palombella che prima è parsa perfetta, e poi, forse un po' troppo arretrata. Allora Osvaldo si è girato con le spalle alla porta, si è coordinato e si è lasciato andare. Quasi, senz'ali. Una sforbiciata perfetta, una rovesciata di destro. Davanti a tutti, senza alcun pudore. E' riuscito a tenere bassa la palla, senza farla salire in cielo, come succede quasi sempre. Così giusta che è finita proprio all'incrocio dei pali. E' stata una meraviglia. Tutti con la sensazione di avere avuto la possibilità di aver dato una sbirciatina a un mondo perfetto, a una specie di paradiso.
E' stato un attimo di calcistica perfezione. Fino a che ci si è accorti che Roberto Carrer, il guardalinee, ha alzato la bandierina. Confuso e modesto, dal fondo della sua vita tracorsa su una striscia di gesso bianco, non aveva visto nulla di quel che tutti avevano appena ammirato. Osvaldo, a suo dire, era in fuorigioco. Il gol è stato annullato. Tanto lo stupore. Tanta la rabbia. Ma cosa conta? Il gol c'è stato. Tutti lo hanno veduto. E non si può più negarne l'esistenza. Viene in mente la frase di Coleridge che Jorge Luis Borges citava spesso per dire della meraviglia dei mondi fantastici a cui noi, comunque, abbiamo avuto accesso: “Se un uomo attraversasse il Paradiso in sogno, e gli dessero un fiore come prova d'esser stato lì, e se destandosi si trovasse in mano quel fiore... allora?”
Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
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Commenti
Scritto da roberta ficini — 22 novembre 2011 alle 19:26
ieri l'ho potuto rivedere quella meraviglia di goal in rovesciata...... oggi lo hanno tolto perchè l'arbitro ha fatto ...............
Scritto da antonio de paolis — 22 novembre 2011 alle 19:46
Una meraviglia. Sicuramente una meraviglia, ma .... il guardalinee...C'è un detto "non lavare il muso al somaro con il sapone perchè si perdel tempo e sapone."
Ciao FORZA ROMA
TONINO
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