Osvaldo sospeso, Luis Enrique e il ritorno dei riportini
Sembra che Pablo Osvaldo, il puntero della Roma, abbia dato un pugno a Erik Lamela, la promessa cristallina costata tanti milioni di euro. Il fatto sarebbe avvenuto nello spogliatoio di Udine. I due sono argentini, ma hanno avuto due vite molto diverse. Il primo, Osvaldo, 26 anni, giramondo e già padre. Il secondo, Lamela, è appena adesso uscito dalla sua nazione e lo accompagna la sua famiglia e la fidanzatina. I giornali raccontano l'accaduto come grave. Dicono delle tensioni dentro lo spogliatoio. Cose che, però, succedono con più frequenza di quanto si creda. Solo che raramente si vengono a sapere. Ma si sa come vanno le cose a Roma. Spifferi e sussurri. Riportini, li chiamava Luciano Spalletti. Avvenimenti privatissimi, incontri riservati, segreti scambi, ci mettono un nulla a uscire. E, poi, anche se non sono veri, escono lo stesso. Pare che in questo periodo poi, sia più facile aggredire "questa" Roma non italiana. D'altronde, non si può essere ingenui, nessuno fa "pura" cronaca, c'è sempre una ragione quando qualcuno racconta qualcosa.
Pare che lo scontro sia avvenuto dopo la sventurata partita di Udine. Dentro lo spogliatoio quando la rabbia era ancora tanta. I gol negli ultimi minuti dell'Udinese che per tutta la partita non aveva fatto quasi nulla devono aver fatto saltare i nervi. I giornali riportano che Osvaldo ha rimproverato i più piccolini di scarso impegno. E che la cosa sia degenerata. Quante volte succede negli spogliatoi? Tante. Sta il fatto che ora però a Osvaldo sia arrivata una multa. Una sorta di sospensione, di dieci giorni, che gli impedirà di giocare la partita contro la Fiorentina. Una delle tante squadre in cui ha militato il talento girovago sempre sull'orlo di esplodere.
In questo momento sul sito della Roma ancora non c'è scritto nulla. Non ci sono notizie sull'accaduto. L'ultimo comunicato è quello relativo all'allenamento di oggi iniziato alle dieci del mattino. C'era anche Totti a sgambettare. Franco Baldini, intervistato a Roma Channel ha spiegato che quel che c’è stato è stata “la mancanza di rispetto di Osvaldo verso un compagno e, su richiesta dell’allenatore, il giocatore verrà sanzionato". Luis Enrique vuole che le regole si rispettino.
Quel che è accaduto, si dirà, non è altro che cronaca. Eppure c'è sempre una ragione qualcuno racconta qualcosa. Darwin Pastorin ha scritto della volta di quando fu testimone di una scazzottata tra due compagni di squadra. Ciccio Graziani e Patrizio Sala, due calciatori del vecchio Toro. Era un allenamento, d'inverno. Come solo a Torino sa essere inverno. Patrizio Sala, mediano di spinta, entrò in scivolata su Graziani, un colpo forte a una gamba. Quando Ciccio si rialzò, dice Pastorin, era infuriato. Raggiunse Sala e gli diede un pugno. Pare che un vecchio operaio, che aveva assistito allo scontro, abbia detto a Graziani: “Dai Ciccio, non fare così”. Ma Graziani rispose piccato all'uomo: “E tu vai a lavora'!”. Graziani, allora, parole sempre di Pastorin, intimò al giornalista di non riportare l'accaduto.
Ma Pastorin, invece, la notizia la mandò in prima pagina. Alla partita successiva, quando incontrò di nuovo Graziani, pare che l'attaccante gli abbia chiesto ragione della pubblicazione. E Pastorin gli abbia riposto. “Mi ha dato fastidio quel “vai a lavora'” al vecchio operaio.” Onesto e dignitoso. Comprensibilie. Ma allora, cosa ha dato fastidio ai giornalisti di oggi che riportano la notizia con tanta insolita e alacre puntualità?
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Commenti
Scritto da gianni b. — 28 novembre 2011 alle 09:23
aggiungerei pure che oggi, diversamente dai tempi di Pastorin e del Toro (che cmq vinse il campionato), parecchi dei giornalisti che si affrettano a riportare le notizie sono "ragazzini" con contratti di collaborazione inconsapevoli pure di quello che fanno. spesso vengono anche "utilizzati" da chi mette in giro la notizia e finiscono per "servire" qualcuno senza neppure accorgersi di "stare servendo"... e non accade solo nello sport, purtroppo.
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